Bullismo: bambini e adolescenti “spettatori silenziosi”


Piu’ di un quarto dei bambini ha subito piu’ volte nell’ultimo anno offese immotivate (27,2%) o provocazioni e prese in giro (28,1%). Inferiori sono le percentuali di chi e’ stato oggetto di percosse (10,3%), minacce (10,1%) e furto di cibo di oggetti (9,4%). Preoccupante il numero di bambini su cui sono state diffuse informazioni false o cattive (21,9%), quello di chi e’ escluso o isolato dal gruppo (17,4%) e ha subi’to danneggiamento di oggetti (15,5).

Molto bassa la quota di vittime di furto in denaro (3,4%). A subire danneggiamento di oggetti e percosse sono in misura maggiore i maschi (rispettivamente 17,8% e 12,4%) rispetto alle femmine (13,2% e 8,2%) che, invece, subiscono con piu’ frequenza l’esclusione dal gruppo (20,9% a fronte del 13,9% dei bambini). Alla richiesta di indicare chi sia stato il responsabile dei comportamenti subiti, il 45,1% dei bambini dichiara di non essere stato vittima di simili atti, mentre il 42,4% indica le caratteristiche dell’autore.

Nel 25,4% dei casi si tratta di un coetaneo, in misura considerevolmente maggiore di un maschio (17,7%) rispetto alle femmine (7,7%). Piu’ raro e’ il caso in cui sono ragazzi piu’ grandi a compiere la prevaricazione (5,8% tra maschi e femmine) e minimo quello in cui siano bambini piu’ piccoli (2%). Nel 9,2%, invece, l’episodio di bullismo e’ messo in atto da un gruppo, con una lieve prevalenza dei gruppi misti (3,5%) su quelli composti solo da maschi (2,9%) o femmine (2,8%).

E’ l’indifferenza la reazione principale da parte dei coetanei di fronte agli atti di bullismo per il 10/mo rapporto Eurispes.

L’indagine, realizzata con Telefono Azzurro, fotografa la condizione di infanzia e adolescenza. L’aumento di ‘spettatori silenziosi’ e’ una novita’ nel fenomeno del bullismo. Fra gli adolescenti questo atteggiamento e’ aumentato di 7 punti (dal 12,1 al 19,5%).

Quella attuale e’ una ‘generazione provvisoria’ che nonostante la diffusione delle nuove tecnologie e’ ‘spesso priva di punti di riferimento e di modelli che ne orientino la crescita e ne sviluppino le potenzialita”. Il desiderio piu’ grande per gli adolescenti (12-19 anni) e’ quello di trovare un lavoro soddisfacente (96,6%) e stabile (94%).

Capitolo a parte quello del cyberbullismo: Il 3,2% degli ragazzi ha inviato o diffuso messaggi offensivi e minacciosi tramite supporto tecnologico (l’1,2% spesso, e il 2% qualche volta); il 4% ha utilizzato il cellulare o Internet per divulgare informazioni false sul conto di un’altra persona (lo 0,6% di frequente e il 3,4% di tanto in tanto); e, infine, il 7,5% ha intenzionalmente escluso qualcuno da gruppi on line (il 2,3% spesso, il 5,2% qualche volta).

I cyberbulli sarebbero quindi pochi anche se non e’ da trascurare la percentuale di quanti, seppur “raramente”, ammettono di inviare materiale offensivo o minaccioso (5,7%), di diffondere informazioni false su altri (10,7%) e di escludere qualcuno da gruppi online (9%).

Lo strumento privilegiato dal cyberbullo e’ il cellulare (46,1%), seguito dalla chat (24,3%). Il 6,1% sceglie l’instant messaging, mentre il 5,2% preferisce i blogs, il 4,6% le e-mail, il 4,1% i giochi di ruolo on line e, infine, il 3,8% il forum.

Prendendo in considerazione gli episodi di cyberbullismo segnalati dai ragazzi (21,3%) emerge che nel 6% dei casi a prendere di mira usando le nuove tecnologie sono persone poco conosciute dalla vittima o di cui si ignora l’identita’ (5,8%).

Il 4,1% ammette che a compiere prepotenze nei suoi confronti e’ stato un amico o un compagno di scuola (3,2%). Infine, le vittime bullismo e cyberbullismo rivelano l’accaduto soprattutto ai coetanei (29,2%).

Molti comunque preferiscono la protezione dei genitori (20,1%) o dei fratelli (6,7%), solo il 2,7% degli insegnanti. Il 22,3% invece non ne fa parola con nessuno.

Fonte: Rainews24.it

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