Il massaggio al neonato prematuro: come predisporre l’ambiente adeguato

A seguito di un percorso di diversi articoli dedicati al contatto con il neonato nato prima del tempo, arriviamo oggi a parlare del massaggio al bambino prematuro. Bisogna subito chiarire che esso è molto diverso da quello che siamo abituati a proporre nei corsi di massaggio infantile: è qualcosa che sta a monte, più calmo, delicato ed effettuato con un minor numero di gesti in progressione, oltre a essere una guida per l’accudimento del bimbo pretermine in generale. Per riuscire a proporlo, bisogna prima preparare un ambiente adeguato e ridurre le fonti di stress per il bambino, in modo da evitare la sua disorganizzazione.

Partiamo dal presupposto che il neonato prematuro è un piccolo che sta cercando di adattarsi a un ambiente non totalmente ideale per lui: un cucciolo della stessa età normalmente si trova ancora in un luogo caldo e ovattato, privo di stimolazioni intense, voci forti o musiche, luci puntate. Il primo accorgimento è proprio ricreare le condizioni affinché il neonato possa trovarsi in un ambiente il più tranquillo e protetto possibile. Se l’attenzione all’ambiente è molto importante nel caso del massaggio infantile tradizionale, è assolutamente basilare per potersi relazionare con un bambino prematuro, poiché senza tale riguardo spesso il massaggio non può neanche avere inizio; direi quasi che è parte integrante del benessere apportato dalla cura che dedichiamo ai nostri piccoli.

Un bambino nato a termine e sano ha solitamente le competenze necessarie per affrontare l’ambiente esterno: anche nei suoi primi giorni di vita si tenterà di intervenire sul luogo in cui si trova per ridurre, per esempio, l’eccesso di rumori, luci, odori, sbalzo termico, ma in generale il suo corpo ha un’organizzazione fisiologica che gli permette di reagire adeguatamente agli stimoli e di controllare le funzioni vitali di base (respiro, temperatura corporea, digestione, visceri). Questo neonato compie movimenti quasi armonici e il suo livello di energie gli permette un’interazione con il mondo esterno. Quando invece un bambino nasce prima del tempo o con delle difficoltà o patologie, le sue energie per affrontare gli stimoli esterni saranno minori, perché concentrate in molta parte verso l’interno, per affrontare il problema che il suo corpo sperimenta in quel momento. Se delle stimolazioni esterne richiedono molta energia, questa viene veicolata in risposta a tali stimolazioni, a volte andando ad alterare il funzionamento e l’organizzazione precaria raggiunta dal neonato e arrivando persino a rallentare i progressi verso la stabilizzazione e la salute del piccolo. È un po’ come quando abbiamo la febbre e l’influenza e ci rinchiudiamo in casa, sotto le coperte: non vogliamo che nessuno ci contatti e sembra che i rumori forti, le luci intense, gli odori e il freddo ci disturbino considerevolmente, molto più che nei giorni in cui ci sentiamo bene; se poi, pur malati, siamo obbligati a fare degli sforzi fisici, ci sentiamo ancora peggio e impieghiamo più tempo per guarire.

Per questa diminuita energia, si dice che il sistema corporeo del nato prematuro o del bambino con difficoltà si disorganizza: colto da stimoli che potrebbero apparire banali e concentrato per ottenere la propria salute, il corpo reagisce con dei comportamenti o movimenti difficili da interpretare come variazioni nel respiro o apnea, singhiozzo, rigurgito, bradicardia (pulsazioni rallentate), marezzature (mutamento del colorito, pelle che si arrossa a chiazze), ipertensione del tronco, delle braccia o delle gambe e sventagliamento di manine o piedini. Il sonno, il tono muscolare e la postura del piccolo sono spesso disturbati. La disorganizzazione del neonato va ovviamente a incidere anche sulla sua apertura al mondo esterno: il piccolo ha meno energie per relazionarsi e interagire. Tutti questi segnali però non devono spaventare o limitare i genitori nel loro accudimento, ma anzi dovrebbero essere uno sprone per prendere in carico il proprio bimbo e la sua sensibilità alle stimolazioni esterne: nessuno meglio di voi sa essere delicato e presente allo stesso tempo; le ricerche evidenziano che i genitori (e in primo luogo la mamma) siano in grado di alleviare il dolore e la sofferenza dei propri piccoli proprio attraverso il contatto, meglio di qualsiasi altra persona.

È il personale della Terapia Intensiva Neonatale (TIN) che si occupa in primis di predisporre un ambiente ottimale per il piccolo, per garantirgli la possibilità di proseguire nel suo sviluppo neuropsicomotorio, ma anche i genitori possono aiutare con alcuni accorgimenti personali o con i propri suggerimenti, in relazione alla conoscenza del proprio bambino. Si parla di un controllo eseguito a monte sul macroambiente (posizione della TIN, luce, rumori esterni o interni al reparto, es. traffico, cartelle cliniche che sbattono, vociare, musica) e, secondariamente, sul microambiente, cioè sull’incubatrice, il fasciatoio o lo spazio fisico dove si trova il bambino. È possibile schermare l’incubatrice dalla luce diretta (se non è necessaria per le visite) tramite l’uso di un telino o di un asciugamano appoggiati sopra di essa, oppure a volte basta regolarne la posizione. Si può prestare attenzione all’apertura e alla chiusura dell’oblò dell’incubatrice perché, per quanto il rumore sia ridotto, risulta molto intenso per il neonato che si trova in esso; è persino possibile, a volte, diminuire l’intensità del suono delle apparecchiature, in modo da ridurre al minimo il disturbo al bambino. È consigliato, inizialmente, evitare la musica, poiché il tocco può essere già una forte stimolazione per il bimbo, prevenendo l’eccesso di stimoli che faticano a essere elaborati tutti insieme.

Predisposto l’ambiente, siete pronti a iniziare anche questa avventura. Nel prossimo articolo troverete le indicazioni per contenere ed effettuare il massaggio dolce al neonato prematuro.

Buon massaggio a tutti!
Dott.ssa Nicoletta Bressan, educatrice perinatale e insegnante di massaggio infantile AIMI

Bibliografia:

Colombo G. (A cura di) (2011), Con ragione e sentimento, Gruppo Studio sulla Care in Neonatologia, ed. Biomedia, Milano

McClure V. (2000), Massaggio al bambino, messaggio d’amore, Bonomi Editore, Pavia


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