Rabindranath Tagore: a scuola dal poeta

“Non l’istruzione morale occorre per formare la mente e il carattere di un ragazzo, bensì una guida amichevole e un ambiente adatto. Il ragazzo dovrebbe vivere in mezzo alla natura.

L’aiuto della natura ci è addirittura indispensabile durante il periodo dello sviluppo e quello dell’apprendimento. Le piante, i fiumi, il cielo azzurro e il bel paesaggio sono necessari esattamente quanto i banchi, le lavagne, i libri e gli esami. I quattro elementi, terra, aria, acqua e fuoco, formano un tutto unico e sono insiti nell’anima universale: questa è una nozione che non si può acquistare in una scuola cittadina.

Possiamo raggiungere la piena maturità solo se siamo stati nutriti dalla terra e dall’acqua, dal cielo e dall’aria, nutriti da loro come dal seno della madre. Lasciate dunque che i bimbi giochino sotto il cielo aperto, che è il campo da gioco del sole e delle nubi. Lasciate che non vengano strappati dal bhuma, il Supremo Spirito.

Lasciate che vedano il sole che apre il giorno con le sue dita brillanti e la tranquilla luce fiammeggiante della sera che si fonde col buio della notte trapunta di stelle. Lasciate che vedano lo spettacolo musicale in sei atti che la natura offre durante le sei stagioni dell’anno.

Lasciate che sentano il ruggito del tuono e vedano nubi che s’ammassano e oscurano i boschi prima che cada la pioggia. E quando il temporale è passato, lasciate che i bimbi vedano i campi verdi e rugiadosi che ondeggiano al vento, rigurgitanti di mais fino all’estremo limite dell’orizzonte”.

“I fanciulli escono correndo dal tempio

per andare a giocare nella polvere,

Dio guarda i loro giochi

e dimentica il sacerdote”

Elena Balsamo

Potrebbe interessarti anche