Neonati prematuri in ospedale: canti e parole di mamme e di papà

Nati prima del tempo, i neonati prematuri arrivano in questo mondo all’improvviso, in modi e tempi inaspettati. Anche mamme e papà sono prematuri: li aspettavano molto, molto tempo dopo.

Anche tu, sei nata prima del tempo, Sofia, e mi sento inutile e confusa, all’ospedale: fra la paura della morte e il desiderio che tutto torni al più presto alla “normalità”. Che fare, da mamma, quando mi avvicino all’incubatrice e ti vedo, al di là del vetro, legata a fili che ti nutrono e ti misurano? Posso prendermi cura di te, nel solo modo che conosco: cantando per te. Allora, quando mi avvicino all’oblò dell’incubatrice, lo posso aprire, ti posso toccare e ti parlo, ti canto. Sicura che in questo modo ti posso essere vicina anche se non ti ho più addosso, dentro, come vorrei”.

Sempre più studi dimostrano che il canto e la parola rivolti al neonato prematuro ospedalizzato hanno su di lui effetti benefici: si stabilizza più facilmente, ha meno apnee e, in alcuni casi, aumenta di peso più facilmente, perché succhia di più quando sente la voce della mamma. Ma soprattutto, quando le mamme cantano per il proprio neonato mentre lo tengono sulla pelle (il contatto pelle-pelle), lui mostra segni di attivazione positiva e le mamme riportano meno segni di stress rispetto alle mamme che fanno solo il pelle-pelle. La ricerca dimostra addirittura che i neonati prematuri, che ascoltano un numero più alto di parole durante l’ospedalizzazione, hanno uno sviluppo linguistico migliore.

Allora, mamme e papà, quale musica migliore del vostro canto può nutrire il piccolo prematuro?

Nutre entrambi e attiva un legame musicale che durerà per sempre. Cantate per lui quando vedete che si sta agitando, parlategli per svegliarlo prima del pasto o quando vedete che ha gli occhi aperti. Cantategli canti di speranza e di bellezza, raccontategli storie d’amore e di vita: farà bene a lui, farà bene a voi. Accarezzatelo, toccatelo, custoditelo con la mani e con la voce: lo aiuterete nel difficile compito di regolare i propri stati dell’anima e del corpo, emotivi e biologici, ma non può farlo senza di voi.

 Manuela Filippa, ricercatrice e mamma di una bimba prematura, autrice di “Cantami ancora


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