Gravidanza al naturale: una scelta di vita

La gravidanza è uno dei momenti più intensi e coinvolgenti della vita di una donna, dal punto di vista fisico ed emotivo.

Nei nove mesi di preparazione all’arrivo di una nuova vita il corpo si modifica per fare spazio al bambino e accoglierlo, nutrirlo e proteggerlo. Muta l’assetto ormonale, la circolazione sanguigna e la respirazione; gli equilibri dell’intero organismo si riorganizzano, i ritmi rallentano, si ammorbidiscono le forme, si addolciscono i tratti del viso. Fino a che i cambiamenti si rendono ancor più visibili non appena il ventre si fa più pronunciato, e il pancione cresce di settimana in settimana.

Alle evidenti trasformazioni fisiche si accompagnano altrettanti mutamenti a livello emotivo: lo spazio che il bambino guadagna all’interno del corpo della madre deve trovare la propria collocazione anche nella psiche della donna. Un angolo nei pensieri della futura mamma in cui il futuro nato possa essere accolto, nutrito, cresciuto.

Nel corso degli ultimi decenni, tuttavia, allo svolgersi naturale della gravidanza si è andato frapponendo, con sempre maggior insistenza, un approccio più medicalizzato, che ha spostato l’attesa da un piano di intima riflessione e osservazione a un contesto di monitoraggio, controllo, prevenzione. Nel corso dei nove mesi la donna gravida viene visitata, auscultata, analizzata, con controlli costanti e ripetuti, come se la gestazione – al pari di una malattia – fosse un evento potenzialmente avverso e pericoloso.

Agli esami diagnostici perscritti di mese in mese (analisi del sangue, curva glicemica, tampone per la ricerca dello streptococco di gruppo B) e alle ecografie ripetute lungo l’intero arco della gestazione si accompagnano prescrizioni di integratori e di farmaci a scopo preventivo (vedasi acido folico e ferro) o per alleviare i normali disturbi della gravidanza. Non c’è attimo dell’attesa che non sia controllato, non c’è eventualità che non sia tenuta in conto.

Se da un lato la medicalizzazione della gravidanza ha reso indubbiamente possibile la prevenzione di disturbi e complicanze anche molto gravi (preeclampsia o malformazioni fetali quali la spina bifida), dall’altro ha determinato un maggiore stato di ansia nella donna in attesa, con indubbi svantaggi sul benessere della madre e del nascituro.

Un’ottica più tradizionale e naturale dell’attesa considera la gestazione non una potenziale condizione patologica da tenere sotto costante osservazione medica, ma – al contrario – un momento di evoluzione, di riflessione e di crescita personale. Gravidanza naturale significa innanzitutto rivalutazione del proprio stile di vita in ottica più rispettosa del proprio organismo e di quello del bimbo che si porta in grembo. Significa riappropriazione del proprio corpo e dei suoi ritmi più fisiologici ed essenziali; rielaborazione dei propri obiettivi, ricerca di nuovi spazi emotivi e nella vita di tutti i giorni per accogliere una nuova presenza; scoperta di energie e potenzialità nascoste; maggiore creatività.

gravidanza naturale

Affrontare la gravidanza in modo naturale non implica affatto mancanza di responsabilità o negazione del valore degli esami diagnostici e dell’assistenza medica – strumenti utilissimi fintanto che permangono in una posizione di equilibrio e di rispetto della donna e della sua salute. Vivere i nove mesi di attesa secondo natura significa considerare i mutamenti fisici come naturali trasformazioni e non come potenziali motivi di allarme. È un’occasione per avvicinarsi a una alimentazione più sana, a uno stile di vita più consono all’accoglienza di una nuova vita, e per valutare soluzioni alternative (naturopatia, aromaterapia, agopuntura) a quelle farmacologiche proposte dalla medicina “ufficiale” per la cura dei disturbi tipici della gravidanza.


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