Lo sviluppo dell’equilibrio nei bambini attraverso il gioco libero all’aperto

Anticipando i contenuti nuovo libro di Angela J. Hanscom che uscirà a breve per la collana Il Bambino Naturale – traduzione del best seller “Balanced and Barefoot” – parliamo ancora dell’importanza del movimento e del gioco libero e attivo all’aperto. Si sa che giocare fa bene e che muoversi è importante per i bambini, ma sarà sorprendente scoprire quanto profondamente la quantità e qualità del movimento e delle esperienze sensoriali condizionino sin dalla nascita tutto lo sviluppo della persona; non solo dal punto di vista del benessere fisico, ma anche da quello del giusto grado di maturazione emotiva, cognitiva, comportamentale e immunitaria. Sarà interessante scoprire anche che non sempre il tipo di movimento davvero irrinunciabile è quello che ci si sarebbe aspettati.

Vi proponiamo una lettura sul sistema vestibolare, a noi molto caro perché ben poco conosciuto nonostante il suo ruolo cruciale nell’apprendimento, e sul quale abbiamo già pubblicato inediti in passato.

“Vi ricordate, nel capitolo uno, della classe di quinta elementare che sono andata ad osservare? In cui i bambini erano in agitazione continua? Ecco, io e una mia collega abbiamo deciso di investigare più a fondo le ragioni di questa costante agitazione. Abbiamo preso tre classi di quella particolare scuola (una scuola privata sovvenzionata con attività artistiche integrate) e abbiamo valutato la forza della muscolatura del tronco e le doti di equilibrio dei bambini, comparando poi i risultati con quelli medi nei bambini del 1984. Abbiamo scoperto che solo uno ogni dodici bambini nei gruppi testati aveva la forza muscolare media e l’equilbrio medio di trent’anni fa! I risultati di questo studio pilota sono stati illuminanti. Come potevano undici bambini su dodici avere deficit di forza ed equiibrio tanto pronunciati se paragonati ai coetanei degli anni ottanta, la mia generazione?

Quando li abbiamo coinvolti in semplici esercizi di equilibrio, la maggior parte ha avuto difficoltà. Abbiamo chiesto, per esempio, di girare in tondo dieci volte con gli occhi aperti e dieci con gli occhi chiusi; in entrambi i casi i bambini sono caduti per terra, alcuni trascinavano i piedi alla velocità della lumaca, altri avevano risposte oculari che non erano appropriate (ad esempio gli occhi si muovevano con rapidità su e giù per un periodo di tempo più lungo di quello tipico dovuto a una giravolta), altri ancora allungavano un braccio che fungeva da guida alla vista, anziché affidarsi alle sensazioni del proprio corpo. Osservare così tanti bambini in difficoltà con una semplice giravolta è stato allarmante. Mi sono detta che qualcosa di molto brutto stava accadendo ai loro sistemi vestibolari.

Di tutti i sensi, quello vestibolare è spesso il più trascurato, eppure è il più potente e, con ogni probabilità, il più indispensabile di tutti. È anche conosciuto come senso dell’equilibrio. Esistono delle piccole ciglia all’interno del nostro orecchio interno e quando muoviamo il corpo e la testa in tutte le direzioni, il fluido che si trova nell’orecchio interno si muove su e giù e stimola queste ciglia. La stimolazione ci rende consapevoli della posizione del nostro corpo nello spazio e ci aiuta a muoverci e a spostarci con facilità ed efficacia nell’ambiente che ci circonda, mantenedo il controllo del corpo.

I bambini con un forte senso vestibolare è probabile che abbiano buona coordinazione, un’accurata consapevolezza corporea e un’ottimo equilibrio. Potrebbero saltare di scoglio in scoglio sull’oceano con precisione e sforzo minimo. D’altro canto, i bambini che invece soffrono di un malfunzionamento del sistema vestibolare rischiano di inciampare di continuo negli oggetti, di andare a sbattere contro le cose, di avvicinarsi troppo e di essere troppo personali quando parlano con gli altri, e di cadere spesso.

Senza un forte senso vestibolare che dia informazioni accurate su come il corpo si posiziona in relazione all’ambiente che lo circonda, anche gli altri sensi non possono funzionare bene, e tutto nella vita si trasformerà in una sfida maggiore. Di fatto, i sistemi vestibolare, uditivo e visivo sono interconnessi; se uno solo non funziona come si deve, gli altri due ne risentono.

La compianta A. Jean Ayres, PhD, una leggenda nella terapia occupazionale pediatrica, ha dedicato tutta la vita alla ricerca sull’integrazione sensoriale, con particolare attenzione al sistema vestibolare. Ha affermato: “Il sistema vestibolare [rete di sensi] è il sistema unificante. Tutti gli altri tipi di sensazioni vengono elaborati in relazione all’informazione essenziale che è quella vestibolare…Quando il sistema vestibolare non funziona in modo coerente e accurato, l’interpretazione delle altre sensazioni sarà incoerente a sua volta e poco accurata, e il sistema nervoso farà fatica a “partire” (Ayres 2000, 37).

Ironia vuole che, vista la mancanza di opportunità di muoversi in modo efficace, oggi molti bambini vanno in giro con un sistema vestibolare poco sviluppato. Il risultato? Agitazione, lacrime di frustrazione, cadute frequenti, aggressività e problemi di attenzione.

I bambini sviluppano un forte senso vestibolare se hanno frequenti opportunità di muoversi – soprattutto attività che contrastino la gravità. Camminare e correre offrono qualche stimolo vestivolare, ma sono le attività che incoraggiano i bambini ad abbandonare la posizione verticale che stimolano rapidamente l’orecchio interno. In altre parole, è di immenso beneficio stare a testa in giù, fare giravolte, capriole e oscillare. Molti degli stimoli vestibolari si possono ottenere nei giochi comuni come stare a testa in giù sulla scala orizzontale, rotolarsi dai pendii e ballare finché il cuoricino non sia soddisfatto.”

Nel nuovo libro di Angela Hanscome troverete molti altri approfondimenti sul sistema vestibolare, su come promuoverne lo sviluppo e sulla sua importanza per l’integrazione generale delle abilità motorie e intellettive, insieme, naturalmente, a tutti gli altri sei sensi che tanto influenzano la nostra stessa capacità di sopravvivenza (avete capito bene, i sensi sono sette!) e abilità intellettiva.

Tratto dal libro Balanced and barefoot presto tradotto per la collana Bambino Naturale

Tradotto da Michela Orazzini

Letture consigliate per approfondire l’argomento:

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