Diritti dei bambini, novità legislative

Questo mese di ottobre è stato prodigo di riforme legislative che hanno come obiettivo il rafforzamento della tutela dei diritti dei minori.
La prima legge, in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è stata approvata in via definitiva dalla Camera il 14 ottobre scorso e va a modificare la legge n. 4 maggio 1983, n. 184, intitolata “Diritto dei minore ad una famiglia”, garantendo ai bambini posti in affidamento familiare la continuità degli affetti creati in seno alla famiglia affidataria.
La novità sta nel fatto che il minore, che si trova in affidamento, potrà ora essere adottato dagli stessi affidatari che abbiano i requisiti per poter accedere all’adozione (ovvero se uniti in matrimonio da almeno tre anni o sposati dopo aver convissuto almeno tre anni); e se, nel corso del procedimento di affidamento il minore dovesse fare rientro nella propria famiglia di origine, la nuova legge si preoccupa di garantire al bambino la conservazione delle positive relazioni socio-affettive consolidatesi durante l’affidamento.

Il legislatore si fa carico, con questa riforma, di dare concreta attuazione al diritto del minore a vedersi garantita la continuità degli affetti e delle relazioni anche nelle situazioni in cui intervenga un provvedimento di affidamento familiare che, come noto, presuppone che la famiglia di origine abbia carenze e difficoltà nel prendersi cura del bambino.

Ricordiamo, poi, che se il bambino ha compiuto i dodici anni di età o, anche se di età inferiore ma capace di discernimento, il Giudice non potrà assumere alcun provvedimento se non dopo averlo sentito, perché quello dell’ascolto è un diritto fondamentale del minore, in tutte le procedure giudiziarie che lo riguardano.

L’altra legge innovativa, già approvata dal Senato il 14 ottobre 2015 ed ora al vaglio della Camera per l’approvazione definitiva, interviene a modifica della legge 5 febbraio 1992, n. 91, contenente norme in tema di cittadinanza. In particolare, la nuova legge consentirà ai minori, nati da genitori stranieri, di cui almeno uno in possesso di regolare permesso di soggiorno permanente o in possesso del permesso di soggiorno UE di lungo periodo, di poter acquisire la cittadinanza italiana.

Ci riserviamo di parlarne, più approfonditamente, quando le due normative saranno entrate in vigore!

Avv. Paola Carrera


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