Pediatri, aiutate le mamme ad allattare! È una questione di salute per mamme e bambini

È così prezioso che sono state create delle banche ad hoc per custodirlo. Per i bimbi nati prima del termine rappresenta un vero e proprio farmaco salvavita. Per tutti i bambini è il nutrimento perfetto, specie-specifico, che permette una crescita ottimale. Sì, stiamo parlando del latte materno. Di quell’alimento meraviglioso che il corpo della madre produce per assicurare la sopravvivenza del bambino che è nato, come già la garantiva prima della nascita, quando il piccino cresceva nel suo grembo. Di quell’alimento vivo che centinaia di studi scientifici ci stanno “svelando”, mettendo in luce le sue caratteristiche incredibili e scoprendo pian piano la sua composizione assolutamente geniale. Non è un caso se la sopravvivenza della specie è stata garantita nei secoli dal latte materno…

E non è un caso se stanno crescendo le Banche del Latte Umano Donato, per mettere a disposizione dei piccoli nati prima del termine e/o con problemi di salute che non possono per qualsivoglia motivo ricevere il latte della proprio mamma, il latte di altre mamme. Che non è proprio lo stesso, ma è meglio della formula artificiale. Sappiamo infatti che dopo il latte materno (ricevuto poppando direttamente al seno o estratto e offerto al piccolo) il latte delle mamme donatrici è la soluzione migliore, superiore dal punto di vista biologico a qualunque formula.

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Perché la scienza lo ha dimostrato: il latte umano aumenta le possibilità di sopravvivenza dei bimbi prematuri. Riduce tutta una serie di complicanze a carico dell’apparato gastro-intestinale, e riduce il rischio di infezioni che possono compromettere la vita e la salute di questi bimbi. È così importante il latte donato dalle mamme, che nelle Terapie Intensive Neonatali viene riservato a chi ne ha più bisogno, ai bimbi nati fortemente prematuri, ai piccoli con peso alla nascita più basso. Laddove i neonati ricoverati possono contare su questo alimento, complicazioni che prima si presentavano di frequente, sono in netto calo.

Ora. Qui nasce una riflessione. Siamo di fronte – evidentemente – a un bene prezioso. A un elisir di salute. Per i bimbi sani e per i bimbi malati. Ci sono ospedali che si sono fatti in quattro per riuscire a creare una banca del latte, ci sono le evidenze scientifiche, ci sono tanti neonatologi, pediatri, ostetriche, consulenti in allattamento, impegnati sul fronte della promozione e del sostegno all’allattamento e poi…

Ancora oggi, tante, troppe mamme che hanno incontrato una difficoltà – il più delle volte normalissima e assolutamente risolvibile – si sentono suggerire di “passare all’artificiale”, da chi di salute si occupa, ovvero… il pediatra. Non facciamo di tutta l’erba un fascio ci mancherebbe. Sarebbe sbagliato e ingiusto. Ci sono professionisti eccezionali che da anni si occupano proprio di questo, di sostenere le madri che desiderano allattare, di diffondere informazioni corrette, di combattere luoghi comuni e pregiudizi. Però… Però sono ancora troppi i medici che invece, forse per mancanza di tempo, forse non so, liquidano i dubbi delle neomamme con la prescrizione di un’aggiunta. Certo, aiutare una mamma alle prese con un allattamento che fatica a decollare richiede tempo, non è immediato. E spesso i pediatri con decine di bimbi ammalati in sala d’attesa, questo tempo proprio non ce l’hanno. Ma allora, invece di indirizzare la mamma in farmacia, perché non fornirle i riferimenti del consultorio, de La Leche League, di un gruppo di auto aiuto che sostiene l’allattamento, di una consulente Ibclc? Per la serie, io ora non posso farlo, ma c’è chi ti può aiutare a garantire a tuo figlio questo nutrimento prezioso. Prezioso. E i medici lo sanno quanto è prezioso. Buona parte della società no, non lo sa. Per anni ha imperato la cultura del biberon, generazioni di donne avrebbero voluto nutrire al seno i loro bambini ma non hanno potuto farlo perché hanno ricevuto indicazioni scorrette, perché tutti dicevano che “si cresceva bene uguale”. Ancora oggi, luoghi comuni e disinformazione dilagano. Ma i professionisti della salute non possono essere poco o male informati. Proprio no. Devono essere aggiornati, preparati, consapevoli. Perché di salute stiamo parlando. E questo è il loro campo. È la loro missione. L’allattamento è una parte fondamentale della salute di madri e bambini.

E allora, la mia speranza per il nuovo anno è di non incontrare più neomamme che raccontano che il pediatra ha suggerito loro di dare l’aggiunta quando non era effettivamente indispensabile, o comunque senza offrire anche le informazioni necessarie per risolvere gli ostacoli incontrati e continuare ad allattare felicemente. Niente più prescrizioni sbrigative, commenti poco incoraggianti, opinioni personali a sfavore dell’allattamento di bimbi grandicelli.

Spero che presto TUTTI i pediatri aiutino le mamme ad allattare. Perché le parole di un medico hanno molto valore per i neogenitori, perché il pediatra è una figura di riferimento importante per la famiglia.

I bimbi hanno bisogno del latte della loro mamma, le mamme hanno bisogno di informazioni corrette e di sostegno. Collaboriamo tutti, come possiamo, ognuno nel proprio campo, per diffondere questa consapevolezza. Per promuovere la salute.

Giorgia Cozza

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  • Beatrice De Filippis

    Gentile dott.ssa Cozza, sono mamma da 3 mesi e per i primi 2 mesi ho avuto tanti problemi legati all’allattamento (attaccatura sbagliata, mastite, ecc ecc). Per fortuna il mio bambino è nato in un ospedale “amico del bambino” e io mi sono documentata tanto durante la gravidanza perché ci tenevo (e ci tengo) proprio tanto ad allattare per i benefici da lei descritti. Poi però leggo, su Facebook o nei gruppi WhatsApp di mamme, che alla prima difficoltà tutti (pediatri, nonne, zie) si avvalgono dell’aggiunta come rimedio a una “mancanza” della neo-madre, inesperta, sopraffatta dalla stanchezza, dal desiderio di voler dare il massimo e il meglio al proprio figlio. E iniziano ad avere mille paure. Abbiamo bisogno di professionisti che sviluppino e promuovano l’allattamento a richiesta. Ecco, io mi chiedo che cosa c’entrino in tutto questo i pediatri che sono dei medici e in quanto tali sono formati per curare malattie. L’allattamento (come lo svezzamento -e qui si potrebbe aprire un altro capitolo-) non è una malattia. Che cosa ne sanno i pediatri di cosa prova una madre che non riesce a nutrire suo figlio? Che ogni volta che il
    bambino si attacca le scenderanno lacrime di dolore perché fa un male cane? Credo che, oltre alla conoscenza, ci sia bisogno di volontà nel promuovere l’allattamento e tanta tanta empatia.
    Cordialmente, Beatrice De Filippis

  • Giorgia

    Buongiorno Beatrice, grazie per la sua riflessione che condivido. I pediatri centrano perché nei primi mesi sono la figura di riferimento per moltissimi genitori. Non tutti conoscono le consulenti de La Leche League o le consulenti IBCLC, ma tutte le neomamme vanno dal pediatra per i bilanci di salute e in genere si fidano molto delle parole del medico. E sono d’accordo servono volontà ed empatia!

  • La disinfromazione è alla base di tanti insuccessi in allatamento. Tante mamme del nostro blog non sono riuscite ad allattare a causa di informazioni errate. Anche per questo pubblichiamo esperienze di mamme (anche donatrici), che possono essere utili come coforto e confronto! Mamme informatevi!!! 🙂