“Ma cosa fai tutto il giorno?” Dalla parte delle neomamme!!!

Sono le sei di sera e non sei ancora riuscita a fare il letto? È un gran risultato se riesci a sostituire il pigiama con una tuta da ginnastica? Dei capelli meglio non parlare, mentre i panni sporchi e puliti vagano senza una meta precisa tra la camera e il salotto?

Scommetto che sei da poco diventata mamma di una meravigliosa creaturina! Se ti ritrovi anche solo in parte nella descrizione qui sopra, complimenti, fai parte della schiera di donne che in questo momento della vita si stanno dedicando con immenso impegno e dedizione a qualcosa di molto molto importante.

Ebbene sì, forse dovremmo dirlo alla zia, alla vicina di casa, alla collega che di fronte ai piatti (di ieri) ancora nel lavello e alla confusione che regna sovrana, ti chiedono con un’espressione di malcelata disapprovazione “ma cosa fai tutto il giorno?”, ecco, dovremmo dir loro che tu stai facendo qualcosa di unico, di importantissimo. No, di più, di fondamentale. Stai facendo crescere un bambino. Un BAMBINO!

Il futuro del nostro paese, il futuro dell’umanità. Ti stai occupando con grande coraggio, intelligenza, empatia, di un minuscolo essere umano che dipende totalmente da te, per la sua sopravvivenza e per il suo benessere. Voglio dire… ci rendiamo conto?

E lo stai facendo, nonostante i mille dubbi, la stanchezza, la mancanza di esperienza (perché a differenza delle giovani donne del secolo scorso che crescevano osservando la mamma, la zia, la vicina, prendersi cura dei loro bambini piccoli, la maggior parte delle donne di oggi non ha mai avuto occasione di occuparsi di un neonato, prima di diventare madre).

Ti occupi del tuo piccino di giorno e di notte. 24 ore su 24. Un impegno a tempo pieno, che richiede la tua concentrazione, la tua presenza affettuosa, le tue cure, e prima di tutto la tua partecipazione emotiva. Sì, perché, quella minuscola creatura, tu la ami. Con tutto il cuore. Di giorno e di notte. Nonostante la stanchezza, i timori, i dubbi. E di quell’amore, quanto delle tue cure, il tuo bambino si nutre, per crescere, per stare bene.

È meraviglioso quello che stai facendo, cara neomamma.

Il fatto che – come qualcuno potrebbe obiettare – lo abbiano fatto milioni di donne prima di te e altri milioni di donne lo stiano facendo oggi, be’ non toglie proprio niente alla grandezza della tua relazione con il tuo bambino.

Anzi. Viviamo in una società dove dedicarsi a un bimbo piccino non è poi così facile. Certo, ci sono molte comodità nella nostra società. Molti accessori, molti optional. Ma il fatto è che le neomamme sono spesso molto sole. Il neopapà torna al lavoro, la famiglia a volte è lontana, a volte c’è ma non aiuta… Si è perso non solo il sostegno della famiglia allargata che prevedeva che le donne della famiglia si occupassero di tutte le incombenze di cui sopra (panni da lavare, pasti da cucinare, faccende varie) perché la neomamma potesse dedicarsi al suo bambino, ma si è persa anche la consapevolezza che è normale, assolutamente normale, che una donna che si sta prendendo cura di un neonato non riesca a fare altro. E con la perdita di consapevolezza si è fatto avanti, strisciante e traditore, il senso di inadeguatezza, per cui la neomamma si sente quasi in colpa per non essere riuscita a rifare il letto o preparare la cena. Quando dovrebbe sapere, e con lei chi la circonda, che prendersi cura di un neonato è un impegno a tempo pieno a livello fisico ed emotivo.

E così ci sentiamo in dovere di sfruttare i (preziosi) momenti in cui il piccolo è tranquillo per mettere in ordine la casa. Quando sarebbe preferibile approfittarne per dormire a nostra volta o almeno rilassarci per ricaricare corpo e mente.

Questo lungo discorso per dire che, se avete qualcuno che vi offre aiuto, non esitate ad accettarlo a braccia aperte. Non è il momento giusto per voler fare tutto da soli.[1] E poi perché? Oggi chi vi vuole bene dà una mano a voi, domani voi darete una mano alla zia che non sta bene o alla nonna anziana. La solidarietà è la base per costruire una comunità più serena. E più felice.

Se chi vi circonda non capisce che c’è bisogno di un po’ di aiuto pratico, chiedete. O fate chiedere dal marito, se preferite. Sì, lo so che se stringete i denti, con una dose di fatica aggiuntiva potete pensare anche alla casa, ma… la domanda è sempre quella: perché? Una teglia di lasagne, una porzione di minestrone. Quelle camicie che devono proprio essere stirate. Il latte e il pane se i nonni vanno a fare la spesa… Non è un grande investimento di tempo e di energia che viene richiesto a quei parenti/amici disponibili, ma un po’ di collaborazione farà bene a voi e anche a chi la offre. Rendersi utile è pur sempre una soddisfazione, no? Ci sono paesi dove la neomamma oltre ad essere aiutata, viene accudita e coccolata con cibi particolarmente gustosi e nutrienti e massaggi quotidiani.

Infine, se non c’è nessuno che possa darvi una mano in casa… Ebbene, continuate a dedicarvi al vostro bambino e a riposare appena potete. E basta. E i pavimenti? E il disordine? Fa niente. Non sono importanti. È più importante che il vostro bambino così piccino e prezioso cresca bene o che i pavimenti brillino? E ancora, è più importante che il vostro bambino possa osservare il volto di una mamma riposata o delle mensole ben spolverate? Prendersi cura del vostro benessere, concedendovi tutto il riposo possibile, è davvero fondamentale per voi e per il vostro bambino.

E allora cara mamma, cosa fai tutto il giorno? Fai crescere il tuo bambino. Con impegno e amore. È un’impresa epica. Faccio fatica a trovare una professione che per quanto utile e necessaria, eguagli la missione di una madre che sta crescendo un nuovo essere umano.

Stai lavorando per il futuro di tutti noi. Grazie!

Giorgia Cozza

[1]    Se invece il vostro bimbo è un dormiglione e voi avete tutto il tempo sia per riposare, sia per riordinare, be’ meglio. Magari potete accettare un poco di aiuto, giusto per far contento chi ve lo offre 🙂


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