Separazione, quando la difficile relazione con l’ex non tutela il bambino

Gentile Dott.ssa,

Mi chiamo Marco e sono un papà separato. Sono diventato padre a 22 anni, eravamo ragazzi e forse inconsapevoli, ho fatto tanti errori ma amo immensamente mio figlio. Luca ha 7 anni e abita con la mia ex moglie Anna. Siamo separati formalmente da tre anni. Purtroppo, non eravamo più felici da tempo, stavamo assieme solo per Luca, una convivenza pesante sia per me che per Anna. Ad Anna, quindi, la triste decisione. Premetto che io non avrei mai voluto lasciare mia moglie, ma lei era perennemente insoddisfatta, le mancava qualcosa che provando e riprovando non sono mai riuscito a darle. Stanchi dei continui litigi, abbiamo deciso di separarci consensualmente, ma di fatto litighiamo di continuo. Ho sempre sperato che, con il tempo, le cose migliorassero ma stanno tremendamente peggiorando.

Dottoressa, sono molto preoccupato perché credo che la mia ex moglie parli male di me in presenza di mio figlio. Spesso Luca mi dice che sono “un padre fragile e debole”; io non credo che queste siano parole di mio figlio. Altre volte non vuole vedermi. Spesso noto che mio figlio con me si comporta in un modo e con la mamma in un altro. Sembra quasi che, quando Luca sta con me, mi nasconda qualcosa o non voglia ferirmi. Di recente, ho notato che un uomo frequenta la casa della mia ex moglie, le ho chiesto spiegazioni ma ha evitato di rispondermi. Ho chiesto a Luca se la mamma ha un nuovo amico e lui mi ha risposto di no, ma ho letto sul suo viso del disagio, come se mentisse. Ho paura che mio figlio cresca con un’immagine di me non vera. E ho paura che questo disagio non lo faccia essere se stesso. Come posso fare?

Gentile Marco,

è chiaro dalle sue parole il rammarico per come si è concluso il vostro matrimonio e mi sembra di aver capito che la separazione non sia stata completamente condivisa da entrambi.

Sicuramente la separazione è un’esperienza dolorosa e complicata per tutti i componenti della famiglia, in particolar modo per i figli. Quindi il vostro compito come genitori é quello di tutelare Luca dai problemi inerenti al fallimento della vostra relazione.

I continui litigi che portano il vostro rapporto ad essere altamente conflittuale ostacola la riuscita del processo di distacco, in sostanza il conflitto vi aiuta a rimanere uniti. Probabilmente lei ha delle difficoltà a distaccarsi dalla sua ex moglie, ma allo stesso tempo è intenzionato e molto motivato a ricostruire con lei una sana relazione per tutelare vostro figlio.

Ricostruire un rapporto sereno è molto importante perchè i figli di genitori con relazione conflittuale possono essere coinvolti in coalizioni a due o possono attivare strategie per risolvere problemi familiari. Luca in questo momento potrebbe percepirla più sensibile e potrebbe tendere a proteggerla e allo stesso tempo provare rabbia.

Le consiglio di parlare direttamente con Anna per chiedere notizie sulla sua vita, evitando di coinvolgere il bambino: escluderei Luca da questo tipo di conversazioni per tutelarne la serenità. È natuale che ogni cambiamento nella vita di vostro figlio (anche le questioni essenzialmente legate alla sua ex moglie, come il nuovo) riguarda indirettamente anche lei come papà di Luca. Quindi capita spesso che per evitare discussioni o per evitare di essere invadenti rischiamo di coinvolgere i figli creando loro un disagio. Di frequente, infatti, si assiste a una generazione di bambini-adulti, affaticati da una crescita troppo veloce.

L’implicazione dei figli in triangolazionI e/o dinamiche disfunzionali pone i bambini a rischio di sofferenze e disturbi psicologici piu o meno gravi. E di conseguenza esiste il pericolo che il bambino sviluppi un conflitto di lealtà, ovvero si senta costretto ad allearsi con un genitore piuttosto che con l’altro. La triangolazione é una coalizione instabile in cui ciascun genitore desidera che il figlio patteggi per lui contro l’altro. Questo accade quando i genitori perennemente in conflitto vogliono vincere “la guerra”. Il dato oggettivo è che in realtà perdono entrambi! in quanto perdono di vista il ruolo genitoriale allontanandosi dai bisogni dei figli.

Le consiglio, se vorrà, di proporre ad Anna un percorso di mediazione familiare attraverso il quale imparerete a comunicare evitando conflitti e rivendicazioni.

Il mediatore familiare accoglie le persone e il loro disagio, e aiuta le parti a comunicare in modo rispettoso: aiuta a trasformare il conflitto in qualcosa di costruttivo. Naturalmente, durante il percorso si mette al centro della negoziazione l’interesse dei figli perché anche se la coppia non c’é più, si resta genitori sempre.

Dott.ssa Benedetta Bernardini, sociologa, Counselor, esperta di mediazione familiare

Ti consigliamo alcune LETTURE sull’argomento:

  • Amarli senza se e senza ma = > Quali sono i bisogni dei nostri figli e come possiamo soddisfare tali bisogni? La risposta risiede in una serie di idee che suggeriscono di non imporre nulla ai bambini, ma di imparare a “lavorare” con loro.  Kohn sostiene che uno dei bisogni fondamentali del bambino è di essere amato in maniera incondizionata.
  • I vostri figli hanno bisogno di voi => il libro aiuta i genitori a comprendere il legame genitori-figli, restituendo a questi ultimi il potere e la forza di essere per i propri figli ciò che la natura vuole che siano: una fonte vera di contatto, guida, calore e sicurezza.
  • Genitori e figli insieme => libro in cui l’autore si occupa per la prima volta dell’educazione e dell’accudimento di bambini che hanno già superato la prima infanzia, riflettendo sulle particolari condizioni dei genitori di oggi.

Ti consigliamo alcuni ARTICOLI sull’argomento:


Potrebbero interessarti anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di sicurezza * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.