Osteopatia: un toccasana per neonati e mamme in attesa

Il modo in cui i bambini si muovono è la loro autobiografia in movimento

Equilibrio e movimento sono i principali elementi presenti in un bambino già nella vita intrauterina quando, avvolto nella placenta, comincia a conoscersi attraverso il movimento nell’utero. Questa consapevolezza cinestesica, come ad esempio le gambine che si strusciano e spingono contro la parete uterina, sono movimenti che stanno alla base del coordinamento motorio successivo (la bocca ed il pollice del bambino possono incontrarsi senza l’aiuto visivo grazie a questa rete di collegamenti sensoriali interni).

Durante i nove mesi di gravidanza, il feto potrà muoversi e vivere in un ambiente armonico se anche la mamma riuscirà a mantenere il giusto equilibrio, facendo fronte nel modo più corretto alle modificazioni posturali e ormonali che si verificheranno. Spesso l’osteopatia accompagna e favorisce il mantenimento di una buona elasticità del bacino materno, di una buona articolarità della colonna vertebrale, andando anche ad attenuare alcuni fastidi come lombalgie, cervicalgie, nausea, fastidi alle anche. In molte parti il giusto posizionamento ed il buon procedere del travaglio, sono legati in parte anche a un tono equilibrato che si instaura nel rapporto tra il feto e l’utero materno. Intorno al terzo trimestre di gravidanza, quando la dimensione del feto aumenta rispetto all’utero, si sviluppa la flessione ”fisiologica”: tutto il corpo fetale si mette in una postura globale di flessione (infatti alla nascita il tono dei flessori è predominante). Nella meccanica del parto, la possibilità del feto di essere in flessione globale permette di entrare nel canale del parto.

Tutti i tessuti posseggono una loro memoria tissutale. Il nostro corpo possiede una grande capacità di autoregolazione, ma una presentazione podalica, un travaglio molto lungo e difficile, un parto gemellare, l’uso di epidurale ed ossitocina, l’uso del forcipe, l’estrazione con la ventosa ecc., possono alterare la struttura cranica del bambino comportando degli effetti a breve e a lungo termine. Ad esempio la compressione che il cranio del bambino riceve nel passaggio del canale pelvico materno può portare a irritazioni dei nervi cranici che passano alla base del cranio; molti neonati possono presentare una forma asimmetrica del cranio (testa allungata, testa piatta posteriormente, testa a parallelogramma, asimmetrie facciali); nel parto cesareo la testa del neonato non subisce il modellamento importante delle ossa craniche, e non ha il tempo di adattarsi ad una pressione esterna differente da quella uterina: subisce una forza di trazione del cranio analoga alla contrazione che subisce un tessuto quando viene allungato repentinamente. In tutti questi casi, se non si verifica un adattamento funzionale e fisiologico della testa del neonato, si potranno manifestare problematiche a breve termine come: difficoltà di suzione, difficoltà di deglutizione, coliche, rigurgiti, pianto inconsolabile, costipazione, strabismo. Tutto ciò è legato a fenomeni irritativi del decorso dei nervi (nervo vago, nervo ipoglosso, nervo accessorio…) oppure a problematiche a lungo termine come allergie, respirazione orale, sinusiti, otiti, problematiche occlusali, cefalee, scoliosi…ecc.

In generale, la possibilità di intervenire attraverso un trattamento osteopatico su tensioni del cranio, della colonna e delle strutture fasciali del neonato, gli fornisce la capacità di ritrovare un corretto equilibrio, una migliore autoregolazione e di prevenire problemi posturali futuri.

Inoltre, la possibilità di intervenire osteopaticamente sulle strutture articolari e muscolari della mamma durante i nove mesi di gravidanza, consente al neonato di trovarsi in un ambiente uterino favorevole e propizio anche per il parto.

Dott.ssa Silvia Nardocci, laureata in Terapia della riabilitazione e Fisioterapia. Da sempre affascinata dall’osteopatia, conosciuta in seguito ad un problema fisico risolto in età giovanile grazie ai trattamenti osteopatici, decide di intraprendere il percorso formativo in Osteopatia. Grazie ad un evento straordinario come quello della maternità e grazie al percorso di trattamenti osteopatici che ha fatto durante e dopo la gravidanza ottenendo un maggior benessere ed equilibrio per se stessa e per la sua piccola, ha deciso di dedicare gran parte del lavoro a neonati e bambini, seguendo anche la donna nel periodo pre e post-gravidanza.


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