Elle McPherson, da The Body a testimonial del parto in casa

Nel giugno 2009 il governo laburista ha deciso di creare un albo nazionale delle ostetriche, per accedere al quale occorre sottoscrivere un’assicurazione.

Il problema è che le compagnie assicurative non sottoscrivono più polizze in caso di parto a domicilio, e il governo non ha intenzione di intervenire finanziando l’indennità professionale per eventuali cause legate a questa modalità di parto.

Ciò significa che entro il 2010 circa 300 ostetriche resterebbero fuori dall’albo e che, se continuassero ad assistere i parti in casa, rischierebbero fino a 30 mila dollari di multa.

Saputo della mobilitazione, Elle MacPherson ha voluto inviare un messaggio personale di appoggio alla protesta: “Ho fatto nascere mio figlio in acqua, in un ambiente caldo e protetto, assistita amorevolmente. Questo mi ha permesso di sentirmi emotivamente sicura e di dare alla luce il mio bambino dolcemente. Vorrei che le donne australiane avessero la possibilità di fare la mia esperienza. Mi sorprende sapere”, ha aggiunto la top model “che meno del 5% delle donne australiane possono scegliere di immergersi nell’acqua calda per sentire meno dolore e per partorire. Invito caldamente il sistema sanitario in Australia ad mettere a disposizione questa scelta a tutte le donne”.

Elisabetta Malvagna

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