Giorgia Cozza all’Università di Padova con “Quando l’attesa si interrompe”

“Non c’è battito. L’attesa si è interrotta”. Poche parole che segnano la fine di un sogno, il più bello, quello di diventare madre. La gravidanza si è interrotta, non avrai questo bambino, non potrai abbracciarlo, cullarlo, allattarlo, guardarlo crescere.

Sono tante le donne che hanno vissuto l’esperienza della perdita di un bimbo prima della nascita. Ma il dolore di un aborto spontaneo, è un dolore che la società tende a trascurare, minimizzare, banalizzare. “Su, in fondo eri incinta solo di tre mesi”. “È la selezione naturale”. “Dai, avrai altri bambini”. Queste le frasi che più comunemente si sente dire una donna che ha perso un bimbo e lo sta piangendo nel suo cuore.

Più spesso ancora, chi circonda la donna non parla di quello che è successo. Come se non parlarne, potesse aiutare la donna a non pensarci. Ma una donna che ha appena perso un bimbo ci pensa eccome.

E parlare di questo dolore è il primo passo per riconoscerlo. Ecco perché credo sia tanto importante, l’iniziativa dell’Università degli studi di Padova che per il quinto anno consecutivo ha riservato una lezione a questo argomento. Sabato, 17 settembre, tornerò a parlare di mamme speciali e dei loro bimbi, all’interno del corso di perfezionamento e aggiornamento per Educatore Prenatale e Neonatale organizzato dalla facoltà di Scienze della Formazione, Dipartimento di Scienze dell’Educazione. Con le corsiste ci confronteremo a proposito dei contenuti e soprattutto delle testimonianze raccolte nel libro “Quando l’attesa si interrompe“, per comprendere insieme quale sostegno è possibile dare a una donna che sta vivendo questa esperienza dolorosa e alla sua famiglia.

Perché perdere un bimbo nell’attesa è un vero lutto. E affrontare il dolore da sole o con la sensazione di non essere comprese, rende tutto più difficile, più pesante.

Non lasciamo sola la mamma che ha perso un bimbo. Non è un evento da poco, questa perdita. È un figlio quello che sta piangendo. È il suo minuscolo bambino che lei custodisce al sicuro, per sempre, nel suo cuore.

Giorgia Cozza


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