La voce, il dialogo, la relazione: imparare a parlare con i bambini, fin da neonati!

Che cos’è la voce? È qualcosa di speciale perché riesce ad essere allo stesso tempo un suono e uno strumento. È la vibrazione delle nostre corde vocali, ma è anche il nostro mezzo di comunicazione più potente. Con le parole ed ancor più con il tono che utilizziamo, possiamo esprimere una gamma infinita di emozioni.

La nostra voce è qualcosa di estremamente personale, inconfondibile, una volta raggiunto lo sviluppo muta poco nel corso degli anni, al punto che se non vediamo una persona che amiamo per lungo tempo, ricordiamo comunque perfettamente la sua voce e siamo in grado di riconoscerla in mezzo a mille altre.

Ecco perché è così importante parlare ai bambini. Da subito.

All’inizio la nostra voce serve ad aiutarli a riconoscerci: i neonati, stranieri in questo mondo, ritrovano la voce di mamma, che sentono sotto forma di vibrazione fin dalle prime settimane di gestazione, e le voci di chi ha parlato con loro sul finire della gravidanza, il papà, i fratelli. Se si parla con un bambino in maniera dolce, quasi sussurrando, fin dai primi istanti di vita, la nostra voce funziona come un faro nelle tenebre, come un canto d’amore.

Nei primi mesi serve poi per orientarsi: se spieghiamo con parole semplici ai bambini tutto ciò che facciamo, si sentono rassicurati dalla calma che trasmettiamo. Durante il rito del cambio del pannolino per esempio, spesso i neonati piangono perché non sanno ancora cosa succede e utilizzano l’unico mezzo che hanno per chiedere contenimento; se gli parliamo raccontando le nostre azioni e accompagnandole ai gesti, capiranno dal tono della nostra voce che non c’è nulla di pericoloso in quello che sta accadendo e che siamo lì accanto anche se la loro vista non è ancora perfetta o se non riconoscono ancora il tocco delle nostre mani.

Via via che un bambino si abitua ad essere accompagnato dalle parole, per quanto piccolo sia e pensiate che non possa comprendere appieno il significato di quello che state dicendo, imparerà ad associare i suoni agli oggetti, alle azioni, alle situazioni. Ecco perché è così importante parlare anche ai neonati, rivolgendovi direttamente a loro, non soltanto agli altri adulti presenti nella stanza. È così che i bimbi si abituano più facilmente a questo nuovo mondo ed è anche così che imparano e che vengono gettate le basi per l’acquisizione del linguaggio.

Quando i vostri figli cresceranno, sarà importante spiegare loro il perché delle cose, per apprendere e per motivare i vostri sì e i vostri no, nel rispetto del piccolo a cui vengono date delle spiegazioni esattamente come faremmo con un adulto.

Attraverso le nostre parole i bambini imparano anche a riconoscere le loro emozioni: “Vedo che sei arrabbiato“, “Mi sembri molto stanco“, “Sono tanto contento di vederti così felice!“.

Ma anche se verbalizziamo le nostre di emozioni, loro possono coglierle più facilmente, dando un senso a quello che colgono senza pensare che abbia sempre e comunque a che fare con loro. Un esempio su tutti è quello di una discussione tra genitori, durante la quale il bambino sente la tensione e si allarma, ma con le parole possiamo aiutarlo a capire e a tranquillizzarsi: “Mamma e papà ogni tanto litigano ma si vogliono bene lo stesso“. Oppure se c’è un evento in vista, che sia l’arrivo di un fratellino, l’ingresso a scuola o anche una semplice visita dal medico, è importante spiegare cosa accadrà in modo tale che il bambino si senta tranquillizzato dal modo in cui gli parliamo, anche se ci sembra troppo piccolo per capire.

Crescendo sarà lui stesso ad imparare ad utilizzare questo mezzo di comunicazione per esprimere le proprie emozioni e lo farà proprio perché lo ha imparato da noi! I bambini non sono mai troppo piccoli perché ci si rivolga a loro considerandoli come esseri umani.

“Ciao, io sono papà”, ha detto un padre che conosco bene ai suoi figli la prima volta che li ha visti… Con infinita semplicità e saggezza, senza dare per scontato che lo avessero riconosciuto, ma aiutandoli a farlo riconoscendoli lui per primo come persone a cui rivolgersi.

Si parla con qualcuno quando c’è un interesse, quando c’è una relazione. Iniziamo a creare noi questa relazione con la nostra presenza, con l’abbraccio, con l’affetto, ma anche con la nostra voce.

Dott.ssa Valeria Cortese, psicologa perinatale e consulente del sonno del bambino, Socia Fondatrice del Gruppo MA.MA


Potrebbero interessarti anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di sicurezza * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.