Una firma per dire ‘no’ all’eccessiva medicalizzazione del parto in Italia


Dopo una prima lettera inviata a maggio 2006 al Ministro della Salute Livia Turco – nella quale si esternava la preoccupazione delle associazioni che in Italia si occupano di promuovere il parto naturale, riferite all’eccesso di tagli cesarei, al parto indolore, all’estensione dell’anestesia peridurale gratuita in tutte i centri nascita – e la relativa risposta del Ministro sulle pagine della rivista ‘Donna e Mamma’, le associazioni aderenti alla ‘Rete Nascere in Casa’ hanno predisposto una nuova petizione online con l’intento di raccogliere adesioni in merito alle seguenti proposte concrete:

– la possibilità di espletare il parto in acqua, per chi lo desidera, in tutti i centri nascita;

– il rimborso per le spese di parto domiciliare in tutte le Regioni italiane. Anche in questo caso, infatti, esistono ad oggi notevoli disparità su cui è quanto mai urgente ed opportuno porre rimedio;

– il riconoscimento di incentivi economici o di altra natura per le strutture che realizzino i “Dieci passidell’Ospedale Amico delle Mamme” e i “10 passi per l’Ospedale amico del Bambino – OMS Unicef”

Se vuoi sostenere l’iniziativa clicca qui.

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