Sonno dei bambini, assistenza alla maternità: quando c’è bisogno del professionista, di chi fidarsi?

In materia di perinatalità ultimamente spuntano professionisti da tutte le parti. Sembrano esser nati nuovi mestieri, quasi che occuparsi di un’area così importante della vita di una donna e di una famiglia e dello sviluppo psicofisico dei piccoli fosse ormai diventato alla portata di tutti.

Ma cosa significa davvero “un professionista”?

Di chi possono davvero fidarsi i genitori? Ma come distinguere un operatore serio da uno che invece non lo è?

La parola professionista significa “chi esercita professionalmente un’attività intellettuale”. Se ci fermassimo a questa semplice definizione, sembrerebbero quasi non essere necessarie un’attenzione o una preparazione particolari per svolgere un qualunque tipo di attività. Ma è quel “professionalmente” a fare la differenza, perché con quel termine si definisce la “qualità di chi svolge il proprio lavoro con competenza, scrupolosità e adeguata preparazione professionale“.

Ed ecco qui il nodo. Perché ultimamente, purtroppo, nel settore dell’assistenza alla maternità ed in particolare rispetto al sonno dei bambini e all’allattamento, fioccano professionisti senza professionalità. Persone che esercitano sì una professione, propongono le loro attività, ma lo fanno senza avere una formazione, una preparazione adeguata, talvolta perfino senza titoli, legittimati semplicemente dal fatto che non appartenendo a nessun ordine professionale non sono perseguibili per legge.

Per esempio, a proposito di “nanna e sonno del bebè”…

Ma quali danni può fare qualcuno che si propone come professionista senza esserlo? E quali sono “i nuovi esperti” a cui i genitori devono prestare maggiore attenzione?

In materia di sonno del neonato, chi non abbia una preparazione specifica non può conoscere a fondo la fisiologia e la psicologia neonatale e conseguentemente quella del sonno, per cui rischia seriamente di dare consigli sbagliati e di non contribuire al benessere del bambino e della famiglia. Talvolta addirittura queste persone propongono interventi che vanno assolutamente contro quelli che sono i bisogni irrinunciabili dei bambini, facendo leva sul fatto che genitori magari poco informati o semplicemente affaticati dalla carenza di sonno, credono di fare la cosa giusta per loro figlio sulla base di quello che viene loro proposto dall’esperto di turno.

Ci riferiamo in particolare a chi non solo propone ancora di applicare il metodo del pianto controllato, ma addirittura suggerisce di recarsi a casa per farlo al posto dei genitori! Salta subito all’occhio come le parole “applicare il metodo” e “controllato” stonino se messe in relazione ad un bambino. I bambini sono persone, non oggetti da riprogrammare.

Lasciar piangere a lungo un bambino senza intervenire può recare disagi importanti, al punto che perfino il famoso autore che ne fece un libro ritrattò e si scusò pubblicamente (ma il libro viene ancora venduto). Inoltre l’area del sonno è così delicata, che se in un momento di estrema difficoltà emotiva come quella del pianto prolungato interviene un estraneo e non una figura familiare, il bambino si sentirà disorientato e sperimenterà sentimenti di grande confusione rispetto all’assenza del genitore. Questi interventi vengono proposti unicamente per rendere “indispensabile” quel consulente (che logicamente si fa pagare cifre astronomiche) quando nella realtà il vero professionista è colui che è in grado di fornire al genitore gli strumenti per gestire una determinata situazione, senza farlo al posto suo!

… E per quanto riguarda l’assistenza alla nascita?

Per quanto riguarda invece l’assistenza alla nascita, il dopo parto e l’allattamento, quasi tutto il percorso (gravidanza, parto e puerperio) è conteso tra professionisti e non-professionisti (ovvero mancanza di requisiti fondamentali come indipendenza intellettuale, percorso di studi ben definito e legittimato, iscrizione all’Albo e quindi soggetti a supervisioni ed eventuali richiami). Sottolineiamo come queste fasi siano scandite da alcuni processi biologici ed anatomici ben definiti: è fondamentale quindi garantire un’assistenza basata su evidenze scientifiche e comprovate dalle massime autorità sanitarie (primo fra tutti l’Organizzazione Mondiale della Sanità). Un professionista sanitario, in quanto tale, è obbligato per legge all’Educazione Continua in Medicina (i fantomatici corsi di aggiornamento): si evince quindi che un sanitario DEBBA garantire un’assistenza nel rispetto del progresso scientifico.

Sappiamo bene che, soprattutto in ambito perinatale, la testimonianza e il supporto di altre mamme (e anche dei papà) copra un ruolo fondamentale, soprattutto nel momento in cui si stanno avendo dei dubbi nell’accudire il proprio bambino e il pensiero che altre mamme abbiano provato il nostro stesso sentimento ci rincuora e ci permette di affrontare più serenamente il difficile ruolo di genitore.

È altrettanto vero, però, che nel momento in cui ci troviamo di fronte a difficoltà nell’accudimento del nostro bambino, che non ci lasciano vivere serenamente il rapporto con lui e che non riusciamo a superare da soli, oppure grazie al supporto di familiari o amici, forse ci troviamo nella condizione di far riferimento ad un esperto del settore.

Ma perché proprio un esperto?

Un professionista del settore porta con sé un bagaglio di conoscenze ben più ampio, costruito in anni e anni di studi, collabora con le figure mediche ed ha una formazione a 360° sulla Donna e sul neonato. Ecco perché richiede un compenso per la sua prestazione ed ecco perché diffidare assolutamente di chi invece lo chieda senza avere alcuna formazione specifica, spesso peraltro senza autorizzazione legale e senza rilasciare adeguata fattura.

I 3 criteri per capire se il professionista è davvero un esperto

Quali possono essere allora dei parametri per orientarsi nel caso si senta la necessità di farsi consigliare o sostenere? Qui di seguito tre semplici criteri che rispondono alla domanda: quando un professioista èdavvero un esperto?

  1. Quando, se richiede un corrispettivo per la sua consulenza, ha una formazione inerente la fisiologia, la psicologia, l’ostetricia o la medicina, che siano esse perinatale, neonatale o infantile: un vero esperto ha alle spalle percorsi universitari e approfondimenti specifici per chiedere di essere pagato per il proprio lavoro.
  2. Quando non propone un metodo rigido e uguale per tutti: i bambini sono diversi tra loro, le famiglie hanno storie diverse. Se da un lato è vero che alla base del sonno e dell’allattamento ci sono importanti aspetti fisiologici che possono darci delle linee guida e che i suggerimenti pratici sono utilissimi per gestire le difficoltà, è anche vero che esiste la variabilità individuale e che i consigli vanno adattati ad ogni situazione in maniera specifica.
  3. Quando rispetta voi e il bambino: qualunque intervento che abbia un impatto negativo sulla serenità vostra e di vostro figlio, non è l’intervento di un professionista. Qualunque intervento che non sia rispettoso della fisiologia, che forzi la mano o che acceleri i tempi, non è l’intervento di un professionista. Qualunque intervento che voglia sostituirsi alla figura genitoriale, non è l’intervento di un professionista. Ricordatevi sempre che l’obiettivo deve essere il benessere del bambino e della famiglia, non devono esserci disagi né tanto meno sofferenza fisica o emotiva.

Qualunque vero esperto del settore sa che i piccoli ricercano fisiologicamente la vicinanza e che ogni cambiamento va proposto con gradualità, nel rispetto della persona (perché anche i bambini sono persone!) e va applicato con disponibilità ed affetto. Qualunque professionista sa che tutte le mamme sono in grado di prendersi cura del loro bambino in maniera naturale, sia in relazione alle cure che all’allattamento.

Ascoltate il vostro istinto, ascoltate la vostra pancia…. se qualcosa dentro di voi dice “non sono convinto di affidarmi a questa persona” molto probabilmente avete ragione.

Ricordate che mettersi in discussione come genitori, informarsi e chiedere consiglio (se necessario) è indice di grande maturità e attenzione. Ma ricordate soprattutto, sempre e comunque, che gli unici veri grandi esperti dei vostri figli, siete voi.

Dott.ssa Valeria Cortese, psicologa perinatale e consulente del sonno del bambino, Socia Fondatrice del Gruppo MA.MA

Dott.ssa Roberta Giovanelli, ostetrica e Socia Fondatrice del Gruppo MA.MA

Dott.ssa Antonella Schiavello, ostetrica esperta in Fisiologia e Patologia dell’Allattamento, Socia Fondatrice del Gruppo MA.MA 

Dott.ssa Wilma Zonca, Psicologa Perinatale e Psicoterapeuta, Socia Fondatrice del Gruppo MA.MA


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