Genitori e figli al ristorante: dov’è il giusto compromesso?

Il ristoratore che recentemente ha vietato l’ingresso ai bambini deve forse aver avuto dei piccoli ospiti davvero “terribili”, ma può essere che anche i genitori a volte pretendano troppo dai loro figli, ad esempio la pazienza di reggere una cena lunga, noiosa e col sonno che avanza. Ai bambini la convivialità non interessa. Quando è ora di dormire e non possono farlo, allora piangono oppure si alzano da tavola e magari si mettono a correre e a gridare. È tutta stanchezza… e il bambino stanco sta male, e non si diverte per nulla al ristorante. Se per noi adulti un’uscita alla sera non sconvolge più di tanto i nostri ritmi, per i bambini è diverso: devono dormire più di noi e riposare bene, devono avere un ritmo sonno-veglia regolare, pasti a orari regolari e piccoli riti a orari regolari. Una vita regolata e tranquilla lo rassicura e lo rasserena. Dopo una giornata di lavoro, cioè dopo la scuola, il gioco e l’attività sportiva, il bambino ha bisogno, rientrato a casa, di sentirsi come in un nido, di rilassarsi e mangiare tranquillo, e passare la serata come sempre con mamma e papà senza sconvolgimenti di sorta. Una cena al ristorante, magari in compagnia di più persone, che si dilunga fino alle 10 e passa, non può che estenuare – nel vero senso della parola – un bambino, che inevitabilmente sarà stravolto dal sonno e innervosito dalla noia. Una cena a casa, all’ora solita e nel suo ambiente, insieme a mamma e papà e con la possibilità magari di sperimentare qualcosa ai fornelli, sarà per tutti i bambini sempre preferibile ad una uscita al ristorante, che non è posto per bambini, e i bambini sarebbero i primi a dirlo con forza se ne fossero consapevoli. Non ce lo dicono ma ce lo fanno capire… Il papà che esce dal ristorante alle 11 di sera con la bimba in braccio che dorme deve sapere che per la piccola non è stata una serata divertente come la sua… Facciamola nelle nostre cucine la cena al ristorante: basta poco, una tovaglia colorata e una candela in mezzo alla tavola. La mamma e il papà cucinano e i bambini sono aiuto cuochi. Si divertiranno un sacco e mangeranno, volentieri e gratificati, il cibo da loro stessi preparato.

Anita Molino


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