Bambini ipersensibili: genitori troppo o troppo poco protettivi

Da secoli la sfida di dover in tutti i modi preparare i figli al duro impatto con la vita rende i genitori attenti e preoccupati. Con i bambini ipersensibili si potrebbe ritener giusto temprarne il carattere, convincendoli a nascondere o reprimere questa “eccessiva” emotività, cercando di farli diventare più robusti e resistenti, più pronti ad affrontare le sfide.

In realtà è necessario un bilanciato equilibrio tra l’accettazione di questo tratto e la necessità di attivare strategie per gestirlo al meglio.

Negare la particolare emotività che questa caratteristica comporta, potrebbe portare ad una iperstimolazione, ovvero alla tendenza a sottoporre troppo spesso il bambino a sfide costanti, al superamento dei propri limiti, alla dimostrazione di essere “come gli altri”, ad essere “performante” e adeguato.

Al contrario l’eccessiva collusione empatica ed emotiva del genitore potrebbe condurlo all’iper-protezione del figlio, evitandogli le occasioni di sperimentarsi al limite della propria “zona di comfort”.

Entrambe queste modalità conducono ad estremi altrettanto rischiosi. Genitori troppo o troppo poco protettivi tenderanno a mandare messaggi impliciti che possono generalmente determinare due modi in cui un bambino altamente sensibile si sviluppa: può imparare a spingere se stesso sempre oltre il limite, troppo all’esterno, iperstimolandosi nel lavoro, nei rischi, o nell’esplorazione, oppure può chiudersi dentro se stesso, iperproteggendosi e isolandosi dall’esterno.

Un genitore troppo protettivo rischia di trasmettere implicitamente al figlio:

  • Il mondo è pericoloso
  • Tu non sei al sicuro se non con me
  • Non sei (né sarai mai) pronto per affrontare la vita
  • Non mi fido delle tue capacità di gestire le difficoltà e i rischi
  • Se ti succede qualcosa/se sbagli, io sono perso/muoio, dipendo da te

Un genitore troppo stimolante rischierà di trasmettere invece:

La necessità da parte del genitore del bambino ipersensibile è quella di imparare a regolare gli stimoli e le richieste rispetto ai figli ipersensibili, in base alla consapevolezza di tale tratto e alla necessità del bambino di alternare stimolazione e ritiro, novità e abitudine, socialità e solitudine. In un certo senso ha a che fare con il più ampio compito del genitore di “proteggere” i propri figli, con l’obiettivo di evitargli delusioni, fallimenti e sofferenze che potrebbe non saper gestire ma nel contempo prestando attenzione nel permettergli di conoscere, esplorare, sperimentare e sperimentarsi.

Nei bambini ipersensibili il passaggio dall’ipostimolazione all’iperstimolazione è a volte molto rapido e il limite presto raggiunto: se saremo in grado di rivolgergli richieste adeguate, sperimenteranno le proprie capacità e le proprie forze in modo tale da poter lentamente e con cautela allargare la propria zona di comfort.

Dott.ssa Elena Lupo, Psicologa e Psicoterapeuta ad indirizzo Biosistemico, esercita l’attività clinica a Bologna. Curatrice del blog personealtamentesensibili.it, dal 2016 è la prima esperta italiana di Ipersensibilità nella lista internazionale di HSP Comfort Zone come: “Licensed Therapist HSP-knowledgeable”. Autrice del libro “Il tesoro dei bambini sensibili


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