Funzionalità visiva dei bambini e psicomotricità nel nuovo libro di Angela Hanscom

Nel nuovo libro dell’autrice canadese Angela Hanscom, uscito nel 2016 e ora tradotto per il Bambino Naturale, si rivelano aspetti insospettati del valore che il movimento possiede per una crescita sana e robusta del bambino. In questa terza breve anteprima, ecco alcune riflessioni sulle crescenti difficoltà che i bambini incontrano oggi anche nello sviluppo di una corretta funzionalità visiva, con le ripercussioni che questo comporta quando si inizia a imparare a leggere.

“La miopia è in aumento. Oggi negli Stati Uniti e in altri paesi è più comune fra i bambini rispetto agli anni ’70. In alcune regioni asiatiche ha raggiunto addirittura proporzioni epidemiche. A Taiwan, per esempio, la percentuale di bambini di sette anni che ne soffrono è passata dal 5,8 % del 1983 al 21% del 2000. Ma non solo, fra i quindicenni taiwanesi ne soffre l’impressionante percentuale dell’81% (Palmer 2013).

Incuriosita, la professoressa Kathryn Rose, ortottista, ha deciso di approfondire la cosa. Ha scoperto che solo il 3,3% dei bambini di sei e sette anni che vivono a Sydney, in Australia, e discendono da famiglie provenienti dalla Cina, sono miopi, in confronto al 21,1% dei residenti a Singapore. Ancor più interessante è il fatto che il tempo trascorso davanti agli schermi o leggendo un libro non può dar conto della discrepanza (Palmer 2013).

Sebbene la miopia non sia tanto prevalente negli Stati Uniti quanto in Asia, il numero dei casi è in rapido aumento. Uno studio del 2009 ha evidenziato che la miopia, fra gli americani dai 12 ai 54 anni, è cresciuta dal 25% dei primi anni ’70 al 42% di inizio secolo (Palmer 2013).

Non solo ci sono molti bambini che faticano a vedere da lontano, ma con l’aumento odierno delle disabilità evolutive è sensato pensare che aumenteranno anche i deficit visivi in generale. Vostro figlio ha problemi di vista? Lamenta mal di testa o non riesce a leggere o scrivere allo stesso livello dei coetanei? Uno dei problemi che molti terapisti devono affrontare oggi, rispetto a trent’anni fa, è che sempre più bambini faticano nella coordinazione dei muscoli oculari, abilità necessaria per scandagliare una stanza alla ricerca di un oggetto o leggere un libro in modo accurato.

Spesso questi problemi non vengono diagnosticati e il bambino si dibatte con fatica in tutti gli aspetti del lavoro scolastico. Di solito le scuole verificano solo l’abilità di lettura di numeri e lettere riportate su un tabellone, ossia l’acuità visiva. È raro che a scuola si valuti il buon funzionamento dei muscoli oculari e quindi la capacità di eseguire con correttezza i movimenti oculari necessari alla scansione e all’inseguimento (movimenti saccadici).

Un’educatrice esperta, specializzata in programmi e progetti di lettura, che lavora sia presso una charter school (scuola privata che riceve sovvenzionamenti pubblici), sia a tu per tu con molti bambini, concorda che le difficoltà visive siano in crescita. Ritiene che molti dei bambini che incontra per problemi legati alla lettura abbiano difficoltà con le capacità visive.

Una volta mi è capitato di trattare una bambina con problemi motori e sensoriali, teneva costantemente la mano su un occhio a scuola per cercare di decifrare le parole scritte. Era in prima elementare e non sapeva ancora leggere. La scuola elementare che frequentava le aveva fatto un esame della vista che aveva superato brillantemente. “La vista non ha problemi” era stato il verdetto della scuola, tuttavia, nessuno si era preoccupato di osservare con maggiore attenzione il modo di funzionare dei suoi occhi. Dopo una valutazione mi resi subito conto che i suoi occhi non riuscivano ad andare dal punto A al punto B senza perdersi in movimenti circolari, non c’è da meravigliarsi che non riuscisse a leggere!

Perché la miopia è in crescita? Perchè i bambini non riescono a coordinare i movimenti muscolari degli occhi così da poter scrutare una stanza o leggere un libro?”

Le risposte alle tante domande sul perché i bambini oggi abbiano maggiori problemi di attenzione, minore forza fisica, peggioramento della postura, dell’equilibrio e della destrezza, minor vitalità e aumentata propensione agli infortuni, le troverete tutte nel libro, insieme a un quadro molto chiaro e completo dei tantissimi modi in cui il movimento libero e attivo all’aria aperta possa favorire sin dalla nascita il sano sviluppo di tantissime funzioni non solo fisico-sensoriali ma anche cognitive.

Traduzione di Michela Orazzini, curatrice della rubrica “Tradotti per voi

Tratto dal libro di Angela HanscomBalanced and barefoot“, a breve nella collana del Bambino Naturale

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