Il Gioco Euristico, l’educazione e lo sviluppo del bambino

Un cordiale buongiorno a tutti!

Ho raccolto con grande piacere l’invito de “Il Bambino Naturale” a contribuire al #focusGIOCO, perché si tratta di un vero e proprio tema cruciale e trasversale per l’evoluzione globale dell’essere umano. Mi occupo ormai da diversi anni di educazione e sviluppo del bambino attraverso il gioco che si avvale di un’ampia serie di attività, eventi e servizi; la costante della mia attività professionale è sempre stata l’attenzione alla simbiosi tra mente e cervello, per cui ogni mia proposta educativa si fonda sulla consapevolezza che queste due realtà costituiscano un tutt’uno indivisibile.

Questa consapevolezza mi porta a riflettere costantemente sulle azioni dei bambini con cui lavoro ogni giorno e a rapportarmi con loro con il massimo rispetto per ciò che i loro cervelli operano – in continuazione – sotto i miei occhi. Ogni azione messa in atto dai piccoli mentre stiamo insieme, è per me una continua fonte di stupore e di sincera ammirazione e cerco di rendere partecipi di ciò anche gli adulti che si occupano di questi piccoli: genitori, nonni, zii, tate e via dicendo. C’è un’attività che, più di altre, mi offre sempre l’occasione di imparare qualcosa di nuovo sui piccoli uomini e donne con cui lavoro: il Gioco Euristico

Conoscete questo tipo di proposta educativa? È adatta in particolare alla fascia di età 12/36 mesi, periodo nel quale il bambino esercita ed allena il gioco funzionale, cioè quella serie di pattern e di comportamenti psico-motori legati alla sperimentazione ed alla comprensione di “come funzionano le cose”; è una fase di sviluppo molto importante, che apre le porte al gioco simbolico e di fantasia, tipico del terzo anno di età.

Consiste nell’offrire al bambino una serie di materiali e strumenti utili a sollecitare la sua curiosità, a permettergli di concentrarsi, a lasciare che la sua innata propensione alla sperimentazione possa aver luogo indisturbata. La mia “ricetta” per il Gioco Euristico è segretissima, ma le indicazioni fondamentali sono:

– il silenzio

– la presenza discreta dell’adulto

– la scelta dei materiali che devono essere vari ed interessanti (ad esempio: tappi di metallo, anelli di legno, stoffe, rocchetti, tubi, coni ecc.)

– la presentazione dei materiali che vanno messi in ceste o sacche dividendoli per tipologia

– l’assenza di indicazioni al bambino e di corrrezioni al suo agire

In occasione di un’esperienza di Gioco Euristico particolarmente entusiasmante, lo scorso anno avevo deciso di scrivere un resoconto per le famiglie che vi avevano partecipato, in modo da condividere con loro almeno una parte dei pensieri e delle considerazioni che quelle sessioni di Gioco Euristico mi avevano regalato. Ed ora condivido questi pensieri anche con voi, cari lettori de Il Bambino Naturale, sperando che possiate incuriosirvi e che proviate a proporre ai vostri piccoli una sessione di Gioco Euristico! “Ringrazio gli adulti per l’impegno profuso a rispettare lo spazio e il lavoro di gioco dei bambini: so che non è per nulla facile restare in disparte senza interrompere le “stranezze” inventate dai bimbi con i materiali che hanno tra le mani, ma solo avendo la pazienza di osservare e di rispondere solo se interpellati, gli adulti possono aiutare i bambini ad esercitare le loro innate capacità di ragionamento, esplorazione e concentrazione. I vostri bimbi hanno mostrato una grande varietà di comportamenti ed hanno rivelato le loro sensibilità, la loro vivacità, l’irruenza, il bisogno di conferma e rassicurazione, il desiderio di essere al centro dell’attenzione, il bisogno di sentirsi “visti”. Hanno utilizzato il materiale in modo creativo e competente, impegnandosi (tra le altre cose) a:

infilare – impilare – travasare – far cadere – far rotolare – rovesciare – riempire – svuotare – raggruppare/categorizzare – mettere in equilibrio – nominare – mescolare – annusare – toccare – leccare – lanciare – colpire – soffiare – suonare – ascoltare – ripetere/reiterare – creare sequenze e seriazioni – comparare – valutare – osservare – interagire con i pari e con gli adulti – mostrare – calciare – trascinare – riconoscere – battere – coprire – utilizzare in modo simbolico – collaborare – gioire – scherzare – cercare conforto – riordinare

In questo modo hanno allenato numerose competenze legate a varie aree di sviluppo: percezione, pensiero, memoria, linguaggio, consapevolezza del mondo circostante, motricità fine, sviluppo cognitivo, con lavoro di sponda sullo sviluppo emotivo. Che ci crediate o meno, questa è solo una piccola parte di ciò che in poche decine di minuti di gioco i vostri bambini hanno saputo e potuto fare. Il Gioco Euristico è una miniera di scoperte e un allenamento prezioso per le funzioni psichiche, alla portata di tutti! Ultima ma non ultima, l’importanza cruciale dell’attività di riordino finale, perché se ogni cosa ha un posto e c’è un posto per ogni cosa, si crea armonia. E dove c’è armonia si impara in modo naturale e si cresce decisamente meglio.

Un caro saluto a tutti voi e buon Gioco!

Maria Beatrice Nava – Progetto Educazione Consapevole


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