L’ombelico e le sue memorie della nascita: armonizzazione globale delle cicatrici

Da anni mi occupo di Armonizzazione Globale delle Cicatrici, cioè di quel trattamento cutaneo ed energetico che può essere eseguito dopo un taglio cesareo (ma anche dopo qualsiasi intervento o incidente) al fine di riequilibrare i tessuti e di rielaborare l’esperienza vissuta.

Questo trattamento è stato formalizzato dall’osteopata David Kanner che ha riunito in un apposito protocollo gli studi di diversi professionisti (primo fra tutti il Dott. Mahe’). Il protocollo è in continua formazione: questo significa che grazie alle esperienze degli operatori di Armonizzazione e le nuove ricerche più recenti, il protocollo si modifica, si aggiorna e si arricchisce di nuove parti.

Negli ultimi mesi, Kanner si è concentrato sullo studio di un’altra cicatrice, che tutti portiamo sulla nostra pelle e nel nostro corpo: l’ombelico.

Nel suo lavoro osteopatico Kanner ha spesso riscontrato sensibilità e problematiche che possono essere riconnesse a quest’area corporea.

Per molte persone l’ombelico è uno spazio intimo, un’area di confine: il trattamento è una questione molto delicata, se non addirittura impossibile.

L’ombelico è il segno del taglio del cordone ombelicale, cioè del collegamento del bambino alla placenta e quindi, a sua volta, con la madre. Forse non tutti lo sanno, ma il cordone ombelicale e la placenta hanno la stessa struttura genetica del feto, quindi possono essere considerati organi propri del bambino, anche se dopo la nascita vanno a diventare progressivamente inutili per la sopravvivenza del piccolo e vengono quindi abbandonati.

Attraverso la placenta il bimbo si nutre e cresce, circondato dal liquido amniotico che lo protegge e lo culla. È una sorta di paradiso ovattato, un posto sicuro in cui il piccolo accresce la sua vitalità ed energia, per prepararsi alla venuta al mondo.

Qualcuno sostiene che alla nascita ognuno perda il proprio paradiso, il proprio benessere e stato di grazia, per catapultarsi in questo mondo caotico. Io, personalmente, penso che siamo concepiti per venire a questo mondo e che quel paradiso sia la preparazione, quasi come il sonno notturno che ristora per potersi svegliare la mattina e vivere un’altra incredibile giornata. Ed è bello svegliarsi ogni mattina e poter sperimentare un sacco di cose! Certo, è più bello se viviamo in un mondo accogliente, con intorno persone che ci vogliono bene e senza stress costante. Questo, nel mio immaginario, significa che non tutti hanno necessità di effettuare un trattamento di armonizzazione della cicatrice dell’ombelico e non per tutti, se effettuato, questo trattamento sarà spiacevole o gravoso.

È fisiologico che ognuno di noi abbia un ombelico; differentemente non è fisiologico avere una cicatrice da taglio cesareo o da incidente o operazione, anche se sicuramente sono cicatrici che, formandosi, ci hanno salvato la vita e di cui dobbiamo essere grati.

Quello su cui forse dovremmo riflettere e da cui prende le mosse, dal mio punto di vista, il trattamento dell’ombelico, è il modo in cui nasce e si forma questa cicatrice, quali sono le emozioni e i vissuti, quali le situazioni in cui il cordone ombelicale si stacca (o viene staccato) e quindi quale memoria si va a imprimere nel tessuto cicatriziale. Perché ogni trattamento cutaneo in realtà tocca corde molto più profonde, storie e vissuti della persona grande o piccola che sia: ogni massaggio è, in realtà, l’approcciarsi a una vita, un modo di affacciarsi sull’interiorità di qualcuno e non solo un mero sfioramento.

Parleremo nel prossimo articolo delle possibili memorie connesse all’ombelico e delle basi del suo trattamento.

Buon massaggio a tutti!

Nicoletta Bressan, educatrice perinatale e insegnante di massaggio infantile AIMI

*Articolo liberamente ispirato allo scritto di David Kanner: La cicatrice du nombril, leggibile a questo link:


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