SOS Mamma: “Effettuerò un parto cesareo programmato, potrò allattare?”

Buongiorno, mi chiamo Claudia e tra due settimane sarò mamma di Paolo. Il mio bambino nascerà con un parto cesareo programmato, in quanto non si è girato ed è podalico. Ho frequentato un corso di accompagnamento alla nascita e abbiamo parlato anche dell’allattamento, di come e quando attaccare il bambino al seno. Però non sapevo ancora che avrei fatto il cesareo e quindi mi sono rimasti alcuni dubbi. Posso essere sicura che riuscirò ad avere abbastanza latte per Paolo? In che posizioni potrò allattarlo per non sentire male alla ferita? Vi ringrazio e resto in attendo una vostra risposta. Claudia

Gentile Claudia, ha fatto bene a scriverci.

Innanzitutto vorrei rassicurarla: produrrà una quantità sufficiente di latte per Paolo, proprio come le mamme che partoriscono spontaneamente.

È vero che a volte si possono ascoltare racconti che potrebbero farci pensare diversamente, ma posso dirle che non dipende tanto dal cesareo, quanto dalla possibilità di avere il bimbo vicino e iniziare quanto prima ad attaccarlo al seno.

Immagino che durante il cesareo sarà sottoposta ad anestesia epidurale o spinale e quindi sarà sveglia.

La prima poppata potrebbe addirittura iniziare in sala operatoria, ancora prima della fine dell’intervento, naturalmente se lei se la sentisse, se avesse accanto un’ostetrica (o un operatore sanitario che si occupa di allattamento) pronta ad offrirle aiuto e se l’organizzazione ospedaliera lo consentisse (in effetti non in tutte le sale operatorie è previsto).

In tutti i casi, tornata in camera e con il suo bimbo accanto, potrà tenerlo a contatto pelle a pelle (con l’aiuto di suo marito o di chi le sarà di sostegno nelle ore dopo il cesareo), in modo che Paolo possa avere la possibilità di raggiungere il seno e iniziare a succhiare.

È molto importante riconoscere quelli che sono i segnali di fame: apre la bocca, gira il viso da una parte all’altra alla ricerca del seno, mette la manina in bocca, tira fuori la lingua e fa dei gridolini che sono proprio dei “richiami” per lei. Il pianto è un segnale di fame tardivo e quindi quando sentirà Paolo piangere, potrà pensare che aveva già fame da un po’. È chiaro che nei momenti in cui lei riposerà non potrà notarli, ma può essere utile che, almeno nelle prime ore, il familiare che si prenderà cura di lei, ci faccia caso. In questo modo sarà sicura di proporre il seno a Paolo proprio quando ne avrà bisogno.

I primi giorni avrà il colostro, preziosissimo latte per i neonati e, in seguito, arriverà con la montata lattea con quel latte che resterà per tutta la durata dell’allattamento. Se Paolo succhierà al seno frequentemente, la montata lattea non tarderà. E poi, più il piccolo succhierà e più latte lei produrrà.

Potrà lasciarlo al seno tutto il tempo che Paolo desidera, con l’accortezza di attaccarlo come le hanno insegnato al corso di accompagnamento al parto. Rammenti che sentire dolore all’attacco e durante la poppata, indica qualcosa che non va. Magari la bocca non è abbastanza aperta e non accoglie abbastanza seno.

Comunque in tutto il tempo della degenza in ospedale le ostetriche e le infermiere pediatriche si prenderanno cura di lei, anche nel momento della poppata.

Ma passiamo alle posizioni.

Nelle prime ore dopo il cesareo è difficile poter variare la posizione nel letto, per cui potrà allattare soltanto distesa. Successivamente potrà sistemarsi distesa sul fianco e poi seduta.

Nella posizione distesa potrà mettere Paolo in verticale su di lei, in modo che il torace, la pancia e la parte anteriore delle gambine di Paolo, potranno essere completamente a contatto con il suo corpo (Paolo non sarà tanto lungo da raggiungere la ferita e quindi non le procurerà dolore) e la guancia appoggiata al seno. Appena sarà pronto avvicinerà la bocca e si attaccherà.

Una variante di questa posizione consiste nel mettere le gambine di Paolo in diagonale sulla sua pancia (ad es. viso sul seno destro e gambine sulla parte sinistra della pancia). Potrà provare e scoprire in quale delle due posizioni si troverà meglio.

Una posizione un po’ più “originale” consiste nel mettere Paolo sdraiato su di lei, ma con il corpo e le gambe verso le sue spalle, cioè in direzione opposta al suo corpo (questa posizione è possibile solo se lei è completamente distesa e non ha la schiena rialzata e naturalmente se qualcuno la può aiutare). In questo modo il corpo di Paolo non “peserebbe” sulla sua pancia.

Appena potrà, le sarà d’aiuto la posizione sdraiata sul fianco, mettendo anche Paolo sdraiato sul fianco, paralleo al suo corpo, appoggiato direttamente sul materasso del letto o sostenuto dal suo braccio. E in seguito proverà la posizione seduta.

Cara Claudia, avrà bisogno che qualcuno le resti accanto per sostenerla e per offrirle aiuto pratico.

Spero che queste prime informazioni le possano essere utili e intanto colgo l’occasione per augurarle un bell’incontro con il suo piccolo Paolo.

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