Ritorno alla fertilità dopo il parto… E metodi contraccettivi e l’allattamento

Tra i vari fenomeni peculiari del dopo-parto, oltre all’alimentazione del neonato, al suo accudimento, al riassestamento ormonale…vi è il ritorno alla fertilità.

Durante i nove mesi di gestazione il corpo materno ha interrotto temporaneamente il ciclo ovarico (e quindi la mestruazione) per concentrarsi completamente alla crescita e allo sviluppo del feto.

La prolattina (ormone deputato alla produzione di latte) inibisce l’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio che regola il ciclo mestruale: ecco perché nelle settimane e nei mesi dopo il parto è assente la mestruazione. I livelli di prolattina sono influenzati dallo stimolo mammario: nelle mamme che allattano i livelli di prolattina sono elevati, al contrario nelle mamme che offrono il latte artificiale la prolattina avrà un dosaggio minimo. Nel primo gruppo, i cicli saranno anovulatori e il più delle volte con assenza della mestruazione; nel secondo gruppo invece il ciclo potrebbe ripresentarsi nei primi mesi dopo il parto.

Sopraggiunto il parto, il corpo si adopererà per ritornare alle sue condizioni pre-gravidiche. Un evento importante che ci si aspetta è il capoparto, ovvero il primo flusso mestruale che si presenta dalla fine delle lochiazioni (perdite ematiche nei primi giorni dopo il parto). Le lochiazioni possono perdurare per qualche settimana fino alla 4°-6° settimana dopo il parto; è importante quindi fare la visita ostetrica di fine puerperio per confermare che tutti i fenomeni di ri-assestamento siano conclusi o stiano procedendo al termine (involuzione uterina, lochi, cicatrizzazione di eventuali lacerazioni…).

Se non ho ancora avuto il ciclo mestruale, come faccio a sapere se sono fertile? E se ho già avuto il capoparto, come faccio a sapere se i miei cicli sono ovulatori?

Con la gravidanza e il parto le donne imparano a scoprire e a conoscere il proprio corpo, prendono coscienza dei muscoli del pavimento pelvico, guardano il proprio utero che cresce insieme al proprio bambino. Perché non continuare anche dopo il parto? I primi segni di un ritorno alla fertilità sono:

  • Il Muco cervicale: il primo segno da valutare è la presenza o meno del muco (sugli slip, sulla carta igienica). Il muco viene prodotto se gli ormoni agiscono a livello vaginale (quindi se c’è un “movimento” del ciclo). Per capire se il muco presente è sintomo di ovulazione occorre valutare se è un muco filamentoso e trasparente, al contrario un muco opaco e denso è sintomo di non-fertilità (ma allo stesso tempo significa che gli ormoni stanno iniziando ad agire).
  • La temperatura basale: si intende la temperatura in condizioni basali, ovvero appena svegli prima di compiere qualsiasi attività. È importante non scegliere la temperatura ascellare dato l’aumento fisiologico di qualche grado per l’attività delle ghiandole mammarie. La rilevazione va effettuata ogni mattina all’incirca alla stessa ora e allo stesso livello (rettale o vaginale). Se si registra un aumento della temperatura di almeno 0.2-0.5°C (rispetto alla temperatura media) che duri per almeno tre giorni significa che è avvenuta l’ovulazione (lo si riconosce quindi a posteriori).
  • Il collo dell’utero: se si ha confidenza col proprio corpo, si valuta se l’orifizio uterino esterno è rivolto verso l’indietro, se centrale oppure se è rivolto in avanti (rispetto al canale vaginale). L’orifizio, al tatto, ha una forma svasata e appiattita nelle donne che hanno partorito per via vaginale, una forma più tondeggiante (come un puntino) nelle donne che hanno partorito mediante cesareo. Se notiamo che il collo dell’utero è posizionato centralmente oppure verso il davanti, significa che il ciclo si sta riattivando.

Se voglio aspettare prima di avere un’altra gravidanza, quali metodi contraccettivi posso valutare?

Parallelamente allo studio del proprio corpo, occorre ricordare che ci sono i metodi contraccettivi e i metodi per distanziare le gravidanze (qualora la coppia voglia aspettare per una futura gravidanza).

 – Il neonato non deve avere più di 6 mesi;
–  Non deve esser sopraggiunto il capoparto;
–  Allattamento esclusivo al seno (nel vero senso della parola per cui nessuna aggiunta di altri alimenti o liquidi);
–  Effettuare almeno 6 poppate diurne (intervallo di non più di 4 ore) e almeno 1 di notte (intervallo di non più di 6 ore).

Se vengono soddisfatti tutti i criteri (senza nessuna esclusione) il LAM garantisce una copertura del 98% (indice di Pearl).

  • Pillola progestenica: compatibile con l’allattamento. Nelle mamme che allattano è consigliato, di solito, alla fine del puerperio e quindi dopo 4-6 settimane; nelle mamma che usano il latte artificiale è consigliato assumerla qualche giorno/settimana dopo il parto data la mancanza di inibizione della prolattina.
  • Contraccezione Estro-progestenica (pillola, anello, cerotto): sconsigliata per le mamme che allattano perché gli estrogeni svolgono un’azione opposta alla prolattina e quindi potrebbero condizionare la produzione di latte. Prescrivibile dopo le 4 settimane dal parto per le mamme che usano il latte artificiale (nel puerperio il rischio trombo-embolico è ancora elevato).
  • Metodo a barriera (preservativo maschile o femminile, diaframma): sono utilizzabili liberamente dopo il parto. Se fosse necessario l’utilizzo di un lubrificante, si consiglia quello a base di acqua evitando quello a base di olio in quanto potrebbero indurre la rottura del preservativo. Per il diaframma è invece consigliato aspettare le 6 settimane quando l’utero ritorna a dimensioni extra-gravidiche.
  • Impianto sottocutaneo: non influenza l’allattamento per cui può essere inserito dopo le 6 settimane dopo il parto.
  • Spirale: può essere inserita entro 48 ore dopo il parto ma c’è un maggior rischio di espulsione per cui è consigliato aspettare la 4° settimana.

Come accennato nella sezione dello studio del proprio corpo, esistono anche i metodi naturali tra cui il metodo della temperatura, di Billings (muco cervicale): sono consigliati fin da subito anche se il riassestamento del puerperio può rendere difficile la valutazione. Per i metodi naturali è importante essere accompagnati da un professionista sanitario che possa consigliare ed aiutare nell’interpretazione dei dati.

Dott.ssa Antonella Schiavello, ostetrica esperta in Fisiologia e Patologia dell’Allattamento, Socia Fondatrice del Gruppo MA.MA 

Fonti: La contraccezione per la donna che allatta. Ministero della Salute (2014)
Contraccezione dopo il parto: http://www.saperidoc.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/243


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