Che sostegno serve alle neomamme durante le prime settimane dopo la nascita?

Spesso durante la gravidanza di una amica, una parente o una conoscente, ci chiediamo cosa potremmo regalarle per il lieto evento. Partono dunque mille idee, richieste, pensieri etc… ma pochi, anzi pochissimi, pensano di “regalare” un sostegno professionale per le prime settimane dopo la nascita del bambino e della neo-mamma.

Ma perché dovrebbe essere così importante avere un sostegno domiciliare dopo la nascita? Cerchiamo di capire cosa si intende per Puerperio e cosa accade al corpo e alla mente della neomamma nelle prime settimane dopo il parto.
Dal vocabolario Treccani la parola “puerperio” viene definita così:

“Puerperio: s. m. [dal lat. puerperium, der. di puerpĕra «puerpera»]. – In fisiologia, il periodo di tempo di 6-8 settimane che intercede tra l’espulsione della placenta e il ritorno alla normalità degli organi genitali femminili.”

Il secondamento, ossia l’espulsione della placenta, comporta nel corpo della donna un repentino crollo di produzione degli ormoni come progesterone ed estrogeni, con un conseguente calo del tono d’umore che si può manifestare con sbalzi d’umore, disturbi del sonno, insofferenza e pianti apparentemente immotivati e improvvisi.

Quindi alla trasformazione che avviene a livello del fisico, si affiancano anche cambiamenti ormonali, psicologici, sociali, logistici e di organizzazione della vita della diade mamma-bambino e familiare. Il momento in cui tutti, genitori compresi, si aspettano solo emozioni positive, di entusiasmo e felicità, si può trasformare in un periodo di smarrimento e insicurezza durante il quale grandissime gioie e soddisfazioni potrebbero essere accompagnate da ostacoli e difficoltà.

Ne consegue che una mamma possa aver bisogno di sostegno non solo da parte di amici e parenti, ma anche da figure professionali, come ad esempio ostetriche, psicologi, ginecologi e pediatri, che con un lavoro di equipe possono aiutare la neo famiglia ad affrontare le prime settimane di stravolgimento completo.

Infatti tutti i professionisti della sfera perinatale “hanno sempre di più anche un ruolo ‘abilitativo’, nel senso di facilitare l’acquisizione di funzioni nel sistema bambino-famiglia. Un fattore chiave appare la promozione della competenza e della fiducia della mamma nell’accudimento del neonato, aspetto ancora spesso trascurato dagli operatori sanitari ed in particolare dai medici. Sono ampiamente dimostrati i suoi effetti positivi in gravidanza, travaglio e nascita… Gli operatori dovrebbero essere consapevoli delle potenzialità del loro ruolo, in quanto ruolo di sostegno emotivo costante, attento e sensibile ai bisogni del neonato e della famiglia anche durante il puerperio”. [G. Rapisardi]

Le problematiche più frequenti che si presentano nei primi giorni o settimane sono legate alla gestione del neonato e soprattutto all’allattamento, al suo buon avvio e sul suo effetto sui ritmi di vita e del senso di sicurezza o insicurezza della mamma, e soprattutto del suo senso di adeguatezza rispetto alle proprie e altrui aspettative.

Purtroppo ancora troppo spesso le mamme vengono dimesse dal reparto di Ostetricia con un allattamento ancora non ben avviato, se non addirittura con un allattamento definito “misto” (quindi latte materno e latte artificiale), senza però dare consigli o appuntamenti di follow-up né in ospedale, né nei servizi ambulatoriali, ma magari solo il riferimento telefonico dei consultori di zona che spesso però, per problemi di organico, non sono aperti tutti i giorni e ricevono solo con prenotazione.

Nella Linea Guida Assistenza madre-neonato dell’Associazione Culturale Pediatri, le prime settimane dopo il parto vengono definite di “vuoto assistenziale” proprio per questa scarsa comunicazione ospedale-territorio, per la scarsità di servizi o il loro sottoutilizzo da parte dell’utenza anche per poca informazione.

Inoltre nelle prime settimane di vita la mamma difficilmente riuscirà o avrà voglia di uscire di casa per recarsi in luoghi pubblici, ed ecco allora che negli ultimi anni stanno nascendo sempre più progetti pubblici o privati di sostegno alle coppie che prestano servizio a domicilio.

La figura più coinvolta in caso di fisiologia è l’ostetrica, una professionista della maternità che, ancor più se lavora in équipe, può dare consigli sulla gestione del neonato e del suo benessere a tutto tondo, vediamo nello specifico le sue principali attività in questo ambito.

  • Preferibilmente prima della nascita o comunque il prima possibile, pianificare un incontro in cui mettere a punto insieme alla donna il piano per l’assistenza al puerperio, in modo documentato e individualizzato.
  • Essere disponibile all’ascolto e pronta ad accogliere le esperienze della donna, i suoi desideri e le sue paure senza giudizi e pregiudizi.
  • Valutazione dell’ambiente che circonda la donna: sia come logistica della casa (spazi, pulizia, fattori disturbanti), sia come sostegno familiare (soprattutto da parte del compagno).
  • Fornire sostegno in caso di difficoltà o in caso di piccoli cambiamenti, adattamenti o stratagemmi da adottare.
  • Valutazione del benessere materno fisico ed emotivo: parametri di salute generale, involuzione uterina e perdite, cura del perineo
  • Valutazione del benessere neonatale: parametri di salute generale, vitalità, capacità di alimentarsi, crescita, cura del moncone ombelicale, attività motoria e postura, qualità dello stato di allerta, ritmo sonno-veglia…
  • Valutazione dell’allattamento ed eventuale sostegno ed aiuto in caso di necessità.
  • Fornire informazioni riguardo agli stili di vita da adottare dopo il parto (alimentazione, attività fisica, contraccezione…).

Se una mamma ha la fortuna di ricevere un buon supporto familiare e professionale, il periodo più delicato dopo la nascita del suo bambino potrà sembrarle meno difficile, vivrà e supererà in modo più sereno gli adattamenti, le difficoltà e le stanchezze ad esso collegate. Si sentirà completamente competente nell’accudire il proprio bambino e con più tranquillità seguirà il proprio istinto per occuparsi di quella vita così dipendente da lei; prediligendo in generale una cura basata sui bisogni del neonato di contatto, contenimento e amore.

Tutto questo ovviamente si rifletterà in modo più che positivo sulla salute e lo sviluppo del neonato, il quale si sentirà accolto e ascoltato in ogni sua necessità e costruirà un legame forte e solido con la madre; e ci saranno anche effetti positivi all’interno della neo famiglia, infatti il papà sarà più coinvolto e anche lui acquisirà competenze e sicurezze che sosterranno mamma e neonato.

Dott.ssa Roberta Giovanelli, ostetrica e Socia Fondatrice del Gruppo MA.MA

Fonti:

  • NHS, National Institute for Health and Clinical Excellence (NICE): Assistenza di routine in puerperio alle donne e ai loro bambini – Luglio 2006
  • Associazione Culturale Pediatri (ACP): Raccomandazioni per l’assistenza alla madre in puerperio e al neonato
  • Verena Schmid: IL PUERPERIO IN OMBRA, tratto dal n. 95-96 di D&D

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