Il mio è un bambino “speciale”

BambiniSpeciali“Tranquilli, andando all’asilo tutto si sistemerà”.
“E’ questione di carattere”.
“Ogni bambino è diverso dall’altro”.
E ancora…
“E’ il primo figlio, lo viziate troppo”.
“Siete troppo ansiosi”.

Questo più o meno l’inizio per molti genitori di un bambino “speciale”: dapprima giudicati incapaci di impartire una giusta educazione ai figli, classificati in maniera fredda e netta bambini bizzarri, maleducati, “scomodi”, e dopo la diagnosi di disturbo dello spettro autistico (tra cui rientra la sindrome di Asperger) soli, incompresi.

I disturbi dello spettro autistico (così definiti nel nuovo DSM V) sono stati per anni imputati ad un rapporto genitore/figlio inadeguato (leggasi delle “mamme frigorifero”), negando un aiuto concreto ai ragazzi, e provocando sensi di colpa devastanti nelle madri.

Per fortuna oggi, a livello di diagnosi, si sta facendo molto, anche grazie alle numerose battaglie condotte negli ultimi anni da Associazioni di genitori e di professionisti sparse sul territorio regionale e nazionale. Ma c’è ancora molto da fare. Da conoscere. Da diffondere.
Questa rubrica si prefigge tale obiettivo. Curata da Ugo Parenti – padre di un ragazzo affetto da sindrome di Asperger e impegnato dal 2010 in una battaglia personale contro l’ignoranza nei confronti di questo disturbo, nelle vesti di Gnomo Aspirino (www.gnomoaspirino.it) – la rubrica vuol essere un luogo di confronto costruttivo, di testimonianza, di stimolo, di accoglienza e, perché no, anche strumento di “rete” tra coppie, tra genitori e tra tutte le persone che vivono tale disagio in famiglia.

Un po’ come il plaid che si indossa d’inverno: per scaldarsi, ma anche per sentirsi meno soli.

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