Massaggiare il bambino previene le coliche

Secondo l’American Association of Pediatrics, “colica” è un termine ombrello con cui vengono definite diverse manifestazioni di pianto del bebè.

Può voler intendere la colica di pancia, quando il bimbo, disperato, tira molto le gambine e si acquieta solo se tenuto in braccio a pancia in giù o se gli viene scaldato il pancino.

Questa colica è in stretta connessione con l’immaturità del sistema gastrointestinale del neonato, il quale fatica ad espellere l’aria o le feci autonomamente nei primi mesi di vita. È un drago nella pancia, che muovendosi sconvolge il sistema percettivo del bambino, sia perché è effettivamente doloroso (chi soffre di stitichezza o chi ha vissuto delle coliche intestinali lo sa bene!), sia perché il piccolo non riesce a capire precisamente cos’è e da dove viene, sia perché non sa come farvi fronte.
Esiste anche un’altra manifestazione chiamata colica, che sembra derivare dalla fatica dell’adattamento alla vita: i bambini non tirano le gambine ma piangono comunque disperatamente, a volte per ore, soprattutto nelle tarde ore del giorno. Pensate a quando voi vivete una giornata impegnativa, faticosa, stancante: tornate a casa e siete così privi di energia che vi verrebbe da piangere, tutto e tutti vi infastidiscono; poi magari andate a letto e vi ritrovate con gli occhi sbarrati, così esausti da faticare persino a prender sonno.

Pensate ora che il vostro bimbo o la vostra bimba possano sentire questa immensa stanchezza, loro che, magari, sono al mondo solo da un mese, che ancora hanno tutto da vedere, scoprire, sentire e per cui ogni piccola esperienza è una novità da metabolizzare. I neonati (ma e anche i bambini un po’ più grandicelli!) faticano molto più di noi a scaricare la stanchezza e la tensione fisica e hanno bisogno un nostro supporto per alleviarle e per rasserenarsi.

Tempo fa conobbi una mamma che dalle 5 del pomeriggio abbassava le tapparelle, spegneva musica e tv e parlava a bassa voce, cenava con il coniuge parlando piano e proseguiva con questo stato ovattato fino all’ora di andare a dormire, sperando di creare un clima ideale in cui il suo piccolo, spesso agitato, potesse rilassarsi.

Io credo che ogni famiglia trovi le proprie strategie per gestire lo sconvolgimento che ogni bambino, per quanto amato e desiderato, porta nella propria vita. Forse questa strategia poteva esser funzionale per questa famiglia, ma non è detto che lo sia sempre e per tutti.

Non siete obbligati a vivere ogni giorno, dal tardo pomeriggio, con le luci basse.

Non siete obbligati a lasciar piangere i vostri bimbi strenuamente e anzi, questo modo di agire lascia solo il vuoto nei cuori dei vostri piccoli, che alla lunga smetteranno sì di piangere, ma solo perché si sentono abbandonati: invece di crescere forti e senza vizi (come di certo sostengono alcuni dei vostri conoscenti), saranno bimbi insicuri, che faticheranno ad esplorare, perché non partiranno da una base sicura a cui poter sempre tornare in caso di bisogno.
Non in tutte le culture i bimbi soffrono di coliche. Non in tutte le culture i bimbi piangono strenuamente. Ci sono posti nel mondo in cui i bimbi nascono con calma, senza l’intrusione di troppe persone durante il parto, vengono lasciati da subito con la mamma, per ritrovare calma e serenità, riconoscendo il battito del suo cuore e il suo odore.

Nessuna drammatica separazione, nessun freddo lettino, nessuna tecnologia frapposta fra mamma e bimbo nel momento più importante: quello in cui attivare tutti i sensi per riconoscersi.

Ci sono culture in cui i bimbi vengono portati tutto il giorno, nonostante che la mamma o i genitori debbano lavorare subito dopo la nascita del piccolo, bambini in continuo contatto che non conoscono il suolo fino a che non sono in grado di camminare. Questi bambini hanno a disposizione tutto quello di cui necessitano: un corpo caldo che, con il movimento continuo, li aiuti a scaricare le tensioni che non sono in grado di disperdere in modo efficace, la fonte del nutrimento sempre pronta, secondo necessità, la stimolazione sensoriale di un mondo colorato e vivace, che non si ferma perché arrivano loro, ma in cui essi entrano progressivamente, attraverso la mediazione corporea del genitore.

Ci sono posti nel mondo in cui i bambini vengono massaggiati ogni giorno con vigore, dove per far questo l’adulto – sia esso povero o ricco – si ferma ed esclude tutto il resto dedicandosi solo al piccolo.

La mamma che massaggia il suo piccolo gli fornisce confini corporei in cui potersi riconoscere, senza perdersi nelle sensazioni extracorporee che a volte sono difficili da interiorizzare, soprattutto quando i bimbi sono stanchi (luce, rumori..), limiti che lo aiuteranno a formare il proprio schema corporeo.

Massaggiati, i bambini possono allentare le tensioni fisiche dovute ai piccoli malesseri (mal di pancia, mal di denti), ma anche la tensione generalizzata del corpo, la fatica accumulata con i primi movimenti, la stanchezza che si portano dentro, per arrivare a fine serata un po’ più rilassati, magari dopo un sonnellino in più.

E anche i genitori, praticando il massaggio, si rilassano, hanno modo di fare qualcosa per i propri bimbi e di lasciare andare la tensione muscolare, concentrandosi su di sé e imparando a conoscere i segnali dei propri piccoli.

Questi posti nel mondo non sono così lontani. Ogni giorno vedo genitori che, anche nella nostra cultura, tentano di instaurare un legame sereno con i propri piccoli, introducendoli al mondo con amore e cercando con loro il modo di vivere insieme, di cambiare, di crescere. La cultura la creiamo e la cambiamo noi, giorno dopo giorno, con le nostre parole e le nostre azioni.

Anche se ogni tanto vi guardano male, non vergognatevi di essere dei rivoluzionari se sentite che quello che state facendo fa star bene il vostro piccolo e, in definitiva, anche voi.

Buon massaggio a tutti!

Nicoletta Bressan


Potrebbero interessarti anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di sicurezza * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.