Inserimento al nido: se lo mando prima, soffre di meno?

“Buongiorno, aspetto un bimbo che nascerà a fine marzo e sto già pensando all’inserimento al nido dato che nella mia zona è necessario organizzarsi per tempo con la richiesta di iscrizione altrimenti non si trova il posto. Vi scrivo per chiedervi consiglio sul momento giusto in cui far iniziare il nido al piccolo. Io avevo pensato di restare con lui fino all’ultimo, cioè fino a quando proprio dovrò riprendere la mia attività verso il suo nono mese (forse decimo), ma alcune amiche mi hanno suggerito di inserirlo prima, già al quinto mese perché si abitui all’educatrice e al fatto di non trascorrere tutta la giornata con la mamma. Secondo loro se si abitua per tanti mesi ad avermi sempre con lui, poi farà più fatica e soffrirà di più per il distacco. Inoltre mi dicono che entrando prima al nido l’educatrice diventerà una figura importante, quasi intercambiabile con la mamma. Mio marito è d’accordo con loro e mi sta spingendo in questa direzione, quindi credo che lo iscriverò per fine agosto, però io non sono convinta… Cosa mi consigliate? Grazie mille.  Elena, futura mamma di Marco”

Cara Elena, innanzitutto auguri di cuore per queste ultime settimane di attesa. Che siano colme di serenità e di luce. Per quanto riguarda l’inserimento del tuo bimbo al nido, naturalmente non ci sono regole o ricette pronte, ogni famiglia deve trovare la propria soluzione, quella che meglio si adatta ai bisogni di tutti, genitori e bimbi, però c’è una cosa che tu scrivi che mi sembra molto importante: “io non sono convinta”. Se questa soluzione non ti “risuona” dentro, se non ti convince, se non ti sembra quella giusta, vale la pena fermarsi a riflettere bene e valutare altre strade, più adatte a te. A voi.

Ci sono effettivamente mamme che decidono, o devono per forza maggiore, rientrare al lavoro quando i loro bimbi hanno pochissimi mesi. Quando la strada è già tracciata e non ci sono alternative la cosa importante è facilitare il distacco il più possibile, cercando di vivere la situazione con serenità per aiutare anche il bimbo ad adattarsi alla novità. Ma nel tuo caso la scelta c’è, e non si capisce bene perché mai tu dovresti rinunciare volontariamente a tanti mesi che potresti trascorrere con il tuo bimbo. Innanzitutto priveresti lui della tua presenza, una presenza fondamentale nei primissimi anni di vita e di un’attenzione esclusiva che ovviamente non è possibile ricevere in un asilo dove ogni educatrice si trova ad accudire più di un bimbo. E poi priveresti anche te stessa della gioia di esserci, di accompagnare il tuo piccino in tante tappe della crescita che ti regaleranno ricordi ed emozioni. Ribadisco, ci sono mamme che portano il loro bimbo al nido o lo affidano ai nonni ben prima dell’anno, in tanti casi con grande dispiacere, questa è la loro realtà e ognuno è chiamato a fare il meglio che può con la situazione che sta vivendo, ma questo non è il tuo caso, tu se vuoi puoi decidere di fare diversamente e di concedere a te e al tuo piccolo un po’ più di tempo. Be’, bene, meglio!
É vero, verso il nono mese subentrano l’ansia da separazione e la diffidenza nei confronti degli estranei, ma – diciamolo – separarsi dalla mamma non è mai facile, né a cinque mesi, né a dieci. Quando sarà il momento tu saprai accompagnare il tuo bimbo in questa esperienza con pazienza e amore, colmandolo di rassicurazione e di coccole.
Per quanto riguarda il riferimento all’educatrice, un’educatrice preparata che svolge la sua professione con impegno e passione è preziosa, e senz’altro rappresenta una figura importante per i bambini, ma la mamma è altro, non ha proprio senso fare paragoni.

La collaborazione tra genitori e personale del nido, il rispetto e la fiducia reciproca vi aiuteranno a vivere al meglio questa esperienza.
Un altro aspetto che risulterà più semplice posticipando l’ingresso al nido è quello dell’allattamento: se il bimbo inizia l’asilo prima del sesto mese sarà probabilmente ancora allattato in modo esclusivo, ciò significa che dovrai estrarre il latte perché le educatrici possano offrirglielo al momento del pasto. È una cosa fattibile e moltissime madri lo fanno, ma se puoi evitarlo, inserendo il bimbo quando già avrà confidenza con i cibi solidi è un piccolo impegno in meno per te che non dovrai dedicarti all’estrazione del latte (con la spremitura manuale o con il tiralatte) e una piccola fatica in meno per lui che non dovrà adattarsi a berlo con il biberon mentre siete lontani.
Insomma, il suggerimento è di “darti ascolto”: se è la soluzione che ti convince di più, iniziate questa nuova avventura al nono-decimo mese, avendo cura di organizzarvi per gestire l’inserimento del piccolo Marco con calma e serenità. Prendetevi il tempo necessario perché lui possa ambientarsi pian piano e conoscere le educatrici senza fretta.
Infine, una considerazione di carattere generale: il tuo bimbo non è ancora nato, ma vedo che, come spesso accade, già iniziano ad arrivare critiche e consigli non richiesti. Ricordati che quando si parla del tuo bambino, l’esperta sei TU. Non c’è nessuno che conosce il tuo bimbo come lo conosci tu, che hai imparato ad amarlo e interpretare i suoi segnali già adesso che cresce nel tuo grembo, e che dopo la nascita continuerai ad essere in simbiosi con lui per diverse settimane. Parla con tuo marito, spiegagli quello che senti e chiedi il suo appoggio. Adesso, per quanto riguarda l’età in cui iniziare il nido, ma in generale, per tutte le questioni che riguarderanno l’accudimento del vostro bambino. È importante che lui ti sostenga e ti incoraggi a fidarti di te e delle tue competenze di mamma.
Tantissimi auguri e buon cammino!

Giorgia Cozza


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