Allattamento a intervalli prestabiliti: una pericolosa ossessione

Prima o poi, in un modo o nell’altro, le neomamme immancabilmente ricevono il messaggio che il lasso di tempo fra il momento in cui il neonato si stacca dal seno e quello in cui chiede nuovamente di succhiare è di estrema e assoluta importanza. Per tutte le 24 ore.

Sembra avere importanza al di là di ogni logica e di ogni ragionamento; le mamme sono accecate dal numero magico – 90 minuti, 2 ore o 3 ore che sia – e lo considerano la misura di qualcosa di sacro. Mentre è solo una grande sciocchezza!

Ci sono mamme che se ne stanno sedute beate a casa, rilassate e strette al loro fantastico bambino appena nato; un bel dvd, una tazza di tè quasi pronta e una chiacchierata da poco conclusa con l’amica. L’allattamento procede bene, il peso è ottimo, il piccolo è soddisfatto, ma quando mostra i segni della fame dopo soli 40 minuti, anziché l’agognata ora e mezza, ecco che hanno un tuffo al cuore e sentono che c’è qualcosa di profondamente sbagliato; qualcosa che non va, che non fanno nel modo giusto; il bambino dell’amica dura molto di più, ed ecco insinuarsi il dubbio.

Noi adulti prendiamo una tazza di tè, un bicchier d’acqua, un dolcetto, ci prepariamo uno spuntino; rispondiamo ai segnali che ci invia il nostro corpo e siamo flessibili rispetto al trascorrere dei diversi momenti della giornata, delle temperature, degli umori o dei nostri livelli di energia. Molti vanno a letto con un bicchiere d’acqua o sorseggiano da una bottiglia per tutto il giorno, e non conosco un solo adulto che guardi l’orologio e dica: “Ah, mancano ancora 30 minuti al mio prossimo sorso d’acqua o di menta! Non manca molto!”. Eppure, ci aspettiamo che un minuscolo neonato sia governato da una simile artificiosa nozione del tempo!?

da dove ci vengono queste idee?

Non certo da qualcuno che abbia la pur minima nozione di allattamento, e neppure dai corsi preparto guidati da professionisti del settore, tantomeno da libri scritti dai fautori dell’allattamento.

Vengono invece da testi molto popolari sull’accudimento dei neonati, da familiari e amici.

Sembrano scaturire da un fraintendimento profondo della scienza dell’allattamento e della produzione di latte. Spesso risalgono a convincimenti della metà del ventesimo secolo, formatisi in analogia con l’alimentazione per mezzo di formule artificiali e in base a una pseudo-scienza. Sono idee davvero molto pericolose.

Là fuori ci sono ancora persone, circondate da mamme che allattano, convinte del fatto che un neonato nutrito dopo 4 ore anziché 3 “riceva più latte”. Ci sono persone che credono sia necessario aspettare e ritardare ad attaccare il bambino per permettere al seno di “riempirsi” di nuovo. E ci sono persone che pensano che quando un neonato vuole attaccarsi dopo un’ora soltanto, questo significhi che c’è un “problema”, e che forse la mamma potrebbe non produrre abbastanza latte.

Fa paura ed è molto frustrante il fatto che messaggi essenziali su come funzioni la produzione di latte non raggiungano le persone che ne avrebbero bisogno.

Allora, qual è la normalità?

Beh, quanto tempo avete? Perché di normalità ce ne sono a iosa! Un neonato dovrebbe attaccarsi un minimo di 8-12 volte nelle 24 ore, il che significa che alcuni cercheranno il seno ogni 3 ore e altri vorranno essere allattati con più frequenza, anche più spesso di ogni 2 ore. Alcuni si attaccheranno ogni 10 minuti ad ogni ora, altri resteranno al seno per 10 minuti ogni 2 ore, altri ancora popperanno per 40 minuti ogni due ore. In alcuni momenti della giornata, un bambino appena nato farà spesso delle poppate molto ravvicinate e non sarà soddisfatto, una volta staccatosi dal seno, se non per pochi minuti a volta. Queste naturalissime poppate “a grappolo” tendono a prevalere la sera.

Una delle telefonate tipiche alla National Helpline suona così: “Mio figlio di solito dormiva la sera, invece adesso resta sveglio per 3-4 ore e l’unica cosa che sembra calmarlo è il seno. Non credo di avere abbastanza latte perché lui resta attaccato per ore, di certo il seno sarà vuoto!“. Quando il neonato passa da un seno all’altro, prendendo piccole quantità di latte molto concentrato e più grasso, e rilassandosi alla fine di una lunga giornata, sa esattamente quello che fa!

Ben presto i suoi ritmi cambieranno di nuovo, alcuni neonati faranno intervalli più lunghi durante il giorno col passare dei mesi, ma NON a comando.

Tradotto da Michela Orazzini, curatrice della rubrica Tradotti per voi

Di Emma Pickett IBCLC, tratto da EmmaPickettBreasfeedingSupport.com

FINE PARTE 1 (DI 3)

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