Elena Balsamo commenta “Compagni di viaggio”

“Lo diceva già Paracelso, medico, alchimista e astrologo rinascimentale: non esiste in pillole nè in fiale intramuscolo, eppure l’amore è la medicina più potente che ci sia. Anzi, è l’unica e vera medicina che esista e che porti alla guarigione perché la verità è che non c’è guarigione vera senza amore.

Non è scritto nei libri di testo che i medici studiano all’Università, ma chi l’ha vissuto lo sa. Con certezza, senza dubbio alcuno. Tutto il resto è solo un palliativo. Si possono riparare ossa rotte, estirpare masse cancerose, cucire ferite sanguinanti, riequilibrare i livelli di glucosio o uccidere virus e batteri pericolosi ma se l’amore non fiorisce, il problema è solo rimandato: al prossimo giro di giostra. La vita non ha fretta.

Per curare il morbo definitivamente occorre estirparne la radice, scavare fino in fondo là dove tutto ha inizio e non lasciarne traccia. Faticoso il mestiere di contadino… Ci vuole fede, grande come una montagna. Fiducia nel sole che sorge e poi tramonta, nella pioggia che annaffia i campi, nel seme che ha in sé il potere di diventare frutto.

Ci vuole pazienza: ogni pianta ha i suoi tempi per crescere e fiorire. Diverso se semino ravanelli o pianto una quercia, se voglio dar vita a un roseto o far spuntare un tulipano. Bisogna procedere con ordine, senza saltare le tappe: prima va preparato il terreno, girato e rigirato finchè non diventa morbido, pronto ad accogliere la vita, solo dopo si può gettare il seme. E poi ci vuole l’acqua e un buon concime e la costanza nel togliere le erbacce che soffocano il virgulto e gli impediscono la strada verso l’alto.

Non c’è guarigione senza amore. È l’ultima tappa, quella finale, quella che estirpa il male. Ma non l’amore appiccicoso o sdolcinato che unisce bisogno con bisogno. Quello vero che si chiama com-passione: sentire insieme, sentire in sé la sofferenza dell’altro. Quello che sgorga all’improvviso come una fontana e spruzza i suoi getti su, sempre più su… Quello che illumina il volto e il cuore e sparge intorno a sé briciole d’azzurro. Quello che dura per sempre, che non avrà mai fine.”

Tratto da: E. Balsamo, “Compagni di viaggio”

LEGGI LE PRIME PAGINE

“Questo è un libro che parla di amore, ma non è iniziato così. Mi sono seduta a scrivere di sofferenza e ho scritto, invece, di guarigione “ (L.Hogan). Sì, perché l’Amore è l’unica vera terapia che esista al mondo, è l’energia che tiene insieme l’Universo intero! Noi nasciamo da un abbraccio d’amore e ritorneremo a quell’abbraccio. Siamo qui per scoprirne il reale significato… Lo impariamo un po’ alla volta attraverso la sofferenza e soprattutto attraverso le relazioni: quale palestra migliore di questa? È la prima relazione che incontriamo, quella con nostra madre, a lasciare le impronte e fare da modello a tutte quelle che incontreremo in seguito. Così, per esempio, se abbiamo vissuto nella primissima infanzia un attaccamento insicuro, con una mamma che emotivamente c’era e non c’era, paradossalmente continueremo ad attirare o cercare l’instabilità e la distanza nelle relazioni con i partners per una inconscia paura di attaccarci e poi al momento del distacco dover soffrire di nuovo come è successo in passato…

Una mamma che ha perduto un bambino spesso teme di attaccarsi a quello successivo perché ha paura di dover rivivere il dolore straziante della separazione: in poche parole, pur di non soffrire ancora, evitiamo di vivere e così facendo ci priviamo delle gioie più grandi. L’Amore è un rischio, un salto nel buio, ma vale la pena affrontarlo! Anche a costo di soffrire di nuovo, perché, come dice la volpe al Piccolo Principe, forse piangeremo sì, ma ci avremo guadagnato il colore del grano…

Qual è il segreto per essere amati? In primis amare se stessi! Non c’è altra strada, ma nessuno ce lo insegna e, a causa dei condizionamenti ricevuti che lo fanno ritenere un atto egoistico, realizzarlo ci risulta a volte particolarmente difficile e richiede un faticoso tirocinio. Perché amare se stessi non vuol dire regalarci un vestito o un’automobile nuova ma amare le parti sofferenti di noi, accogliere e abbracciare il nostro bambino interiore e assicurargli che gli vogliamo bene così com’è, con tutti i suoi limiti e i suoi difetti, e cioè anche se è arrabbiato, geloso o impaurito.

Le persone che incontriamo, e i nostri figli in primis, ci fanno da specchio mostrandoci proprio ciò che noi non vogliamo guardare, che non ci permettiamo o tendiamo ad escludere.

La verità è che noi nasciamo con una bacchetta magica, nascosta nella profondità del nostro essere, che ci consente di trasformare ogni cosa ma il segreto è che per poterlo fare dobbiamo prima accettare ciò che vogliamo cambiare!!!

È un lungo cammino quello dell’Amore ma l’unico, io credo, che valga la pena percorrere fino alla fine, anche a costo di sbucciarsi mani e ginocchia, perché porta alla realizzazione suprema: quando si giunge sulla vetta dell’Amore ci si accorge che non c’è più bisogno di dire nulla perché tutto è già stato detto. Allora non resta che offrire il sorriso che ci è fiorito dentro…

È quel sorriso che guarisce, che cambia il mondo.


Potrebbero interessarti anche

Libri sull'argomento