Come e perché aggiungere un po’ di rischio nei giochi dei nostri figli: le 5 regole

“È pericoloso!” borbotta un papà, nonché unico adulto oltre me al parco giochi che frequento con i miei tre maschietti. Non si rivolge a nessuno in particolare; il tono di voce è abbastanza alto perché io possa percepire la nota di disapprovazione nella sua voce, ma non tanto da obbligarmi a un confronto con lui sulle scelte ludiche di mio figlio di sette anni.

Mio figlio fa un certo effetto, in piedi su una grande altalena tonda, oscilla da parte a parte piegando le ginocchia ogni volta che serve e inclinandosi in avanti per imprimere la spinta maggiore e dare tutta la velocità possibile alla struttura. Il vento gli scompiglia i capelli e lui sorride, veleggiando per aria euforico. “Non è così che dovrebbe essere usata!” aggiunge quel papà.

Sorrido educatamente e lo guardo negli occhi, rassicurandolo: non solo vedo quello che mio figlio sta facendo, ma lo approvo anche. La sua reazione mi infastidisce solo un po’, ci sono abituata ormai e ho imparato a far tacere quella vocina nella testa che per difesa vorrebbe spiegare le mie scelte.

Dopo tutto, i miei tre figli attirano sempre molto l’attenzione al parco per via dei loro giochi sfrenati. Il più piccolo ha imparato a guidare il monopattino con grande destrezza e sfrecciando veloce ad appena due anni, mentre il maggiore si arrampica sempre sui punti più alti e salta giù da qualsiasi cosa. I loro giochi sono rischiosi e impegnativi ma sanno come gestirli.

Il tipo di genitorialità nella quale io e mio marito ci siamo avventurati si è sviluppata in modo organico e include una grande dose di fiducia nella capacità di giudizio dei nostri figli. Se avessi avuto un nichelino per ogni volta che ho pronunciato la frase “Se ti senti sicuro puoi farlo!”, quando mi chiedevano se potevano saltare da una certa altezza, sarei ormai una donna ricca. Diamo loro lo spazio per esplorare e cadere, fallire, rialzarsi e riprovare finché non sono diventati padroni di ogni singolo passaggio nell’abilità che vogliono affinare. Credo anche che la competenza si acquisti solo grazie all’esperienza, pertanto, consentire ai nostri figli di correre dei rischi li mette in realtà più al sicuro. Dietro questa filosofia c’è una grande fiducia in generale nelle capacità dei bambini; sono convinta che non diamo loro abbastanza credito da questo punto di vista, e non sono la sola.

Cosa c’è al cuore del desiderio di fare cose pericolose? Secondo Peter Gray, professore e autore di Lasciateli giocare il comportamento rischioso nel gioco ha la funzione di aiutare i bambini a regolare le emozioni, come la paura e la rabbia. Inoltre, questo tipo di gioco è paragonabile alla pratica necessaria per affrontare situazioni pericolose della vita reale. Il gioco rischioso insegna la resilienza emotiva, per non menzionare il fatto che è davvero divertente.

Gray sfata il mito secondo cui siamo in grado proteggere l’incolumità fisica dei nostri figli limitando i giochi pericolosi e impegnandoli nello sport, citando recenti statistiche del Centro USA di prevenzione e controllo delle malattie, secondo cui più di 3,5 milioni di bambini sotto i 14 anni ricevono ogni anno trattamenti medici per infortuni sportivi (quindi 1 su 7). Secondo altre informazioni rese note dalla BBC, anche nel Regno Unito ci sono statistiche allarmanti: oggigiorno è più probabile che i bambini si facciano male cadendo dal letto piuttosto che da un albero.

Jay Griffiths, autrice di A country called childhood, la mette in altri termini: un‘infanzia aliena da pericoli è piena di avventure mancate, evitare che i bambini corrano dei piccoli rischi significa farli restare infantili, chiusi e privi di immaginazione. E poi, l’infanzia non dovrebbe essere divertente?

Se siete dei nostri, ecco alcuni piccoli consigli su come introdurre un pizzico in più di pericolo nel gioco dei nostri figli.

  1. INSEGNATE LORO AD USARE ATTREZZI VERI

Esistono mervigliosi attrezzi a misura di bambino, riproduzioni in miniatura di quelli veri: martelli, cacciaviti, seghetti, morse, occhiali protettivi. Insegnate come si usano chiodi e martello e fateglieli usare su un vecchio ceppo di legno.

  1. AL PARCO GIOCHI RESTATE IN DISPARTE

Tutti noi vogliamo che i bambini non si facciano male, ma il miglior modo per riuscirci è consentire al bambino un po’ di spazio per esplorare la propria fisicità. Resistete all’impulso di sollevarlo per posizionarlo più in alto; un bambino che non sia in grado di arrampicarsi da solo su una scala del parco giochi forse non è pronto per quella particolare struttura. Permettetegli di farcela da solo.

  1. CONSENTITE UNA CERTA LIBERTÅ

Lavorate sul vostro grado di tranquillità lasciando il bambino più libero con gradualità, ogni volta con un pizzico in meno di supervisione. Man mano che cresce e aquisisce maggior sicurezza, lasciatelo sempre più libero. Per esempio, fatelo andare in bici da solo al parco, pochi minuti prima di voi. Maggiore è il rischio, maggiore è la responsabilità, vostro figlio saprà capirlo.

  1. FATELI ARRAMPICARE SUGLI ALBERI

Dico sul serio!! È un brivido fantastico e non è pericoloso quanto si pensa.

  1. CONSENTITE MOLTO PIÙ GIOCO LIBERO

Fintanto che vostro figlio non vìola i diritti degli altri bambini o, più semplicemente, non è scortese, che problema c’è a correre su per lo scivolo anziché usarlo per scivolare giù? Fateli arrampicare ed esplorare in modi anche inconsueti, infrangete qualche regola ogni tanto! Vostro figlio ne trarrà giovamento!

TRADOTTO DA MICHELA ORAZZINI

Di Lauren Knight – 16 gennaio 2015 –


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