Ti accetto così come sei

Ritengo che l’accettazione sia la più essenziale, profonda, importante esperienza che un bambino altamente sensibile debba fare nella propria infanzia per riuscire a conoscere ed accettare questa sua natura. Accettazione è un termine che, da dizionario, ha come sinonimi ricevimento, accoglienza, ammissione, consenso, approvazione, gradimento. Incondizionata significa letteralmente senza alcuna condizione, senza se o ma.
Ti accetto perché sei mio figlio, così come sei, ti accetto in ogni caso, in ogni situazione, in ogni condizione. Accetto come sei, la tua libertà di esistere ed essere anche diverso da me, diverso da come ti immaginavo e da come vorrei che fossi. Accetto ciò che sei come essere umano, per le tue potenzialità e i tuoi limiti, per ciò che provi e per chi diventerai un giorno. Accetto anche quello che mi è scomodo di te, anche quello che non comprendo o non condivido. Ti accetto anche se non prendi dei bei voti, anche quando sbagli, o quando mi dai dei dispiaceri, o quando litighiamo. Ti accetto in modo incondizionato perché ti amo senza se e senza ma, perché ogni tipo di persona vorrai essere e diventerai, io sarò con te.
Accettare qualcuno incondizionatamente non significa dargli sempre ragione, sottovalutare eventuali comportamenti scorretti o diventare permissivi: significa che, nonostante possiamo essere in disaccordo, nonostante tu possa sbagliare (e sia mio compito aiutarti a capire di avere sbagliato), nonostante potrai avere comportamenti che disapproverò e che ti aiuterò a modificare, accetterò sempre te per come sei, come persona e come essere umano. È legato al concetto di esistenza, e di sé profondo. I bambini che sperimentano questa profonda e insostituibile sensazione creano le basi esistenziali che gli permetteranno di diventare adulti sicuri, solidi, in grado di compiere le proprie scelte lucidamente e di accogliere le differenze con tolleranza. L’accettazione incondizionata è la base del proprio diritto all’esistere. “Io esisto”, e quindi occupo uno spazio, e quindi ho dei diritti, quindi posso pensare, parlare e scegliere per come io sono e sento.
Le situazioni in cui questa condizione rischia di venire meno sono tutte quelle in cui un genitore vorrebbe un figlio ipersensibile diverso da come è. Magari lo vorrebbe meno emotivo, meno fragile, più tranquillo, meno pigro, più veloce, più sportivo, più intelligente, meno vivace, più socievole, più resistente, meno suscettibile, più adattivo… In una marea di situazioni e da un’infinita gamma di punti di vista rischiamo innumerevoli volte di venire meno a questa funzione fondamentale trasmettendogli involontariamente che lo vorremmo diverso da come è, inconsapevoli dell’assurdità alla base di questa pretesa e delle imprevedibili conseguenze sul suo senso del sé. Moltissimi ipersensibili che ho incontrato provano un senso di rifiuto verso sé stessi e questa caratteristica, un desiderio di essere diversi, più simili agli altri, “come mio fratello, come i miei compagni…”, e questa sensazione di base non gli permette di vivere bene, e li fa costantemente lottare con sé stessi. In questo senso come genitori, educatori e insegnanti avete un ruolo decisivo, potrete davvero fare la differenza e permettere ai bambini così sensibili di non sentirsi sbagliati, “alieni”, e di accettare e valorizzare la loro sensibilità come un dono.

“Quando una persona sente di essere sinceramente accettata per quella che è, si sente libera di prendere in considerazione un possibile cambiamento, di pensare ad una possibile crescita, a cosa vorrebbe diventare, a come realizzare maggiormente il proprio potenziale. L’accettazione è come il terreno fertile che permette ad un seme minuscolo di trasformarsi nel bel fiore che può diventare. Il terreno si limita a facilitare lo sviluppo del seme. Sprigiona la sua capacità di crescere, ma tale capacità è interamente in seno al seme.”

T. Gordon

Dott.ssa Elena Lupo, Psicologa e Psicoterapeuta ad indirizzo Biosistemico, esercita l’attività clinica a Bologna. Curatrice del blog personealtamentesensibili.it, dal 2016 è la prima esperta italiana di Ipersensibilità nella lista internazionale di HSP Comfort Zone come: “Licensed Therapist HSP-knowledgeable”. Autrice del libro “Il tesoro dei bambini sensibili


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