Il valore del silenzio per massaggiare il tuo bambino

Per massaggiare il tuo bambino è necessario il silenzio.

Lasciate le scarpe fuori dalla porta e con esse abbandonate le parole, gli scorni, i mille pensieri, i problemi affrontati per arrivare fino a qui. Lasciate le scarpe con un gesto consapevole, abbandonando in esse i sassi che vi portate dietro per tutta la giornata ed entrando leggere, in ascolto.

Il tempo dei saluti, delle risate, dei come stai, ancora due minuti per scambiarsi qualche parola, quelle che proprio faticano a lasciarci, invischiate di quotidianità e appiccicate ai nostri vestiti. Qualche minuto per rompere il ghiaccio, per ritrovarsi, per scrollarsi di dosso ancora qualche peso, per iniziare a centrarsi su di sé e sul proprio bimbo.

La musica parte leggera, dolce, come un invito. Un attimo di rilassamento, per poter lasciare andare le tensioni fisiche, per ammorbidirci prima di poterci dedicare a qualcun altro. Ci spogliamo di anelli, bracciali, orologi, ultimo invito a lasciare andare, ma anche un incitamento a lasciare che l’energia scorra, dalle proprie mani, fino ai bimbi.
E ora mamme, fate silenzio. Ascoltate la magia di questo momento, i gorgheggi, i sorrisi. Cogliete gli odori e le sensazioni. Ma vi prego, non offuscate questo momento magico con parole fumose, che creano una barriera fra voi e i vostri piccoli. Cacciate la nebbia che vi separa dalla profondità, andate oltre la superficie, godetevi quello che accade.
In fondo è un po’ come entrare in un tempio buddhista. Lontano e diverso dalle nostre abitudini, ma ammaliante. Statue imponenti di metalli preziosi, drappeggi dai colori intensi. Un soave profumo che avvolge l’ambiente. Il paesaggio naturale si fonde alla perfezione con le costruzioni artificiali, la natura e l’uomo si compenetrano in un’armonia delicata. Ogni visitatore è silenzioso, attento a camminare in punta di piedi per non disturbare. Se qualcuno parla, lo fa sottovoce, ma i più si trattengono per non turbare la quiete, assaporando la beatitudine. Un luogo sacro, in cui il silenzio domina.
Così dev’essere arrivare al cuore del vostro bimbo, lui così differente, ancora in contatto con un altro mondo, che non parla e che comunica con il corpo o con il pianto. Lui bellissimo, prezioso, creatura di pelle e tessuti che vale assai più dell’oro, morbido roseo delicato. Perfetto, nelle sue piccole dita, con lo sguardo che rapisce e la ciccia da mangiare, con quel profumo di latte dolcissimo, di una bellezza inestimabile.

Vi accingete a toccare il suo corpo, la sua aura, le sue profondità, in un modo che non è quello di relazionarsi quotidiano, ma che è volto a comunicare rispetto e amore per il suo essere, cose che a volte ci si dimentica tra un cambio pannolino, una poppata e un pianto.

Ascoltate in silenzio, apritevi, accogliete e donate. Affinché i vostri bimbi non abbiano la necessità di richiamarvi con i loro pianti, di attirare la vostra attenzione sfuggendo ad un tocco troppo superficiale. Le vostre scarpe pesanti, se lo desiderate, vi aspettano lì per dopo, fuori dalla porta. O se preferite, potete svuotarle, in modo da non riportare più a casa i vostri fardelli.

Ora, siate lì per loro. E per voi. Perché questo è il vostro momento per iniziare a massaggiarvi.

Nicoletta Bressan


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