Ombelico del bambino e della mamma: il massaggio per l’Armonizzazione Globale delle Cicatrici

Nello scorso articolo abbiamo introdotto l’approccio di Armonizzazione Globale delle Cicatrici per il trattamento dell’ombelico. Vedremo oggi insieme quali tipi di memorie potrebbero essere connesse con la formazione della cicatrice dell’ombelico e le basi del trattamento.

Quando un bimbo nasce, spesso il cordone ombelicale viene reciso quasi immediatamente, magari con un gesto di fierezza del padre, a cui è deputato questo rito di “passaggio nel mondo” del suo piccolo. Da molti anni, però, i fautori della nascita dolce si battono per ritardare il taglio del cordone ombelicale, attendendo che smetta di pulsare, per far sì che tutto il sangue che è contenuto nella placenta passi al piccolo e non vada perduto. È infatti dimostrato che, attendendo almeno un minuto dalla nascita (ma ancor di più aspettando che il cordone diventi bianco e smetta totalmente di pulsare), l’afflusso di ossigeno e di ferro al corpicino del bimbo sia molto più corposo, permettendo così di ossigenare e vitalizzare tutti gli organi del piccolo e di fornirgli una riserva di ferro che lo preserverà da carenze e anemie negli anni a venire. Purtroppo anche la pratica della cosiddetta “donazione del cordone” prevede in realtà un prelievo di sangue dal cordone stesso (e non l’uso di un organo inerme ormai praticamente inutile, come molti pensano): anche questa pratica priva il bimbo del suo sangue, che andrà a essere utilizzato per scopi di ricerca o per aiutare altre persone, ma, sostanzialmente, cagionando il piccolo.

Sempre più spesso si sente parlare di Nascita Lotus o Lotus Birth: con questo termine si indica la pratica di non recidere il cordone ombelicale ma di lasciarlo attaccato al corpo del bimbo (e quindi alla placenta) fino a che non si stacchi da solo, permettendogli un ingresso più dolce al mondo e lasciando che sia il suo corpo a stabilire i tempi dell’adattamento. Senza entrare nei dettagli di questa scelta interessante, ma indiscutibilmente impegnativa e consapevole, possiamo considerare quanto l’attesa sia importante nel separare il bimbo dal suo cordone, che per tanti mesi lo ha accompagnato e tenuto in vita.

Quando la separazione del piccolo dalla sua placenta avviene con fretta, oppure con urgenza, il passaggio nel mondo è immediato, quasi violento: costringe il bimbo a effettuare un grande respiro per incamerare l’ossigeno che non affluisce più dal cordone e a rendersi conto velocemente di essere in un luogo differente da quello in cui ha vissuto per tanti mesi. Spesso, soprattutto nei casi di emergenza, questo passaggio avviene in un ambiente tutt’altro che ovattato: luci forti, alti toni di voce, suoni dei macchinari, tensione muscolare di chi maneggia il piccolo; tale esperienza si inscrive nella memoria corporea del piccolo e della cicatrice che si va formando.

Se pensiamo che la pelle ha la stessa origine embrionale del sistema nervoso centrale, dell’ipofisi, della ghiandola mammaria e delle surrenali, possiamo capire quanto una cicatrice, porta fra due mondi (quello interno-corporeo e quello esterno-ambientale), possa essere sensibile e avere forti risonanze in tutto il corpo. Per tale motivo può avere senso effettuare un trattamento di Armonizzazione Globale della Cicatrice, liberando le emozioni sedimentate.

Come di consueto, il trattamento segue il protocollo dell’Armonizzazione, di cui il massaggio del ventre con la crema Rescue Remedy e la pulizia dal punto di vista energetico della cicatrice sono elementi importantissimi. Fondamentale, in questo caso, è anche l’avvicinamento all’ombelico, il rispetto dei tempi e la possibilità di non trattare la zona se ci si accorge del disagio intenso del bambino o dell’adulto trattato, proprio nella consapevolezza di andare a lavorare in un punto privato e sensibile della persona. Chi sperimenta il trattamento, spesso percepisce un movimento circolare, quasi come un vortice, una discesa verso se stessi; non è detto che la sensazione sia negativa, a volte c’è un fastidio iniziale superabile, a volte è un’esperienza bellissima: l’ultima donna con cui abbiamo parlato ha raccontato che le sembrava di fare un viaggio in una costellazione luminosa!

L’importante è sempre dare il tempo e darsi tempo, anche di sospendere un trattamento qualora il disagio sia grande, ricordandosi che, poiché ogni volta che si tocca un corpo in realtà si incontra una vita, sarà la persona a scegliere di renderci partecipi e noi avremo l’onere di rispettare quello che incontreremo.

Buon massaggio a tutti!

Nicoletta Bressan, educatrice perinatale e insegnante di massaggio infantile AIMI, curatrice della rubrica “Massaggiare il bambino e la mamma”

Riferimenti Bibliografici:

  • Effect of delayed versus early umbilical cord clamping on neonatal outcomes and iron status at 4 months: a randomised controlled trial, BMJ 2011;343:d7157.

  • Ibu Robin Lim, Lettera aperta sui Diritti umani dei bambini alla nascita, 7 giugno 2014, Tradotta e diffusa da Elena Skoko e Alessandra Battisti

  • Gupta R., Ramji S., Effect of delayed cord clamping on iron stores in infants born to anemic mothers: a randomized controlled trial, Indian Pediatrics, 2002 Feb;39(2):130-5.

  • Mercer J.S., Erickson-Owens D.A., Rethinking Placental Transfusion and Cord Clamping Issues, The Journal of Perinatal & Neonatal Nursing, 2012 Jul-Sep;26(3):202-17.

  • Journal of Tropical Pediatrics, Vol. 58, No. 6, 2012.

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