Questione vaccini: attenzione ai giornalisti che deformano la realtà

Un paio di giorni fa, in prima pagina sulla Stampa, è apparso l’ennesimo scritto (vedi l’articolo) a favore del decreto Lorenzin, a firma di Gianluca Nicoletti. Le solite ridicolaggini, ben inteso, comuni a tutti i commentatori e giornalisti collusi con i poteri forti, e cantori del pensiero unico. E tuttavia qui c’era, in effetti, qualcosa in più: un’acredine, una velenosa arroganza, l’alterigia di chi sa che può permettersi di sostenere con disinvoltura le idee più assurde perché sa che sta rendendo un servizio al sistema di potere. E allora ecco un esempio di perla giornalistica:

“Ora è lecito ipotizzare che la sclerosi multipla possa essere causata dai vaccini, quindi nessuno ci vieta di affermare che anche la miopia possa insorgere leggendo Flaubert”.

Probabilmente il Nicoletti ritiene di fare una boutade intelligente e spiritosa. Non sa evidentemente che è dagli anni Novanta che proprio la sclerosi multipla (tra le innumerevoli patologie che possono essere innescate da questo o quel vaccino) è stata riconosciuta come un possibile effetto collaterale del vaccino antiepatite B. Nella sola Francia la campagna di vaccinazione di massa con questo farmaco aveva provocato, alla data del 2002, oltre 900 casi di sclerosi multipla accertata (si veda ancora l’articolo sopracitato).

Confessiamo la nostra incapacità di ravvisare il lato comico della faccenda. Leggere Flaubert non causa la miopia, questo vaccino invece qualche volta sì. Che razza di parallelismo è?

Ma il Nicoletti non ha dubbi.

Il vero scienziato si nutre di dubbi perché sa quanto è facile commettere errori, sa che le certezze di oggi saranno ridicolizzate domani, sa quanto è comodo costruirsi carriere sotto la protezione e il finanziamento di poteri con disponibilità enormi.

Ma no, il Nicoletti ha una concezione della scienza di tipo magico-puerile: la scienza dice questo! La scienza nega quest’altro! La scienza ha sempre ragione! Chiunque osi mettere in dubbio i dogmi della scienza (quella che sta dalla nostra parte, naturalmente!) sia sbeffeggiato, deriso, anatemizzato!

Ma non intendiamo ora discutere sulla questione “i vaccini fanno bene – i vaccini fanno male”.

Il vero problema è l’obbligatorietà: questo deve essere chiarito una volta per tutte. Il governo esce dalla legittimità nel momento in cui si arroga il potere di mettere le mani addosso al singolo individuo e violargli la sfera corporea. Questo non lo può fare se non in casi di eccezionale gravità, come un TSO nei confronti di uno psichiatrico pericoloso. Il che è cosa, evidentemente, che nulla ha da spartire con campagne di vaccinazione di massa obbligatorie. Addirittura dei premi Nobel per la medicina si sono espressi dichiarando sciagurate simili norme (si veda questo video).

Ma cosa vuoi che importi ai tipi come Nicoletti (e con lui una legione di giornalisti, beninteso!). Essi fanno appello ala “scienza” esattamente come certe povere immigrate africane, secondo cui le parole dello stregone diventano la verità che non si discute, per non affrontare le disgrazie più terribili. Altro che Vanna Marchi!

Aggiornamento: per dimostrare il livello morale di questi personaggi si veda quest’ultima triste vicenda di un bambino di sei anni gravemente malato di leucemia che è poi morto per complicanze da morbillo. Il mainstream giornalistico non ha avuto il minimo scrupolo nell’additare i genitori come colpevoli perché, non avendo vaccinato i fratelli contro il morbillo, questi ultimi lo avevano passato al piccolo causandone la morte. Tutti i giornali si sono buttati a pesce su questa notizia, strumentalizzando una tragedia e trasformandola in propaganda. E invece. È di ieri la presa di posizione ufficiale del primario dell’ospedale di Monza, dove era ricoverato il piccolo, che ha chiarito finalmente la vicenda dichiarando totalmente falsa la notizia (leggi l’articolo). Il piccolo non è stato affatto contagiato dai fratelli, semmai è stato proprio lui a contagiarli. Come si vede… ancora una volta… l’ennesima bufala giornalistica, la sfacciata propensione alla frottola, all’inganno, al raggiro.

La credibilità dei media è in caduta costante. Non dimentichiamocelo mai.

Anita Molino


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