Intervista a Giorgia Cozza per “Bebè a costo zero crescono”!!!

Da pochi giorni è disponibile l’ultimo libro di Giorgia Cozza, giornalista, autrice di numerosi saggi per futuri e neogenitori, tra cui il best seller Bebè a costo zero, la guida al consumo critico che ha aiutato migliaia di famiglie ad evitare spese inutili, senza far mancare assolutamente nulla ai propri piccini.

Ora l’attenzione si sposta sui bambini più grandi, a partire dai due anni di età, fino alle soglie dell’adolescenza: incontriamo Giorgia per farci raccontare qualcosa in più sul volume Bebè a costo zero crescono e cogliamo l’occasione per ricordarvi che fino al 31 gennaio potete usufruire della promozione “Bebè a costo zero crescono”.

 

Giorgia, puoi presentare in breve i contenuti di Bebè a costo zero crescono? Di cosa parla questo libro?

Parla dei bisogni dei bambini negli anni della crescita. E lo fa seguendo uno schema simile a quello di Bebè a costo zero, prendendo in considerazione le principali voci di spesa che riguardano le famiglie, quindi alimentazione, abbigliamento, gioco e giocattoli, materiale scolastico, feste di compleanno, tempo trascorso all’aria aperta… Poi, dato che parliamo di bambini più grandi rispetto a Bebè a costo zero si affronta anche il tema decisamente attuale degli intrattenimenti tecnologici e quello della televisione, per capire come i programmi televisivi e ancor di più la pubblicità influenzino le abitudini dei consumatori. Questa la teoria. Poi il libro offre tanti suggerimenti pratici per giocare (da soli e in compagnia, a casa e all’aria aperta), cucinare, divertirsi, far festa… a costo zero!

Molti argomenti e decisamente complessi…

Sì, e infatti sono trascorsi tre anni da quando ho iniziato a lavorare a questo progetto. In questo lungo percorso mi hanno aiutato tanto i genitori (più di cento!) che hanno offerto la loro testimonianza per i vari capitoli e gli esperti (psicologi, pediatri, pedagogisti, insegnanti) che hanno approfondito i vari argomenti trattati.

Hai detto che si parla anche di strumenti tecnologici, non sarà un libro contro la tecnologia?

Si può essere contro la tecnologia? Ho scritto questo libro usando un computer, ho intervistato decine di genitori grazie all’email o comunicando con il cellulare… No, non è un libro contro la tecnologia. Però è un libro che si chiede se la tecnologia serva ai bambini. Se può essere utile per la loro crescita. Se c’è altro di più utile che rischia di venire trascurato quando la tecnologia fa la parte del leone. Questo sì. Su questi aspetti è doveroso e urgente riflettere. I genitori sono chiamati a porsi delle domande. Informarsi, valutare, scegliere. A ogni famiglia poi, la sua soluzione.

Filo conduttore dell’opera?

La scoperta che fare meglio con meno, davvero è possibile. A tutto vantaggio della serenità e del benessere dei nostri bambini. Che in fondo è tutto quello che ci interessa, perché credo che ogni genitore desideri solo il meglio per il proprio bambino.

Ma il punto è proprio questo: qual è il meglio per un bambino? Siamo sicuri che abbia il cartellino del prezzo e si acquisti nei negozi? Studi scientifici e approfondimenti degli esperti ci dicono che no, non è spendendo denaro che si costruisce la felicità dei figli. L’investimento che ci viene richiesto come genitori è importante, certo, ma non in termini economici. Un figlio ci chiede molto, molto di più. Ci chiede di ESSERE più che di possedere, di esserci per lui e con lui, di essere per lui protezione, conforto, guida, incoraggiamento… Ci chiede di metterci in gioco come persone, di indicargli la via della felicità, con l’esempio, più che con le parole. Un compito importante. Fondamentale… per garantire una crescita serena al nostro bambino, ma anche per costruire un mondo migliore.

Fare meglio con meno, uno slogan che non a tutti piacerà. Di nuovo un libro che va molto controcorrente?

Quando è uscito Bebè a costo zero nell’ormai lontano 2008, ha suscitato molte perplessità. Alcuni argomenti in modo particolare: pannolini lavabili? Vuoi far tornare le mamme al fiume a lavare i panni? Il bimbo nel lettone? Non sia mai! Ancora al seno dopo l’anno? Crescerà viziato! Diciamo che le critiche non sono mancate. Oggi quando osservo le coppie che arrivano alle presentazioni dei miei libri, vedo tanti bimbi in fascia, piccoletti di ogni età che fanno “ciucciatine” e genitori che raccontano di trovarsi bene con i pannolini di stoffa. Quello che un tempo era decisamente controcorrente, ora non lo è più, o lo è molto di meno. Non per forza bisogna seguire l’opinione corrente, adeguarsi alla maggioranza. Anzi. Ed è grazie al confronto di punti di vista diversi che ci si arricchisce.

E veniamo al titolo. Bambini a costo zero, non è un’utopia?

No, perché utopia? Come è possibile accogliere un bimbo a costo pressoché zero, è possibile anche crescerlo serenamente senza affrontare continue spese. Non solo è possibile, ma può essere la via per trovare una nuova dimensione, più umana e familiare, per assaporare gli anni dell’infanzia insieme ai propri bambini con meno oggetti… e più affetti!

Sì, però dobbiamo pensare che viviamo nella società dei consumi.

I nostri bambini sono venuti alla luce nella società dei consumi. È vero. Però noi possiamo provare a farli crescere nella società degli affetti, dell’amore. Possiamo iniziare noi, nel nostro piccolo a costruirla, questa società dell’amore.

Dovremo camminare controcorrente. Qualcuno non capirà. Qualcuno criticherà. È normale, e non sarà questo a fermarci, giusto?


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