Giochi all’aria aperta, un regalo “a costo zero” per i nostri bambini

Tra i grandi vantaggi dell’estate c’è senz’altro quello del tempo trascorso all’aria aperta. Le vacanze offrono ai nostri bambini l’opportunità per correre, giocare, saltare, scoprire ed esplorare, sporcarsi, sudare, graffiarsi le ginocchia forse, e poi ancora correre e giocare. Sembrano gesti semplici e scontati, ma per molti bambini italiani non lo sono: secondo indagini e statistiche, sono davvero tanti i bambini che per buona parte dell’anno trascorrono la maggior parte del loro tempo al chiuso, tra casa, scuola, supermercati, spostamenti in auto, corsi e attività extrascolastiche. Eppure i bambini, proprio perché sono bambini, hanno bisogno di stare all’aria aperta. Hanno bisogno di libertà, di gioco spontaneo, di contatto con l’ambiente naturale.

La pedagogista italiana Maria Montessori, già nella prima metà del secolo scorso, sottolineava il legame particolare tra infanzia e natura e le potenzialità educative di tale legame[1].

Oggi, sono numerosi gli esperti che ci ricordano l’importanza di stare all’aria aperta per uno sviluppo sano a livello fisico e psicologico. Come si legge nelle pagine di Bebè a costo zero crescono che riserva un capitolo a questo argomento: “Per quanto riguarda il fisico, la prima conseguenza della vita sedentaria dei nostri piccoli è già emergenza: ci riferiamo ai problemi di sovrappeso e obesità infantile che in Italia interessano ormai un bambino su tre, con serie conseguenze in termini di salute. Ma non è tutto. Richard Louv, presidente di Children&Nature Network, ha coniato la definizione ‘disturbo da deficit di natura’ e sottolinea che proprio la natura, il contatto con l’ambiente naturale, viene considerato un’efficace terapia per combattere lo stress”.

Insomma, un pomeriggio al parco, una corsa in cortile, il sole, l’erba… rappresentano un vero toccasana. Richard Louv spiega: “La natura cura, ispira, stimola la creatività attraverso l’uso di tutti i sensi. (…) Una notevole diminuzione dello stress, una migliore salute fisica, un più profondo senso dello spirito, una maggior creatività, una disposizione al gioco, persino una vita più sicura… queste sono le ricompense che attendono una famiglia quando invita la natura a entrare nella vita dei propri bambini”.[2]

E allora sfruttiamo questi giorni d’estate, per regalare del tempo all’aria aperta ai nostri bambini. Questo vale sia per chi andrà in ferie in una località di villeggiatura, al mare, in montagna, in campagna, sia per le famiglie che resteranno in città. In agosto, nelle strade c’è meno traffico, meno confusione, meno smog. Si possono sfruttare i parchi cittadini per delle belle passeggiate a piedi o in bicicletta e per lasciare che i bambini si muovano in libertà, si siedano con voi a osservare le nuvole di passaggio, esplorino prati e cespugli alla ricerca di sassi, foglie, insetti. Piccoli tesori, ma preziosi, a costo zero.

Giorgia Cozza

[1] Nel libro “Il metodo della pedagogia scientifica applicato nelle Case dei Bambini” c’è un capitolo dedicato al ruolo della natura nell’educazione. Nel testo “La scoperta del bambino” la Montessori ribadisce nuovamente l’importanza della conoscenza e dell’esperienza diretta dell’ambiente naturale per la crescita del bambino.

[2] Louv Richard, L’ultimo bambino nei boschi. Come riavvicinare i nostri figli alla natura, Rizzoli.


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