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Andrea Di Chiara | Salute del bambino

La “genetica” dei denti

23 Dicembre 2008

denti-storti-bambinoSe si prende un manuale di patologia medica o medicina interna, che raccoglie tutte le patologie degli organi interni che si curano con le medicine ( che sono la stragrande maggioranza, dato l’orientamento culturale della medicina occidentale moderna ), vediamo che laddove si parla delle origini di queste malattie la risposta è sempre la stessa: eziologia ( cioè origine ) “primitiva” / “primaria” / “essenziale”. Sono termini un po’ criptici per affermare che l’origine della maggior parte delle malattie è tutt’oggi ignota.

La scoperta della genetica non ha dunque portato la risposta all’origine delle malattie?

Sembra proprio di no, a giudicare dai manuali medici.

In televisione sembrerebbe che sia vero il contrario, soprattutto perché la parola genetica viene spesso preceduta dalla parola “ingegneria”, come per dare un rassicurante senso di sicurezza scientifica ahimè tutt’altro che acquisita.

Si potrebbe parlare dei cloni tipo pecora Dolly, che vanno incontro ad invecchiamenti precoci rapidissimi e non controllabili, né tanto meno spiegabili… oppure degli alimenti OGM, della cui sicurezza nessuno vuole parlare. Ma al di là delle congetture noi possiamo scegliere di parlare di fatti, e allora parlando di fatti riconosciuti da tutti gli addetti ai lavori è il caso di dire qui quello che non si dice a Superquark, e cioè che l’unica funzione attualmente nota del DNA è quella di contenere un codice necessario alla realizzazione delle proteine; ma questo codice è contenuto nel solo 10 % oppure 5 % oppure 2 % ( a seconda di chi ha fatto la stima ) dell’intero DNA. E il restante 90 % ( oppure 95, oppure 98 % ) ? Beh, siccome gli studiosi non conoscono altra funzione del DNA se non la codifica delle proteine, allora hanno dichiarato che la parte di esso che non codifica ( ripetiamo, la stragrande maggioranza ) non serva a niente, e l’hanno ribattezzato “DNA spazzatura”… da qui a dire che siamo agli albori di una nuova era basata sulla manipolazione genetica per realizzare di tutto e di più ce ne vuole.

Però questi scienziati ( o i giornalisti che ne manipolano le affermazioni, a favore di certi soliti ignoti di cui facilmente potrebbe immaginarsi l’identità ), che fanno tanta fatica a dichiarare un’ignoranza di cui palesemente si vergognano, ammaestrano ugualmente le masse con frasi ad effetto tipo “cibo per tutti con gli OGM”, oppure “malattie, che problema c’è ? vi sostituiamo i vostri organi con ricambi originali tratti dal vostro materiale genetico” ecc. La verità, come disse il presidente Monroe, è che bisogna parlare piano e portare con sé un grosso bastone se si vuole andare lontano.

Ma cosa c’entrano i denti con la genetica ?

Ogni problema medico dell’uomo è stato visto in chiave genetica soprattutto per moda, per cui se uno ha i denti storti, deve poter essere anche quello un problema genetico.

Alla fine dell’Ottocento, sulla scia dell’entusiasmo per la scoperta dei fenomeni ereditari, si iniziò ad ipotizzare che le popolazioni delle grandi città americane, tutte affette da denti storti, potessero essere andate incontro ad un’ereditarietà sfavorevole dovuta alla commistione di etnie diverse che avveniva in quel periodo. Si immaginava infatti che un individuo dai denti grandi e storti poteva aver ereditato i denti grandi da un genitore e le ossa piccole da un altro.

Era noto però che tante popolazioni non civilizzate erano praticamente immuni da carie e denti storti. Una ricerca svolta da un allora noto ricercatore americano ( Weston Price ) sui denti di 26 etnie diverse che vivevano allo stato naturale, permise di capire che era il loro stesso modo di vivere che proteggeva i loro denti e il loro corpo in generale ma, cosa ancora più interessante ai fini del nostro discorso, e lasciamolo dire a Weston Price con le sue parole, “…popolazioni aborigene di tutto il mondo, da sempre sane nel corpo e nella mente, non appena venute in contatto coi cibi e le usanze dell’uomo bianco, cominciarono a generare bambini dai denti storti e guasti, loro che questi guai non li avevano mai visti prima di allora…”.

La cosa sensazionale, soprattutto per chi ha studiato la genetica, è che questi cambiamenti così vistosi ( denti dritti ? denti storti ) avvenivano in questa gente nel giro di una generazione. Le alterazioni genetiche improvvise si chiamano mutazioni, ma queste sono rarissime e non si trasmettono da una generazione all’altra, per cui quella dei denti storti non può essere stata una mutazione.

Ciononostante l’opinione dei dentisti si divise in due correnti: una di queste, piuttosto influente perché americana, riteneva che il problema dei denti storti potesse avere un risvolto genetico… e questo perché ai dentisti americani ( così come agli altri dentisti del resto del mondo ) non vengono nemmeno nominate le scoperte del Dr. Weston Price, che all’epoca vennero pubblicate sulle più importanti riviste del settore odontoiatico !

Ancora oggi la questione è aperta, ma non riscuote la benché minima attenzione da parte dei dentisti, ormai ridotti a tecnici che applicano materiali sempre nuovi realizzati da ditte che certo non si occupano di “filosofia”, né tantomeno di medicina di base: per vendere bisogna riparare, la prevenzione non conviene a nessuno… e sì, perché per prevenire bisogna avere le idee chiare, anche su quello che è la genetica. L’ignoranza di medici e pazienti favorisce le vendite di prodotti che non ci servono, e che fatalmente 30 anni dopo si scopre magari che sono anche dannosi.

Concludiamo con una riflessione sui tratti del volto, ritenuti dall’evidenza quotidiana come esempio principe della trasmissione ereditaria di caratteri provenienti dai nostri ascendenti.

È riconosciuto ( purtroppo non dalla gente comune ) che la realizzazione biologica del volto di una persona implica la commistione di così tanti geni che alla fine non si sa esattamente se c’entrano davvero i geni oppure no…

Fatto sta che se noi prendiamo dei gemelli omozigoti ( cioè identici ), come ha fatto il Dr. John Mew di Londra, e stiamo a vedere cosa succede alle loro facce quando vengono sottoposti l’uno ad una terapia ortodontica ( ossia addrizzadenti ) convenzionale, e l’altro ad una terapia ortodontica posturale ( ossia che implica la rieducazione neuromotoria dei muscoli della faccia ), notiamo con meraviglia che i gemelli da identici diventano… come due fratelli qualsiasi !

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Quinton e Ben, una coppia di gemelli identici dallo studio del Dr. Mew

Dobbiamo pertanto considerare come vera una delle seguenti ipotesi ( e forse sono vere entrambi ) : l’ereditarietà ( e quindi la genetica ) nell’evoluzione dell’individuo ha un ruolo minore di quelli che finora si è supposto, oppure l’ambiente e i suoi stimoli ( come una dieta a base di cibi spazzatura oppure una terapia ortodontica posturale ) possono modificare l’assetto genetico di una persona.

Ai posteri l’ardua sentenza…

Per gli approfondimenti:

– “La differente incidenza delle malattie dentali e delle alterazioni maxillofacciali tra popolazioni tradizionali e civilizzate”, di Andrea Di Chiara, in Approfondimenti sezione Antropologia e respirazione, www.aipro.info

– “Paese che vai… malattia dentale che trovi”, di Andrea Di Chiara, www.bambinonaturale.it, www.aipro.info

– “Crisis in life sciences. The wave genetics response”, di P. Garaev, in Approfondimenti sezione Novità e curiosità psico-neuro-biologiche, www.aipro.info

– “E’ possibile modificare la forma della struttura ossea del viso?”, di John Mew, in Approfondimenti sezione Postura, sviluppo facciale e respirazione, www.aipro.info

di Andrea Di Chiara, odontoiatra

Presidente di AIPRO, Associazione Italiana per la Prevenzione della Respirazione Orale

Per ulteriori informazioni e per i consigli preventivi e terapeutici del caso invitiamo a consultare il sito dell’AIPRO, Associazione Italiana per la Prevenzione della Respirazione Orale, www.aipro.info