Come fare il massaggio al neonato prematuro? Per una riorganizzazione psico-motoria

Abbiamo parlato nel precedente articolo dell’ambiente favorevole al bambino nato prima del tempo e della sua possibile disorganizzazione in relazione agli stimoli esterni. Vediamo oggi come riportare la pace e l’organizzazione nel sistema corporeo del piccolo attraverso il contatto e come effettuare un massaggio dolce al neonato pretemine.

Durante la giornata e durante i momenti dedicati al massaggio, il neonato si trova nel “nido”, una semplice struttura formata da un asciugamano arrotolato e un telino che è pensata per contenere il piccolo, fornendogli sempre dei confini (un po’ come quando si trovava in utero!) anche mentre le mani del genitore si muovono. Se necessario, soprattutto se il bimbo tende a disorganizzarsi molto, durante il massaggio si può attuare anche un contenimento cutaneo, mantenendo i vestiti, oppure usando un telino a copertura del corpo del piccolo. Particolare cura è posta alla posizione del neonato, mantenendo quella che sembra essere la più stabilizzante: spesso è quella prona, a pancia in giù, che permette al piccolo di stare accovacciato su se stesso. Nel prestare grande attenzione al neonato, non dimentichiamo però che il genitore deve essere comodo: in piedi o meglio seduto, dovrebbe stare in una posizione che gli permetta di muoversi facilmente e non costretto, non in allungamento con la schiena, le braccia o le gambe. È importante che i suoi gesti siano dolci e presenti, evitando di trasmettere la propria tensione fisica: sappiamo che l’emozione di poter massaggiare il proprio bambino è già di per sé fortissima e vogliamo accompagnare e supportare questi gesti di accudimento, invece che ostacolarli.

E ora fate un respiro profondo, di pancia, e rilassatevi il più possibile. Fate in modo che le vostre mani riposino, si appoggino: usate il loro peso per contenere il piccolo, con un tocco fermo. Ponete entrambe le mani a coppa a contatto con il corpo del bambino: una resta ferma, appoggiata, a dare stabilità oppure a contenere, mentre l’altra si muove ripetendo un movimento continuo, omogeneo, eseguito sempre nella stessa direzione, uguale a se stesso.

Se il bambino è prono, per esempio, potete tenere una mano ferma sul suo capo e scorrere con l’altra dalla zona lombare fino alle spalle, lentamente, ripetendo lo stesso movimento identico più volte. Se invece il bambino è in posizione laterale, sul fianco, potete tenere con una mano le sue manine ed eventualmente le ginocchia ripiegate in posizione fetale, mentre con l’altra massaggiate scorrendo dalla zona lombare verso le spalle, con lo stesso gesto lento e ripetuto. Riconoscete al piccolo la sua sofferenza: magari state toccando delle parti del corpo che hanno subito dolore e voi siete lì proprio per alleggerire questo dolore e trasformarlo, progressivamente, in piacere. Potete usare la vostra voce per aiutare il bimbo a rilassarsi, usando delle parole chiave come, appunto, “rilassati” o “lasciati andare”. Può essere che possiate proporre al neonato un solo movimento ogni volta che massaggiate, oppure che già il contenimento e il tocco siano sufficienti: ripetete gli stessi passi con pazienza finché non vi accorgerete che il bambino è pronto per il passo successivo, per un nuovo gesto, per un diverso movimento delle vostre mani.

Il neonato è al centro del massaggio, insieme alla mamma o al papà che lo propongono: la stabilità del piccolo deve essere costantemente assicurata tramite l’osservazione dei segnali di disagio (non preoccupatevi, il personale della TIN saprà guidarvi in questo!) ed è necessario che il genitore limiti lo stress con delle facilitazioni. È importante capire che anche questo è parte del massaggio, che in effetti non ha una lunga sequenza, ma è soprattutto volto a rassicurare il piccolo e a far sentire la vostra presenza. Capire come aiutare il neonato a centrarsi e a riorganizzarsi nei momenti di difficoltà significa garantirgli un benessere immediato e supportarlo nell’imparare progressivamente a stabilizzarsi da solo. Il genitore, può usare le sue mani con dolcezza ma fermezza, ponendo fine a un movimento disorganizzato o allo sfarfallio delle braccia e delle gambe, può contenere il piccolo con le mani sicure e presenti, favorire l’avvicinamento della manina o del piedino che il bimbo cerca di riportare a sé, magari con la frustrazione di non riuscire nel suo atto: queste sono piccole cose che aiutano molto a riportare la stabilità nell’organismo del neonato.

Ricordatevi sempre che dalle vostre mani passa un’energia: è l’energia del vostro cuore che attraversa il petto, le braccia e le mani per arrivare ai vostri piccoli, al loro corpo, al loro cuore; è la luce che, con il respiro, entra nel vostro addome e si diffonde progressivamente, come un’onda, fino alla superficie della vostra pelle, arrivando alla pelle dei vostri cuccioli e penetrando nei tessuti, avvolgendoli con il vostro amore. Credete nella vostra capacità di infondere questa energia e l’energia si diffonderà.

Buon massaggio a tutti!

Dott.ssa Nicoletta Bressan, educatrice perinatale e insegnante di massaggio infantile AIMI

*Il massaggio qui descritto si riferisce alle modalità e alle tecniche descritte da Vimala McClure nel libro “Massaggio al bambino, messaggio d’amore”, edito da Bonomi, nonché all’arte e alla pratica diffusa e insegnata dall’Associazione Italiana di Massaggio Infantile, con particolare riferimento al corso “Il bambino pretermine” di Isabella Blanchi


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