La sdraietta simil-mamma per il sonno dei neonati: il tecno-cuscino al posto di mamma e papà?

Allora, la sdraietta simil-mamma. Da quando ha fatto la sua comparsa, ideata da una ditta inglese, i genitori discutono con toni anche molto accesi sulla bontà di un accessorio che dovrebbe tranquillizzare e far addormentare i bambini: una sorta di cuscino sagomato autocullante, con tanto di battito del cuore, su cui il bimbo è sdraiato a pancia in giù. Alcuni genitori lo trovano di una tristezza infinita, alcuni lo trovano geniale, l’agognata soluzione per gestire i bimbi che dormono poco.

Premetto che ogni considerazione riguarda l’oggetto in sé, non le famiglie che vorrebbero utilizzarlo o che, laddove è già in commercio, lo utilizzano. Le mamme non si giudicano. MAI.

Ma gli accessori sì, insomma un parere si può dare.

Comincio cercando di capire. A che bisogno vuole rispondere questo accessorio? È un oggetto che colpisce molti genitori di bambini che dormono poco, pochissimo. Certo, nel video che pubblicizza questo accessorio, si vede una serie di bimbi che dormono beati e quasi ti commuovi a pensare che potrebbe essere il tuo di bimbo a dormire così bene. Però. Questo non è un accessorio per la nanna. Non può esserlo, perché il bambino è in posizione prona, e anni di studi e ricerche ci hanno dimostrato chiaramente che la posizione che riduce il rischio di SIDS (Sindrome della morte improvvisa del lattante) è quella supina. Quindi il bimbo lì a dormire non ce lo posso lasciare.

Ma allora non risolvo il problema delle notti insonni. Poniamo però il caso che, sfinita, mi dimentichi per una volta del rischio SIDS. Che bello il bimbo dorme, forse per una notte dorme pure io. Ma questo accessorio si propone come sostituto per l’addormentamento, non può evitare i risvegli notturni e i bimbi di notte, si svegliano. A quel punto a cosa mi serve l’accessorio? Dovrò pur prenderlo in braccio il bimbo per allattarlo o consolarlo o cambiargli il pannolino. Quindi in ogni caso mi sveglio. È chiaro dunque che l’accessorio non può risolvere il problema delle notti difficili.

Ok, allora lo uso di giorno. Sì, ma quando e perché? La maggior parte dei neonati di giorno si addormenta poppando al seno o cullato da mamma e papà. Qualche volta si riesce ad appoggiarli senza svegliarli, qualche volta si fa prima a tenerseli addosso e fare un pisolino o leggersi un libro. Eh, ma non posso mica tenerlo addosso tutto il giorno, potrebbe dire qualcuno. Devo cucinare, fare la spesa, eccetera. Moltissimi genitori hanno risolto con fasce e marsupi, il bimbo è addosso, tu hai le mani libere.

E le mamme stanche, stanchissime, stravolte? Le mamme stanchissime e stravolte probabilmente sono mamme un po’ troppo sole, che non hanno una rete su cui contare. E la rete serve, caspita. Non la sostituisco con il gadget. Meglio provare a crearla. Non esitare a chiedere. Nonni, zii, amiche, vicine di casa. Non devono mica trasferirsi a casa nostra, se non possono dedicarci molto tempo perché lavorano o hanno altro da fare, un’oretta al pomeriggio o alla mattina, giusto per darci il tempo di farci la doccia. Il papà non l’ho citato, perché ormai lo diamo tutti per scontato che farà il possibile per accudire al meglio la neomamma così come lei accudisce il loro bambino.

Ma torniamo alla sdraietta autocullante, a qualcuno magari potrebbe sembrare utile per “posare” il bimbo qualche minuto. Bene, allora non mi serve “tutto l’ambaradan” che culla a pancia in giù con tanto di finto battito cardiaco, basta una normale sdraietta, l’ovetto dell’auto, la carrozzina (insomma, qualche accessorio che ho già), oppure il divano con il bimbo sistemato in sicurezza.

Alla fine, io non l’ho individuata la vera utilità del gadget.

Invece rifletto su una cosa: se un accessorio simile trova posto sul mercato, molti futuri genitori lo acquisteranno. E poi lo useranno, semplicemente. Non è che tutti sono super informati a proposito dell’importanza del contatto, prima di diventare genitori. Al primo figlio siamo inesperti, ho il tecno-cuscino che lo addormenta? Ebbene usiamo il tecno-cuscino che lo addormenta, evidentemente si fa così. E così il gadget ci priva della scoperta potente che la risposta in realtà potevamo essere noi, che al seno della mamma o sul petto del papà, il nostro bambino poteva assopirsi serenamente, senza imbracature, senza spese, senza tecnologia e con grande piacere di entrambe le parti.

O ancora, magari il super cuscino non ce l’ho, ma quando divento mamma scopro che non è affatto immediato calmare e far addormentare un bambino. Non è che si nasce già super esperti e poi in ogni caso, ogni bambino è diverso e occorre un po’ di tempo, di tentativi, di pazienza, per “sintonizzarsi”, per capire di cosa ha bisogno. Però se al posto dei tentativi, del tempo e della pazienza, ci mettiamo il gadget tecnologico, ecco che ho perso l’occasione, la possibilità di imparare, di riuscire.

Questo mi sembra l’ennesimo accessorio che rischia di far dimenticare alla futura mamma e a chi la circonda, che ai bimbi serve davvero poco, che la mamma e il papà sono la risposta alla maggior parte dei loro bisogni, che la madre è competente. Sa.

E mi sembra l’ennesimo accessorio che fa sembrare l’accudimento di un bimbo piccino qualcosa di difficile, sfiancante, praticamente impossibile senza l’ausilio di questo o quel gadget. Poi stancante lo è, eh. Ma madre e bambino hanno tutte le carte in regola per arrivare a capirsi.

E il bambino? Intendo, il bambino che al posto dell’abbraccio di mamma e papà si trova imbragato sul tecno-cuscino? Be’, stiamo faticosamente arrivando a comprendere che i bambini hanno un bisogno fortissimo di contatto, di stare cuore a cuore (quello vero però, di chi lo ama), di contenimento, di rassicurazione e ora che il concetto inizia a prendere piede, ci ritroviamo la tecno-sdraietta che li culla al posto della mamma e del papà.

Noi saremmo contente di abbracciare un cuscino sagomato al posto di nostro marito? No? Va bene, ma se il cuscino imitasse il battito del suo cuore? Ancora no? Eh.

Le aziende fanno il loro mestiere, e così la pubblicità. Lo sappiamo. Noi decidiamo cosa comprare. Siamo tutti diversi e ognuno giudica e sa cosa può essere utile alla propria famiglia. Non ci sono ricette o soluzioni giuste a priori, per carità.

Quella che resta da risolvere (ed è veramente importante), secondo me è la questione delle mamme troppo sole e troppo stanche. Sarebbe bello che la società tutta diventasse più sensibile verso le esigenze delle neomadri, che tutti ci impegnassimo per fare rete, per garantire due braccia alla neomamma che deve fare una doccia, una teglia di lasagne, il pane fresco, un bucato steso, un “brava, sei veramente una mamma in gamba”.

Mi piace pensare che la soluzione non siano gadget sempre più elaborati e costosi, ma più attenzione, più empatia, più disponibilità verso le mamme.

Meno oggetti, più affetti…

Giorgia Cozza

 


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