Il gioco della lotta fa bene ai bambini! Ecco come farlo in modo sano ed equilibrato

Fare la lotta per gioco aiuta a plasmare tanti comportamenti fisici, sociali, emotivi e cognitivi nei bambini. Ecco come favorire questo tipo di gioco in modo sano ed equilibrato.

Mentre scrivo questo post sul portatile in cucina, i miei tre maschietti (di 5, 7 e 9 anni) sono al piano di sopra a fare la lotta. Da quaggiù si sentono molti passi pesanti, colpi di piedi e braccia, punteggiati di tanto in tanto da grida e dal rumore di mobili spostati…suoni felici e vivaci della lotta fatta per gioco.

Sono una maestra d’asilo e madre di quattro figli, la mia tolleranza a questo genere di giochi scalmanati e alla confusione è forse leggermente più alta della media, ma è ben radicata nella comprensione del valore che questo tipo di gioco ha per la crescita e lo sviluppo salutare dei miei ragazzi.

Stanno facendo la lotta, una forma fondamentale di gioco definita come comportamenti fisici energici, dal rincorrersi al combattere per finta, accompagnati da sentimenti positivi da parte dei partecipanti. È un gioco molto benefico per i bambini, dai molteplici e comprovati effetti positivi.

Secondo la Play and Playground Encyclopedia (Enciclopedia dei giochi):

“I giochi scalmanati e di lotta spesso richiedono un notevole sforzo che coadiuva la salute del sistema cardiovascolare e promuove lo sviluppo delle abilità motorie e dei muscoli mentre ci si rincorre o si fa la lotta. Si tratta di attività che offrono soprattutto ai maschi l’opportunità di assecondare il loro bisogno di potere e di contatto fisico mentre giocano. Nello spirito del gioco, i bambini lavorano sodo per dimostrare la propria abilità e competenza nella lotta. Si divertono a giocare al Re della montagna (si tenta di spodestare chi ha conquistato la cima di un mucchio di neve, spingendolo giù e mettendosi al suo posto. N.D.T.), ai supereroi o a mimare il karate. Col tempo, i giochi scalmanati evolvono in giochi più sofisticati, come gli sport organizzati, assecondando il bisogno di attività fisica che si protrae nell’adolescenza.”

Fare la lotta per gioco aiuta a modellare tanti comportamenti fisici, sociali, emotivi e cognitivi nei bambini. Sono esperienze che favoriscono l’apprendimento dell’autocontrollo, della compassione, del rispetto dei confini e di quali siano le proprie capacità rispetto a quelle dei compagni.

GIOCARE ALLA LOTTA IN MODO SANO ED EQUILIBRATO

– Riconoscere la differenza fra gioco e comportamento aggressivo: preparatevi a intervenire se necessario, date l’esempio di quale sia il comportamento appropriato quando si lotta per gioco. In un articolo pubblicato su Psychology Today, Eileen Kennedy-Moore, Ph.D., nota che:

“Nella lotta fatta per gioco, i bambini ridono e si divertono; quando combattono sul serio piangono o sono arrabbiati. Nel gioco fanno a turno ad “attaccare” ed essere “attaccati”, e stanno attenti a non spingere o colpire troppo forte. Nella lotta vera cercano di farsi male a vicenda. Quando giocano spesso sono in gruppo e dopo continuano a giocare felici; se fanno sul serio sono più spesso solo in due e dopo non vogliono più stare insieme.”

– Stabilire i giusti confini: nella nostra famiglia, la lotta (insieme ai giochi con il pallone e ai fucili nerf) si fa solo nelle stanze dei bambini, al piano di sopra, oppure fuori. Questo dà loro l’occasione di sfogarsi mentre i mobili del soggiorno restano intatti. Capire e rispettare i confini prestabiliti li aiuta a sviluppare l’autocontrollo, devono sapere quando e dove certi comportamenti sono appropriati e quando è il momento di smettere. Ci vuole esercizio e giocare alla lotta è un modo molto adatto per sviluppare queste capacità.

– Buttarsi nella mischia: una tipica reazione femminile quando i bambini fanno la lotta è spesso quella di resistenza o timore; ho più volte cercato di intervenire, quando i miei figli erano aggrovigliati l’uno sull’altro, con commenti del tipo: “Smettetela! Vi farete male!” Mio marito, d’altro canto, era molto più tentato di buttarsi nella mischia, il che non è solo tipico ma anche salutare.

Quando i papà (e anche le mamme!) si mettono a giocare alla lotta insieme ai figli piccoli, offrono loro una guida e fanno vedere come si fa; costruiscono con il bambino un legame più profondo mentre stabiliscono quel positivo contatto fisico che lo aiuta a sentirsi amato e in sintonia con il genitore. Uno studio presentato dal Dr. Richard Fletcher dell’Università di Newcastle (Australia) ha scoperto che giocare alla lotta può fornire al bambino un’opportunità nel mondo reale per osservare e mettere in pratica importanti abilità sociali, come il riconoscimento delle emozioni, la soppressione degli impulsi aggressivi e il prolungamento del divertimento reciproco.

Quando arriva il momento di scalmanarsi si dovranno mettere in conto anche bernoccoli, lividi e forse qualche lacrima, ma sappiate che ne vale la pena.

Tradotto da Michela Orazzini, curatrice della rubrica “Tradotti per voi

Dall’articolo di Megan Devine – Mothering.com

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