Latte di mamma e cellule tumorali: la terapia oncologica del futuro è HAMLET

Nel latte della mamma un’arma per combattere diverse patologie tumorali. Di questa scoperta importantissima si è parlato a Firenze, il 7 e l’8 aprile in occasione del dodicesimo Simposio Internazionale sull’allattamento al seno, organizzato da Medela.

Tutto è iniziato nel 1995 con una ricerca sulle proprietà antibatteriche del latte umano. Nel corso dello studio condotto dall’Università svedese di Lund, il team di ricercatori guidato dalla professoressa Catharina Svanborg, ha individuato due componenti che, insieme, esercitano un’azione anti-tumorale. Stiamo parlando di una delle proteine più comuni nel latte materno, l’alfa-lattoalbumina, e uno degli acidi grassi più comuni nel latte materno, l’acido oleico. La combinazione di questi due “ingredienti” è stata chiamata HAMLET (Human Alpha-lactalbumin Made Lethal to Tumor cells, ovvero alfa-lattoalbumina umana resa letale per le cellule tumorali) e si tratta di un potente complesso antitumorale efficace contro più di 40 linee cellulari di linfoma e carcinoma in vitro.

In pratica Hamlet uccide le cellule tumorali senza danneggiare le cellule circostanti. Una scoperta eccezionale.

Nel mio gruppo di ricerca presso la Lund University, in Svezia, studiavamo gli effetti antibatterici del latte materno, alla ricerca di nuovi antibiotici naturali”, racconta la professoressa Catharina Svanborg. “Grande fu la sorpresa quando scoprimmo che una frazione del latte induceva le cellule tumorali a suicidarsi! Questa scoperta fu notevole, dal momento che le cellule tumorali si caratterizzano per la loro capacità di crescere e non morire”.

Da questa prima scoperta la ricerca è proseguita e studi condotti su topi e ratti hanno dimostrato che Hamlet è in grado di limitare l’avanzamento del tumore cerebrale e del cancro alla vescica, riduce il rischio di sviluppare il cancro all’intestino e svolge un’azione terapeutica contro il tumore del colon.

Studi sull’uomo hanno mostrato che Hamlet può eliminare i papillomi cutanei (tumori causati da virus) e che iniezioni locali in pazienti con cancro alla vescica portano all’eliminazione delle cellule tumorali nelle urine”, spiega ancora la professoressa Svanborg. “Ma il fatto più sorprendente è che la morte cellulare interessa solo il tessuto tumorale nella vescica, mentre il tessuto sano adiacente non viene danneggiato e i pazienti non subiscono effetti indesiderati tossici”.

Non solo. Gli effetti sono praticamente immediati dato che il trattamento con Hamlet nei pazienti con tumore alla vescica ha comportato una diminuzione delle dimensioni del tumore dopo una settimana soltanto di somministrazione.

Studi approfonditi sul meccanismo d’azione di Hamlet hanno mostrato che il complesso si introduce nelle membrane delle cellule tumorali raggiungendone il nucleo (centro) e accumulandosi al suo interno, per poi impedire alle cellule tumorali di creare nuovi elementi cellulari costitutivi essenziali e di moltiplicarsi.

Ciò impedisce ai tumori di crescere, diffondersi e prendere il sopravvento sui tessuti sani distruggendone le funzioni vitali.

Ad oggi, secondo gli esperti, Hamlet rappresenta una grande promessa: gli studi continuano per creare un farmaco che possa offrire nuove possibilità terapeutiche contro tumori rari da sempre difficili da curare.

È incredibile pensare che il nutrimento che la natura ha perfezionato nei secoli per i nostri bambini oltre a proteggere la loro salute, possa offrirci un’arma per combattere una malattia come il cancro. Da “amore liquido” a preziosa medicina per tutti.

Il latte della mamma, da sempre legato a un potente gesto d’amore, ora è destinato a diventare una promessa di guarigione, di salute ritrovata, di vita, per chi si troverà a combattere una battaglia difficile come quella contro il cancro.

Giorgia Cozza


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