Malattie dei bambini: interventi semplici e amorevoli

Da che mondo e mondo i bambini si ammalano, specie quando – molto piccoli – iniziano a frequentare il nido, l’asilo e, poi, la scuola. Tosse, raffreddore e febbre sono sintomi che si presentano puntuali ogni anno, nella stagione fredda, per poi ridursi in primavera ed estate, quando le temperature sono più miti e i bimbi non frequentano la comunità scolastica.

Ma mai come negli ultimi anni le malattie dei bambini hanno destato tanta preoccupazione nei genitori, in ansia e preoccupati per una banale febbre, un mal di gola, o una tosse particolarmente insistente. Mai come nell’ultimo quarantennio le mamme si sono affidate al pediatra e alla somministrazione di farmaci per la soluzione di comuni e frequenti infezioni virali a carico delle alte vie respiratorie (raffreddore e tosse).

È come se i genitori avessero perso fiducia nelle proprie capacità di capire i malesseri dei loro bambini, e di rispondervi con interventi semplici e amorevoli – quelli che vengono definiti con l’espressione “rimedi della nonna” – ricchi di sapienza ed esperienza antiche e basati su due principi fondamentali: fiducia e l’ascolto.

La progressiva “medicalizzazione” di eventi naturali quali gravidanza e parto ha toccato pure la salute dei nostri figli, per cui ogni banale disturbo viene letto in termini di malattia potenzialmente pericolosa da debellare nel più breve tempo possibile tramite la somministrazione di un farmaco ad hoc. In realtà questo modo di agire mira alla semplice soppressione dei sintomi che destano la preoccupazione delle mamme (febbre, tosse) e che, in realtà, il sistema immunitario dei bambini, lasciato libero di maturare e di agire, sarebbe perfettamente in grado di sconfiggere da sé.

malattie bambiniLe malattie tipiche dei bambini quali quelle esantematiche (morbillo, varicella, rosolia ecc…) sono ritenute tanto rischiose da richiedere la prevenzione attraverso vaccini inoculati in tenera età; la prescrizione di antibiotici continua a essere massiccia – e spesso auspicata dalle stesse mamme – anche se il loro utilizzo non è sempre necessario, e anzi inutile in caso di infezioni virali e non batteriche; pediatri rilasciano con una certa leggerezza ricette per l’assunzione di cortisonici in caso di banali tossi stizzose. Anche quando un bimbo “dorme poco” – invece di cercare la natura del fenomeno – le mamme richiedono la prescrizione di uno sciroppo per il sonno, o lo psicofarmaco in caso di irrequietezza del bimbo.

Eppure i bambini sono, tutti, dotati di un sistema immunitario che si fortifica soltanto “allenandolo” a combattere le malattie che li colpiscono e che di certo non viene aiutato con la somministrazione di farmaci – anche potenzialmente dannosi – che spesso eliminano solo il sintomo, senza andare alla causa. Molto si potrebbe fare attraverso un’accurata prevenzione che passi attraverso una corretta alimentazione, quando invece essa viene applicata soprattutto ricorrendo ai vaccini, i cui effetti collaterali sul sistema immunitario dei piccoli sono sempre più noti (allergie, disturbi autoimmuni) così come quelli dei cortisonici e degli antibiotici.

Se i genitori tornassero a curare le malattie dei loro bambini alla “vecchia maniera”, ossia con la fiducia nelle capacità di guarigione proprie e dei propri figli, con medicine “naturali” quali l’ascolto, la pazienza, la presenza, rimedi suggeriti dalla tradizione per alleviare i malanni più frequenti e curando l’alimentazione (ad esempio attraverso un adeguato apporto di frutta e verdura) molti di questi disturbi sarebbero evitati e non ci sarebbe più tanta necessità di rivolgersi al pediatra.


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