Salvate la madre! Utero in affitto, non ci resta che piangere

Non si sa se ridere o piangere. Entrambe le cose forse, anche se, visto il credito che stanno ottenendo certe idee, nonché il fatto che sono coinvolti i bambini, il pianto pare essere certamente più appropriato.

Rapida sintesi per chi non ne fosse a conoscenza: in una trasmissione televisiva di qualche giorno fa, dedicata ai temi del momento (utero in affitto), due uomini italiani portano la loro testimonianza di genitori di tre bambini avuti in Canada con tale tecnica.

È presente in studio anche la scrittrice e giornalista Costanza Miriano che chiede loro dove sia la madre in questo contesto. A questo punto uno dei due uomini dice, freddamente: “Non c’è, la madre non c’è, non esiste. È soltanto un concetto antropologico”.

Affermazione interessante, non c’è dubbio, che può implicare molti sviluppi e riflessioni.

Dunque la madre “non c’è”, perché “non esiste”. Un po’ come la fata dai capelli turchini. Possiamo parlarne, ma nel mondo reale non conta nulla, poiché è una semplice immagine che dipende dalla cultura letteraria. E la cultura evolve, cambia, si modifica.

Allora… se la “madre” non c’è, anche il “figlio” non esiste, e figuriamoci il “padre”! Ma andiamo avanti: se è negabile la prima realtà esistenziale, cioè la relazione parentale di nascita, cosa rimarrà? Cosa sarà innegabile? Fin troppo facile la previsione. Non rimarrà nulla. Qualsiasi realtà potrà essere negata, eliminata, abrogata a piacere. Certo, solo a parole, perché la realtà non è cancellabile, e con la violenza, che diventerà sempre più grande quanta più realtà si vorrà manipolare e stravolgere per motivazioni ideologiche.

Per ora, assistiamo allo scempio orrendo di neonati strappati alle braccia della loro madre in virtù di un passaggio di denaro. E una volta ammessa:

  • la compravendita di esseri umani,
  • la riduzione di una donna a semplice macchina,
  • la negazione della relazione genitoriale naturale,
  • il disprezzo dell’esigenza primordiale di un neonato, che è di stare con la sua mamma;

una volta che tutto questo sia sancito per legge al fine di compiacere l’emozione degli adulti, maschi o femmine che siano, cos’altro ci aspetta dietro l’angolo? Se si acconsente di mercificare a tal punto la vita umana da calpestare i diritti minimi basilari dell’uomo, quali altri mostruosità ci aspettano in futuro?

E tuttavia a Parigi il 2 febbraio è stata firmata una Carta per proporre agli Stati europei l’abolizione universale della maternità surrogata ovvero utero in affitto. Andiamo a vedere chi sono i proponenti: il Collettivo Nazionale per i Diritti delle Donne, Collettivo per il Rispetto della Persona, e il Coordinamento Lesbico Francese. Si mediti dunque sulle affermazioni di queste donne, attiviste femministe, che vedono con grande chiarezza la spaventosa ingiustizia implicata dall’utero in affitto.

Tanti anni fa (avevo 15 anni) lessi un romanzo, Il mondo nuovo, e ne feci una apprezzata relazione per la scuola. Mai avrei creduto che le cose descritte si sarebbero gradualmente avverate. Oggi vedo con grande sgomento che invece la via sembra proprio quella. E davvero in pochissimi sembrano accorgersene.

Com’è possibile che le donne e gli uomini non si ribellino a un orrore di tale portata?

(Ci permettiamo di suggerire la lettura dei due romanzi fondamentali e imperdibili del XX secolo: 1984, di G.Orwell e Il mondo nuovo, di A.Huxley)

Anita Molino


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Una replica a “Salvate la madre! Utero in affitto, non ci resta che piangere”

  1. Sara ha detto:

    Gentile Anita,
    la ringrazio non sa quanto per questa sua riflessione informativa. Stamattina ci pensavo anche io, e volevo in qualche modo comunicare la mia angoscia dovuta a questa aberrazione e soprattutto all’indifferenza che vedo e sento in giro relativamente a questo argomento che può segnare la rovina del genere umano, e non credo di esagerare con tale affermazione. L’ideologizzazione al momento è l’unica cosa che trovo e chiunque si opponga a questa nuova dittatura viene deriso, considerato retrogrado, medievale e fondamentalista cattolico. Ciò che lei ha scritto ci aiuta a ricordare che siamo esseri pensanti dotati di ragione e che la vita,la maternità, il bene dei bambini sono valori universali, senza bandiere né colore e non negoziabili.
    Grazie infinite!

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