Più importanza alla ricreazione dei bambini a scuola

La scuola ha rovinato la ricreazione, come rimediare?

“Sprechi il fiato”, mi disse una volta una collega dopo aver ascoltato una conversazione fra me e un genitore a proposito della ricreazione e dell’importanza del gioco libero per la salute del figlio. “Lo dico da anni ai genitori ma mai nessuno che mi capisca. Ho imparato a stare zitta, te ne accorgerai, le persone non riescono proprio a capirlo!”. La sua fiducia si era perduta, io, al contrario, non mi arrendo tanto facilmente.

Cinque anni dopo, eccomi quasi dall’altra parte del mondo, nella meravigliosa Nuova Zelanda, circondata da ogni parte da verdi colline ondeggianti. Qui nel boschetto i bambini partecipano a uno dei campi della TimberNook, si godono a piedi nudi i popcorn appena fatti mentre le pecore pascolano fra gli alberi lì attorno. Una bambina all’improvviso osserva le pecore e mette via la merenda. “Posso avere una corda e delle forbici per favore?”, chiede con gentilezza. Senza che le vengano fatte domande, ecco arrivare una lunga corda e un paio di forbici.

La piccola di sei anni si mette subito al lavoro; taglia la corda della misura desiderata e forma un ampio cappio alla fine. Chiede solo all’adulto di essere aiutata a fare un nodo ben stretto. “Voglio prendere al lazo le pecore!” grida; altri bambini la notano e iniziano a costruirsi un proprio lazo. Ben presto, tutti corrono attraverso il bosco cercando di prendere le pecore al lazo.

La scena che si anima di fronte ai nostri occhi è terapeutica su più fronti: le risate rieccheggiano nel bosco mentre i bambini imparano in fretta a destreggiarsi fra le radici degli alberi e con passo felpato si muovono a piedi nudi sulla terra. Imparano a lavorare in squadra per guidare le pecore. Danno anche dei colpetti sulla loro morbida lana mentre gli parlano per tranquillizzarle. In altre parole, attraverso questa esperienza libera di gioco in cui l’iniziativa è partita dal bambino, si esercitano nella risoluzione di problemi, nelle abilità motorie, nell’equilibrio, nella prontezza dei riflessi, nell’empatia, nel lavoro di squadra, nella resistenza e nelle abilità legate al tatto.

Il fatto è che la maggior parte degli adulti avrebbe ostacolato questo tipo di gioco. Ogni cosa sarebbe stata messa in discussione e controllata sin dal principio. Manca spesso la fiducia quando si tratta di far giocare liberamente i bambini, dando vita a un’atmosfera ricreativa controllata e regolata al massimo. Una ricreazione che sia molto breve e assai restrittiva offre poche opportunità per un sano sviluppo sensoriale, aprendo la strada a potenziali difficoltà di attenzione, di apprendimento e di comportamento.

E se invece adottassimo un approccio del tutto diverso? Dal valore terapeutico e che consideri i bisogni del bambino nella sua interezza, facendo sì che i momenti di ricreazione siano anche una forma di prevenzione, e non solo un modo per dar “sfogo” alle energie compresse? Che accadrebbe se lasciassimo i bambini liberi di muovere appieno il proprio corpo, di sporcarsi e persino di sperimentare nuove teorie? Che aspetto avrebbe allora la ricreazione?

La scuola che ho trovato e in cui si adotta quanto di più simile all’atteggiamento appena descritto è la Swanson School di Auckland, in Nuova Zelanda. Avevo saputo attraverso i social media del suo approccio felice e non convenzionale alla ricreazione, e ne ero stata subito affascinata. Poichè dovevo già recarmi in Nuova Zelanda per la TimberNook, decisi di incontrarne il preside di persona, Bruce McLachlan.

Abbiamo trascorso un’ora buona davanti a un caffè parlando di questa ormai famosa ricreazione. L’intervallo nella Swanson School è infatti oggetto di attenzione a livello internazionale a causa dell’ approccio radicale con cui è stato concepito: il preside ha fatto piazza pulita delle regole. E indovinate un po? Via le regole e via anche i “comportamenti indesiderati”. McLachlan ha osservato una maggiore indipendenza, un aumento della creatività, la capacità di correre dei rischi in modo sano, minori cadute, migliore coordinazione, e maggiore concentrazione in classe.

Sono quattro i modi pricipali in cui ha trasformato la ricreazione per riuscire ad osservare tali cambiamenti. Quattro cose che ho usato anch’io nel mio programma per favorire lo sviluppo dei bambini e ispirare la loro creatività. È una sorta di ricetta, capace di trasformare una ricreazione o un intervallo da qualcosa che rende i bambini “iperattivi” e difficili da ricondurre in classe a qualcosa che li lascia centrati e ispirati.

1. Spazio

Il preside McLachlan mi ha detto che uno dei grandi cambiamenti è stato quello di consentire ampi spazi da esplorare. Ha iniziato permettendo ai bambini di portarsi biciclette e monopattini, potevano inoltre arrampicarsi sugli alberi e i confini erano estesi. A TimberNook abbiamo spesso osservato che maggiori sono gli spazi a disposizione, più creativo e indipendente si fa il gioco. I bambini iniziano a provare un senso di libertà, soprattutto dal mondo adulto.

2. Fiducia

Il preside della Swanson lo chiama avere una ricreazione il più possibile “priva di adulti”. L’idea è che gli adulti dovrebbero provare ad essere una presenza meno scontata nell’ambiente. Ho notato nel corso degli anni che se un adulto si mette in piedi proprio accanto a un gruppo di bambini che giocano, i bambini tenderanno a introdurlo nel loro schema di gioco. A volte potrebbe diventare il “leader” riconosciuto del gioco, cambiando le dinamiche del gruppo. I bambini diventano anche più propensi a fare la spia e a cercare costante rassicurazione se un adulto è molto vicino. Se invece l’adulto non ruba il “centro della scena”, i bambini sono più liberi di trovare idee originali e risolvere i problemi in modo indipendente. Sono entrambe abilità importanti nella vita.

3.Tempo

La Swanson School ha due ricreazioni, di 40 minuti ciascuna. Per godere di tutti i benefici di un intervallo è necessario che questo duri a sufficienza. C’è bisogno di tempo per mettere il corpo in movimento, esplorare, armeggiare, risolvere problemi, gestire le emozioni e sprofondare nell’immaginazione. Le ricreazioni di 15 o 20 minuti spesso interrompono i bambini proprio mentre stanno per capire con chi e a cosa vogliono giocare.

4. Oggetti sparsi

Gli oggetti sparsi stanno diventando sempre più popolari per la loro capacità di ispirare il gioco creativo. McLachlan ha inserito assi di legno, copertoni, vecchi tubi di gomma e i bambini li usano per ore infinite, creando mondi immaginari. Questo permette agli adulti di fare un passo indietro e lasciare che l’ambiente ispiri la scoperta di cose nuove.

Come si fa a migliorare l’attenzione durante le lezioni in classe? Come si aiutano i bambini a pensare fuori dagli schemi?

La risposta è molto semplice. È ora di ripensare la ricreazione.

Traduzione dall’inglese di Michela Orazzini

tratto da Washingtonpost.com


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