Primo contatto tra neonato e mamma…non disturbare

Stiamo entrando in modo discreto e impercettibile in un luogo in cui un bimbo è appena venuto alla luce. La stanza è in penombra e si apprezza un gradevole tepore. Oltre ai protagonisti dell’evento, mamma, papà e bimbo, ecco due ostetriche. L’atmosfera è rilassante e allo stesso tempo si percepisce una gioia delicata e rispettosa e si ascoltano parole sussurrate.

Il piccolo è sul corpo della sua mamma in posizione prona ed entrambi sono coperti da un morbido telo piacevolmente caldo. Lei è sdraiata, ma la sua schiena è appena un po’ rialzata e sostenuta da alcuni cuscini per consentirle di incontrare lo sguardo del suo piccolo. Lo mamma lo guarda, lo accarezza amorevolmente e lo bacia. Il papà è lì con loro e fa altrettanto.

Ecco ciò che spesso accade dopo una nascita: mamma e bimbo si trovano in contatto pelle a pelle. È una cosa semplice da realizzare, quasi scontata, ma è davvero una pratica di grandissima importanza, che regala numerosi e preziosi vantaggi di salute sia per il piccolo che per la mamma. E con salute si intende stare bene fisicamente ed emotivamente.
Innanzitutto favorisce il primo incontro. L’incontro tra due persone che hanno avuto nove mesi di tempo per conoscersi, ma che alla fine si sono fisicamente viste solo dopo la nascita. Da questo primo incontro piano piano prende forma una relazione, che accompagnerà entrambe nei tempi successivi e che resterà nel profondo di ognuna di loro per tutta la vita.

Osserviamo ancora. Mamme e bimbo restano così, uno sull’altra per un’ora, o forse due, o forse più. Il tempo non viene interrotto, neppure per lavare il piccolo, per vestirlo e sottoporlo alle solite profilassi. Nulla deve interferire, in quanto nulla può essere più importante di questo contatto. Tutto viene posticipato.
Così facendo, il piccolo ha l’opportunità di mettere in pratica le sue competenze. Inizialmente si gode la quiete e poi, piano piano, sente il desiderio di avvicinarsi al seno per iniziare a succhiare il preziosissimo colostro. Sul corpo della mamma si sente stabile, al punto da essere in grado di spostarsi, con i movimenti delle sue gambe, dei suoi piedi e delle sue braccia. Con le mani inizia ad accarezzare i seni e questo porta il corpo della mamma a lasciar scorrere l’ossitocina, l’ormone dell’amore, che invita il colostro ad essere disponibile appena il piccolo si attacca al seno. Ora il piccolo inizia a sentirne il profumo. Ha già avuto modo di conoscerlo durante i nove mesi di vita nella pancia della mamma, perché il colostro e il liquido amniotico profumano della stessa fragranza.

Attirato da ciò che il suo olfatto gli permette di percepire, il piccolo si prepara e, appena pronto, si attacca al seno. Sappiamo bene quanto il contatto pelle a pelle giochi un ruolo favorevole al buon inizio dell’allattamento al seno ed anche al suo successo a lungo termine. Infatti i bimbi che stanno fin da subito sul corpo della mamma spesso vengono allattati per più tempo rispetto ai bimbi che iniziano la loro vita in modo diverso. Gli studi lo confermano.

E allora lasciamo che mamma e bimbo restino così. Non dobbiamo temere che il piccolo prenda freddo, non accadrà. Il suo respiro sarà regolare, come anche il suo battito del cuore e si sentirà al sicuro. La sua mamma provvederà ad ogni cosa. E intorno a lei, il suo compagno e le ostetriche provvederanno alle sue necessità. Non disturbiamoli.

Maria Cristina Baratto


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