Come ci vedono i nostri figli? In loro, cosa rimane di noi? Le parole di Elena Balsamo

“Radici” di Elena Balsamo

Durante le feste di Natale ho tirato fuori una vecchia scatola di lettere che ho ereditato: sono quelle che si scrivevano la mia mamma e il mio papà quando io ero piccola in un periodo in cui erano forzatamente lontani a causa del lavoro di mio padre. È stata una grande scoperta che mi ha portato a fare alcune riflessioni che voglio condividere con voi perché possono riguardare io credo un po’ tutti.

Innanzitutto è come se sentendo parlare i miei genitori con la loro stessa voce io abbia messo in luce aspetti di loro che non conoscevo: lati luminosi di mia madre che non avrei immaginato e aspetti “scomodi” di mio padre che mi hanno aiutato a vederlo in una prospettiva più realistica e meno idealizzata di quella a cui ero abituata. Questo mi ha fatto porre una domanda: come ci vedono i nostri figli? Come realmente siamo o come appariamo loro? E quante cose non sanno di noi e della nostra storia che rendono più difficile il capirci? Ma soprattutto mi sono resa conto che io come figlia sono il frutto dell’eredità dei miei genitori: che dentro di me albergano a mia insaputa un pezzetto di mamma e uno di papà che, uniti alla mia “unicità”, mi rendono quella che sono. In me ci sono sì le parole poetiche di mio padre ma anche espressioni e convinzioni di mia madre che non sapevo di portarmi dentro. È come se ognuno di noi ospitasse in sé una “sacra famiglia”, costituita appunto da un padre, una madre e un bambino. Solo quando in quella famiglia interiore c’è pace e armonia NOI siamo in pace e armonia. Perché la relazione che abbiamo avuto con i nostri genitori si riflette in tutte le altre relazioni che incontriamo mano a mano nella vita: ne cerchiamo di simili per riprodurre gli aspetti positivi che possedevano ma anche e soprattutto per rivivere gli aspetti difficili che presentavano e tentare finalmente di trasformarli. Insomma cerchiamo di darci un’altra possibilità… Ecco perché sarebbe importante che la relazione genitori-figli divenisse un’autentica avventura alla scoperta di sé, con tutte le contraddizioni che può comportare: ci vuole audacia per non nascondersi ma mostrarsi ai propri bambini in una luce “drammaticamente reale” ma è solo così, mettendo a confronto le proprie diversità e vulnerabilità, che ci si può veramente guarire.

È questo il regalo più grande e più bello che possiamo fare ai nostri figli: metterci a nudo offrendo loro le nostre luci e le nostre ombre, lavorando al contempo su queste ultime affinché il loro cammino non sia gravato da pesi altrui ma possa essere quanto più lieve possibile…


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