Bambini che respirano a bocca aperta. I problemi di adenoidi sono un sintomo…

 Scrivo raramente in questa rubrica, solo quando ho qualcosa di davvero sostanzioso da comunicare.

Sono un dentista, ma mi occupo solo di bambini a bocca aperta, quelli che sono sempre dal pediatra con ogni tipo di malattie da raffreddamento, che di notte russano e bagnano il cuscino di saliva. Sono almeno l’80% della popolazione infantile nelle grandi città. Sono i cosiddetti bambini adenoidei. Io sono il loro personal trainer.

Insegno loro a respirare col naso a bocca chiusa, a usare i muscoli della faccia in maniera adulta senza movimenti di suzione, e a digerire bene.

Cosa c’entra la digestione, la situazione ormonale con la respirazione a bocca aperta e le adenoidi lo scoprirete tra poco, se avrete pazienza di seguirmi nella mia inaudita (per chi apprende solo tramite scuola, televisione e giornali) ma analitica presentazione di fatti un tempo ben conosciuti e accettati, e oggi noti solo a chi fornisce servizi di antiaging per le classi molto abbienti.

Riassumo di seguito i concetti fondamentali

1. L’adenoidismo è una manifestazione precoce della sindrome cronica degenerativa causata da alcuni aspetti tipici della civilizzazione: cibo spazzatura e disumanizzazione della vita.

L’adenoidismo è una sindrome complessa, che coinvolge l’individuo nella sua interezza. Dura tutta la vita se non viene recuperata nelle sue cause originarie. I medici di oggi non parlano di sindrome adenoidea ma solo dei suoi effetti locali, cioè l’ipertrofia adenoidea.

Prima della Rivoluzione Industriale l’adenoidismo non era endemico. In seguito, praticamente tutte le comunità del mondo occidentale furono sottoposte ai voleri del complesso bancario-industriale, costrette all’inurbamento e a ritmi di vita frenetici e innaturali .Tanto è vero che, nelle comunità rurali che vivevano in modo tradizionale, i pochissimi adenoidei – sempre a bocca aperta – erano additati come gli scemi del villaggio, non solo per i loro connotati “estetici”, ma anche e soprattutto perché l’adenoidismo è causa di una riduzione variabile della normale capacità di intendere e di volere.

L’impennata incontrollabile della frequenza di bambini neuropsichiatrici va di pari passo con l’impennata altrettanto vertiginosa di bambini adenoidei. In effetti i primi non sono altro che adenoidei non riconosciuti. Non c’è bisogno di cercare chissà dove le origini di tutto questo. Basta studiare come viveva la gente prima della società dei consumi, per accorgersi che le malattie e i dismetabolismi che sono emersi dopo sono ovviamente in rapporto con i cambiamenti delle condizioni di vita: stress, alimentazione spazzatura, mancanza di moto regolare, ritmi alterati e chi più ne ha più ne metta. Tutto questo prima non c’era! E ritenere che non ci sia rapporto col fatto che più nessuno muore di vecchiaia è un atteggiamento miope e superficiale, quando non interessato.

L’ adenoidismo è la versione pediatrica della degenerazione cui sono soggette le comunità umane inurbate e tecnologizzate; esso negli adulti si trasforma nelle malattie croniche più note, come diabete, malattie cardiovascolari, tumori.

2. La sua manifestazione più comune, e che dà il nome alla sindrome, è la congestione e ingrandimento dei linfonodi localizzati all’inizio del tratto respiratorio superiore, le adenoidi appunto, cosa che determina il segno distintivo: l’incapacità di respirare col naso e, dunque, la bocca aperta.

La sindrome adenoidea può essere intesa come l’alterazione patologica dei liquidi interstiziali, della linfa, del sistema linfatico in generale del bambino.

Come tale non può essere considerata, come fa la medicina convenzionale riduzionistica, un fatto locale (ipertrofia adenoidea), perché il sistema linfatico pervade tutto l’organismo. Se la linfa è alterata, sono alterate anche le qualità del sangue, da cui la linfa deriva e con cui ha rapporti evidenti. Non è questa la sede per discutere come e perché la linfa e il sangue cambiano le loro caratteristiche chimico-fisiche.

Possiamo anticipare per chiarezza che la qualità di sangue e linfa dipendono dall’efficienza funzionale del sistema gastro-intestinale, ove infatti si trova gran parte del tessuto linfatico stesso. Se la digestione non funziona efficacemente, i rifiuti e i materiali non correttamente e completamente digeriti finiranno nel sistema linfatico, che si infiammerà e si gonfierà. In fin dei conti adenoidi e tonsille non sono altro che linfonodi. Quando si gonfiano, non è più possibile respirare col naso. E per sopravvivere non resta che imparare a respirare a bocca aperta, proprio come fanno i bambini adenoidei.

3. Prima dell’arrivo della medicina commerciale, tutti i medici e quindi anche gli otorinolaringoiatri erano consapevoli del fatto che i bambini adenoidei presentano un’alterazione del bilancio degli ormoni tiroidei e surrenalici.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale e l’acquisizione del controllo dell’insegnamento universitario europeo da parte del complesso bancario-industriale-farmaceutico (negli Stati Uniti ciò era avvenuto già all’inizio del Novecento), la classe medica ha via via perso gran parte delle informazioni riguardanti la valutazione del funzionamento del sistema corpo, e come eventualmente si debbano trattare situazioni disfunzionali, soprattutto a livello metabolico. Oggi il processo di “dimenticanza” si è concluso, e i medici non sono più in grado di riconoscere i malati dall’insieme di sintomi e segni che presentano, perché la semeiotica non viene più insegnata come prima. I medici di oggi si avvalgono di esami di laboratorio di cui consultano i range unicamente “patologici”, spesso senza sapere che esistono anche range “funzionali”, al di fuori dei quali il paziente funziona male e se non interviene e non cambia il suo stile di vita prima o poi finirà per rientrare nei range “patologici”. E a quel punto lo aspettano farmaci sintomatici e operazioni chirurgiche per il resto della vita. Proprio come i medici che seguono gli adulti, anche i medici che si occupano di bambini (pediatri, otorino, dentisti) non sono consapevoli del rapporto che esiste tra adenoidismo e disfunzioni precoci di tiroide e ghiandole surrenali. Questa informazione era condivisa e circolante quando, prima dell’arrivo della medicina commerciale, i medici studiavano manuali che parlavano del rapporto tra disfunzioni ormonali e malattie pediatriche. E oggi è più valida che mai.

4. La disglicemia è l’incapacità relativa di mantenere stabili i livelli di glucosio nel sangue. È una condizione comunissima di quasi tutti gli adulti che vivono in comunità tecnologizzate, urbanizzate, burocratizzate.

La disglicemia è la base per l’ipotiroidismo e l’affaticamento surrenale, oltre a infiammare l’intestino riducendolo a un colabrodo (leaky gut syndrome). Il bilancio ormonale di tiroide e surreni, nella maggioranza dei casi, viene squilibrato ulteriormente e inevitabilmente dal consumo giornaliero di carboidrati raffinati, ed eventualmente dai derivati industriali di latte vaccino pastorizzato proveniente da mucche allevate industrialmente.

Le condizioni di tiroide e surreni, il bilancio glicemico e lo stato funzionale del sistema gastrointestinale sono elementi imprescindibili nella valutazione dei bambini adenoidei. È fondamentale controllare il consumo di alimenti a base di glutine (quindi i carboidrati raffinati, i derivati della farina 00 e non solo), in quanto disglicemia, ipotiroidismo, fatica surrenale e intestino a colabrodo sono fenomeni tra loro correlati (o meglio possono considerarsi le diverse facce dello stesso fenomeno, e si danno man forte tra loro). Per motivi analoghi a quelli del glutine è bene tenere lontani dai bambini adenoidei anche i cibi industriali contenenti caseina, soprattutto se ad un’analisi funzionale dovessero risultare positivi ad ipotiroidismo di tipo autoimmune, o se presentano sintomi neuropsichiatrici.

5. L’adenoidismo si trasmette epigeneticamente

L’epigenetica è la versione moderna e meno commerciale della genetica di cui ci fanno imparare a scuola i rudimenti. La conclusione finale dei rudimenti scolastici della genetica è: sei nato così perché qualcuno in famiglia ti ha trasmesso questa sfiga e ora te la tieni perché non ci si può fare niente.

Genetica uguale destino ineluttabile.

In realtà dagli studi epigenetici si evince che le malattie propriamente genetiche sono l’estrema minoranza, e che il divenire dell’individuo dipende da come l’ambiente che lo circonda interagisce coi suoi punti di forza e di debolezza. Per cui, conoscendo i propri punti di debolezza e modulandoli opportunamente, è possibile controbilanciare i loro effetti alla lunga dannosi sulla qualità e durata della nostra vita.

L’adenoidismo per esempio, pur essendo una sindrome metabolica generale e quindi apparentemente “genetica” nel senso rudimentale del termine, è viceversa suscettibile di miglioramenti e ottimizzazioni epigenetiche a condizione che venga trattata nell’infanzia, con mezzi adeguati, per tutto il tempo che il caso specifico richieda.

Come è noto da sempre, e come è stato dimostrato dall’epigenetica e dagli studi di programmazione fetale, i dismetabolismi e quindi anche l’adenoidismo sono trasmissibili di madre in figlio. Immaginiamo la classica donna disglicemica e dislipidemica che nemmeno sa di esserlo, come ce ne sono tantissime, che affronta una gravidanza prima di aver regolato il proprio metabolismo.

Oggi è noto che una madre in condizioni di esaurimento surrenalico può  sottrarre il cortisolo del bambino attraverso la placenta, mettendolo a rischio di nascere con ipofunzioni surrenali di grado variabile. Poiché le ipofunzioni surrenali sono in grado di precipitare a loro volta lo sviluppo di disfunzioni gastrointestinali e tiroidee, un evento del genere può da solo dare ragione di casi di adenoidismo che si presenta già alla nascita con tutto il suo corteo di sintomi accessori (dalle allergie all’autismo).

Durante, ma soprattutto prima della gravidanza, è importante che i genitori e soprattutto le mamme effettuino un bilancio funzionale del proprio metabolismo, e idealmente sistemino eventuali dismetabolismi prima della gravidanza stessa.

Concludendo…

Gli effetti di dismetabolismi propri dei genitori prima e durante la gravidanza hanno effetti importanti sulla salute dei bambini che nasceranno. Bisogna prevenire, e non mettersi in condizione di dover ricorrere alle cure sintomatiche della medicina commerciale, che dimostra di non avere l’interesse per riconoscere e per recuperare l’insieme dei dismetabolismi infantili che costituiscono la sindrome adenoidea. Ricordate però che i range delle analisi devono essere quelli funzionali e non quelli patologici. E che un medico non vale l’altro.

Cercate non tra quelli che hanno studiato di più (argomenti commerciali) o che hanno titoli accademici, ma tra quelli che hanno usato di più il loro cervello e che, anzitutto, prima che buoni medici, sembrano buone persone.

Dott. Andrea Di Chiara

Per approfondire leggi il libro “Il giusto respiro”


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