Il gioco nei bambini da 2 a 5 anni

Nei bambini dai 2 ai 5 anni avvengono cambiamenti importanti che riguardano non solo la crescita corporea, ma anche la personalità e il rapporto con gli altri. L’acquisizione di funzioni fondamentali caratterizza inoltre questo periodo di vita e il gioco può essere un fondamentale strumento accompagnatorio.

Per S. Freud il gioco ha una funzione liberatoria, in quanto permette l’elaborazione della separazione dalla figura materna e una funzione simbolica perché modifica gli elementi frustranti, che possono disturbare il bambino durante la crescita e li adatta ai propri desideri. Durante il gioco possiamo vedere rappresentati in maniera diretta gli istinti, le pulsioni e la parti intra-psichiche del bambino.

Secondo Anna Freud il gioco è auto-terapia, perché permette al bambino di elaborare le ferite interne.

Vediamo quali sono i tipi di gioco che caratterizzano questa fascia d’età:

  • Verso i due anni si presenta il gioco IMMAGINATIVO, che coinvolge la fantasia, la simulazione, il “come se…” l’oggetto viene usato non per il suo scopo tipico, bensì come fosse qualcosa di diverso. Per esempio un bastone può diventare una spada o una pentola un cappello! L’attività immaginativa stimola il pensiero divergente, la capacità di problem solving ed è importante anche per la componente linguistica. Lasciate pertanto che i bambini giochino con scatole, cartoni da imballaggio, scampoli di tessuto colorato, pentole, elementi presenti in natura, provando voi per primi ad immaginarli in ruoli diversi!
  • Intorno ai 4 anni compare il gioco SOCIO-DRAMMATICO: Il bambino cambia ruolo o personaggio, finge di essere…”Ricordo ancora in maniera molto vivida gli anni della mia infanzia a giocare a quella che io chiamavo “Corsica”. Corsica era una sorta di “isola che non c’è”, dove noi bambini eravamo gli unici abitanti e ricoprivamo tutti i ruoli necessari alla vita quotidiana. Ovviamente avevo coinvolto mia sorella e i compagni di scuola in questa avventura e avevamo ideato la lingua di questo posto, la moneta, disegnato una mappa dell’isola, definito i ruoli di ciascuno, che però nel tempo si potevano modificare. In questo fantastico mondo si portavano le nostra bambole/figli dal pediatra, dal parrucchiere, a scuola e l’insegnante era chi decideva di interpretare questo ruolo. Si creavano spettacoli, mostre d’arte, avevamo perfino disegnato le auto volanti per circolare! In fondo ad un cassetto conservo ancora un vecchio borsellino con le monete ricavate dai tappi di bottiglia!

La partecipazione a questo gioco socio-drammatico ci ha permesso di strutturare la nostra personalità, esprimere desideri, sogni, talenti, di controllare pulsioni e frustrazioni manovrandole a nostro vantaggio. Assolvono questa funzione anche giocare con le barbie, i supereroi e bambole varie, anche se in questo caso la fantasia è un po’ limitata da personaggi già strutturati. Potrebbe invece essere profondamente liberatorio permettere ai bambini di costruire maschere o burattini, non precostituiti, su cui inventare personaggi e mondi.

Quando vedo bambini che giocano fingendo di essere… penso sempre che sono bambini felici! Consiglio pertanto di mettere loro a disposizione vestiti, travestimenti e scarpe per le loro impersonificazioni, nonché luoghi appartati dove agire indisturbati.

Ricordo di aver letto che Gianni Rodari si avventurava con la moglie in lunghi viaggi in macchina per scovare presso compagnie teatrali e sartorie abiti per il gioco/travestimento della figlia!

  • All’interno del gioco socio-drammatico troviamo anche il gioco simbolico, che ha la funzione di rappresentare una realtà che non è presente, al fine di reinterpretarla da un punto di vista soggettivo.
  • Il Gioco recettivo, già strutturato intorno ai 24 mesi, comprende i giochi di ascolto ed osservazione, come ascoltare storie, filastrocche, poesie e decodificare immagini, per esempio di libri. Ovviamente hanno la funzione principale di favorire le competenze linguistiche. Inutile aggiungere di mettere a disposizione dei bambini, libri cartonati, riviste con numerose immagini, cantare con loro canzoncine ritmate e, quando sono un po’ più grandicelli, inventate con loro rime e filastrocche!
  • Intorno ai 2-3 anni si afferma il gioco costruttivo attraverso manipolazioni, per esempio di creta, pasta di sale, plastilina, pongo, carta e stoffa da assemblare, collage con semini, pasta etc. attività grafiche- matite, acquarelli, tempere-, costruzioni. Questo tipo di attività favoriscono l’acquisizione delle capacità motorie e di laterizzazione (definire la destra e la sinistra del proprio corpo), sviluppano la capacità motoria in generale, la conoscenza sensoriale degli oggetti, rafforzano le sensazioni esplorative e conoscitive e ciò aumenta la fiducia del bambino nelle proprie capacità.

Prossimamente approfondirò questo tipo di gioco.

  • Intorno ai 5 anni si sviluppa anche il gioco cooperativo/imitativo attraverso cui si imita il mondo vicino al bambino. Spesso in questi giochi ci sono bambini che si pongono come leader e in genere sono quelli che hanno sviluppato maggiori abilità manuali. Assistere a questo tipo di giochi può essere illuminante rispetto al mondo in cui vive il bambino e a come lo percepisce.
  • Il Gioco motorio come correre, arrampicarsi, saltare, tirare la palla, giocare con la sabbia, andare in bicicletta, altalena, scivoli, anelli etc. tutte attività importantissime in questa fascia d’età per lo sviluppo motorio. A proposito di bicicletta molti genitori si domandano quando sia bene togliere le rotelle dalla bicicletta dei piccoli. Ebbene l’età media è intorno ai 5 anni, ma sappiate che ogni bambino è a sé e va rispettato nei suoi tempi, rassicurandolo.
  • Infine il gioco legato all’apprendimento cognitivo, ovvero puzzle, costruzioni, traforo, assemblaggio materiale che permette di costruire qualcosa di nuovo, perfino il gioco del mercato con la vendita di frutta e verdura, tutte attività che sviluppano le abilità matematiche. Costruite un semplice gioco del mercato con le cassette del supermercato, che riempirete di frutta ed ortaggi veri, un bel grembiule e un blocco per fare calcoli per il venditore e tappi di bottiglie come monete per pagare e il gioco è fatto! Chissà mai che giocando al “vero” mercato non si stimoli maggiormente nei bambini la curiosità di provare certe verdure…

Per finire alcuni consigli ripresi dagli insegnamenti di RUDOLPH STEINER, noto pedagogista, il quale sosteneva che gioco significa divertimento e il divertimento crea forza di volontà, questo perché quando i bambini giocano utilizzano tutti gli elementi che formano la volontà: attraverso le gioie e le sconfitte del gioco i bambini imparano a riconoscere le proprie possibilità e i propri limiti.

Steiner consigliava di raccontare fiabe, rime, storie ai bambini, di farli cantare ed ascoltare musica, di costruire con loro semplici giocattoli, di dare spazio all’arte, al disegno, alla pittura, di permettergli di esplorare la natura attraverso il contatto con gli animali, le piante, l’orto, di favorire attività all’aria aperta e di coinvolgere i bambini nei lavori di casa, trasformandoli in gioco, come per esempio creare un piccolo angolo cucina vicino alla nostra zona preparazione pasti, dove possano fingere di cucinare, mentre noi adulti prepariamo la cena.

Infine Steiner consigliava di dare ascolto alla saggezza dei bambini, alle verità profonde che esprimono senza che noi ce ne accorgiamo: recentemente ho guidato un gruppo di genitori e bambini in una sorta di danza all’interno di un bosco, al fine di recuperare il contatto con la natura di quel meraviglioso posto. L’attività è iniziata con una sorta di presentazione immaginativa in cui ognuno doveva presentarsi in una maniera “bugiarda”, ovvero affermare qualcosa di sé che non fosse vero. Una bambina di tre anni si è presentata in questo modo: “io mi piaccio come sono…” Mi auguro che il suo papà, presente all’incontro abbia fatto tesoro di questa informazione e cerchi di aiutare la figlia a scoprire il suo valore.

Claudia Ferraroli,  pedagogista e autrice di libri per bambini. Curatrice del blog www.claudiaferraroli.it


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