SOS Mamma: Come applicare la “disciplina dolce” con mia figlia di 3 anni? Non è facile!

Domanda: “Mi piacerebbe proprio riuscire ad essere un genitore che offre la “disciplina dolce”. Però, nel pratico, faccio fatica a capire come dovrei comportarmi se mia figlia di tre anni corre in casa o comunque cammina come un soldato. Ogni volta le spiego che ci sono persone sotto il nostro appartamento e che correndo potrebbe cadere e farsi male (come puntualmente capita). Per quanto riguarda insegnare con l’esempio, specifico che in casa sicuramente non corro e ho sempre le ciabatte e non le scarpe.

Federica”

Cara Federica,

innanzitutto ti do ragione, anche se la teoria ci conquista, non è sempre immediato capire come applicare la “disciplina dolce” alle situazioni quotidiane. Anzi, spesso non è facile. Come nel caso che ci racconti tu. Quindi ti ringrazio perché il tuo messaggio ci offre l’occasione per approfondire l’argomento.

Darti suggerimenti a distanza, senza conoscere la tua bambina, ovviamente è difficile, ma proviamo ad elencare alcune strategie che potrai valutare e “personalizzare” per adattarle alla vostra realtà.

Una premessa doverosa riguarda l’età della tua bambina. So che lo sai già, ma è importante sottolineare che a tre anni è davvero un’impresa quasi impossibile camminare piano e non correre.

Per la maggior parte dei bambini piccoli (ma anche per i più grandicelli) correre e saltare è proprio un’esigenza fisica, quindi è un grande sforzo quello che gli chiediamo quando domandiamo loro di trattenersi. Detto questo, resta il fatto che dobbiamo fare i conti con la realtà e quando si abita in un appartamento per un discorso di rispetto verso i vicini e di quieto vivere, è spesso necessario porre delle limitazioni ai bambini, anche se queste limitazioni richiedono un sacrificio da parte loro.

Però, ecco, è giusto ricordare che di questo si tratta: gli stiamo chiedendo un sacrificio. Questo forse ci aiuterà a reagire con maggior empatia e comprensione quando dimenticheranno o proprio non riusciranno a rispettare regole e divieti.

Ma vediamo come aiutare la tua bambina a ricordare questa regola. Il primo passo è quello che tu hai già messo in pratica, ovvero spiegarle le motivazioni per cui è necessario non correre. Come spesso accade con i bambini piccoli, questa spiegazione dovrà essere ripetuta con grande pazienza, più e più volte, perché venga compresa e interiorizzata. A volte il fatto di dover ribadire spesso una norma che ci appare tanto semplice ci stupisce ma, come abbiamo detto, per un bimbo piccolo trattenersi dal correre non è immediato, e in generale regole e divieti devono essere ripetuti, con calma (sarebbe meglio non perdere la pazienza!) e con convinzione.

Quando si spiegano a un bambino piccolo i motivi per cui i nostri passi pesanti infastidiscono i vicini, conviene rendere la situazione il più concreta possibile. Il concetto di fastidio è un po’ generico, meglio raccontare che alla signora Rosa (usiamo il nome dei vicini), poverina, viene un mal di testa molto forte e poi deve andare a letto, e non riesce neanche a preparare la cena/leggere un libro/fare i suoi compiti. Descriviamo cos’è un mal di testa, facciamo capire che è qualcosa di realmente brutto, perché la bimba possa capire l’utilità della sua rinuncia (a correre e saltare).

Per comprendere meglio il concetto un po’ astratto di fastidio, si può anche provare a fare rumore insieme, ad esempio, invitando la bimba a battere forte con un mestolo di legno contro una pentola mentre voi fate la stessa cosa. Terminato il gioco, spiegate che un baccano molto forte che dura tanto tempo fa venire mal di testa, fa male alle orecchie, impedisce di leggere/giocare/guardare i cartoni animati tranquilli.

Una volta chiarite le motivazioni per cui è necessario fare attenzione mentre si cammina in casa, è il momento di offrire delle alternative piacevoli. Individuiamo nell’arco della giornata o della settimana delle situazioni in cui si può correre e saltare liberamente anche all’interno dell’abitazione. Qui dovrete vedere voi in base alla vostra realtà, ma se esiste il modo di verificare che i vicini non siano in casa, quello può essere il momento giusto per sfogarsi un po’. Presentate alla bambina questa soluzione: quando la signora Rosa è in casa, camminiamo sempre piano; quando non è a casa, allora facciamo le corse. Se ci si abitua a questa routine, a un certo punto sarà la bimba stessa a chiedervi se i vicini sono in casa o meno per sapere come regolarsi.

Potreste anche cimentarvi con un bel lavoretto da realizzare insieme: costruite un semaforo con dei cartoncini colorati (in modo da poter alternare rosso e verde) e appendetelo in bella vista (ad altezza di bimbo), il verde segnalerà che ci si può muovere in libertà, il rosso indicherà che bisogna fare piano.

Se vi è più comodo, potete individuare come momenti di sfogo le passeggiate all’aria aperta: in casa camminiamo piano, ma al parco si corre e si salta quanto si vuole. È importante per un bambino avere l’opportunità di muoversi liberamente, sfogarsi, sperimentare le proprie abilità e conoscere le potenzialità del proprio corpo. Leggo nel tuo messaggio il timore che la bimba si faccia male, ma si è visto che i bambini che hanno occasione di fare movimento sono quelli che più raramente si fanno male.

Un altro passaggio importante. Non manchiamo di notare quando la piccola ricorda la regola, e di dichiarare il nostro apprezzamento per il suo impegno e i suoi sforzi.

Infine, un aiuto può venire dal gioco. Andiamo insieme a comprare un paio di ciabattine o di calze antiscivolo che piacciano alla bimba e raccontiamo che quelle sono ciabattine/calzine magiche. Sono le ciabattine silenziose che scivolano sul pavimento senza fare neanche un po’ di rumore. Se non vogliamo procurarci delle ciabatte nuove, facciamo un bell’incantesimo su quelle vecchie, rendendole magiche.

Se amate raccontare storie, potete inventare un racconto ad hoc, che abbia per protagoniste ciabattine magiche e/o fate e folletti che indossano ciabattine del silenzio.

Concludiamo ricordando che i bambini non hanno mai cattive intenzioni, a volte non riescono a mettere in pratica quanto richiesto dai genitori perché la richiesta è davvero molto impegnativa per loro. Quando dobbiamo muovere un rimprovero per un comportamento sbagliato, non usiamo toni sgarbati, e sottolineiamo in modo chiaro che ad essere in discussione è quel comportamento, non il bambino stesso. Si ottiene di più con la gentilezza e la pazienza che con le urla e le punizioni.

Ultimissima. Confido che i vicini sappiano accettare con un sorriso un po’ di rumore quando arriva da un bimbo di tre anni.

I bambini piccoli non sono fatti per parlare piano, camminare piano, vivere piano. Sono bambini. Noi siamo adulti e dovremmo essere in grado di comprendere le loro esigenze.

Troppo spesso la nostra società dimentica che il mondo è anche dei bambini, loro sono il nostro futuro, sono la parte migliore di noi. Cerchiamo di rispettarli e di proteggerli.

Giorgia Cozza


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  • Federica

    Sono onorata di aver ricevuto la risposta alla mia domanda tramite un articolo scritto appositamente “per me”.
    Grazie mille, cercherò di mettere in pratica i consigli, apprezzatissimi.
    Con grande stima.

  • Giorgia

    Grazie a te Federica, per aver offerto l’occasione per affrontare un argomento che si è rivelato di interesse per molte mamme! Un caro saluto a te e alla tua bambina 🙂