Nestlè nemica dell’allattamento al seno: rischi per la salute di milioni di bambini

L’uso di tale latte, in sostituzione a quello materno, fornito gratuitamente negli ospedali nei primi giorni di allattamento, crea nel lattante disaffezione al latte materno.

Ciò è causa di morte per un altissimo numero di bambini nei primi mesi di vita, poichè nel terzo mondo il latte in polvere viene preparato con acqua spesso malsana. Fonti dell’UNICEF parlano di più di 1.000.000 neonati morti all’anno nel Sud del mondo perchè non più nutriti al seno.

Nestlé – uno dei simboli della globalizzazione, promotore dell’appiattimento globale per favorire i profitti di grandi economie – ha un notevole vantaggio sulle donne che producono naturalmente il latte per i loro neonati e non hanno “una fortuna” da investire per promuovere la bontà del loro prodotto.

Nestlè ha infatti, dalla fine del 1999, iniziato una vera e propria operazione di contropropaganda, a partire dalla Gran Bretagna, che cercasse di ridare lustro al marchio della compagnia oramai logorato dai 23 anni di boicottaggio, incrementando, molto pubblicizzando in modo massiccio, le sue iniziative di beneficienza verso attività dedicate ai bambini ed alle chiese.

La loro nuova tattica comprende anche arrivare a mettere la pubblicità su media abbastanza rispettati per i loro contenuti attenti (come “The Big Issue”) per recuperare immagine anche nei settori che più sono stati attenti ai motivi del boicottaggio e per cercare di cancellare l’immagine che si è diffusa negli anni ossia che Nestlè tragga i suoi massimi profitti succhiando con avidità dai paesi del terzo mondo.

Oltre che per far recedere le chiese impegnate nelle campagne di boicottaggio a causa della devastante pratica di diffusione del latte in polvere nei paesi poveri con la conseguente mortalità dovuta a diarrea, che non si verificherebbe con l’allattamento al seno (secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità più di un milione di bambini muoiono ogni anno a causa di una nutrizione con biberon/latte in polvere fatta in modo non igienico, solitamente a causa delle acque non potabili).

In pratica un bambino ogni 30 secondi.

Nestlé controlla il 40% del mercato mondiale del latte per bambini, pubblicizzandolo con molta aggrssività nei paesi del terzo mondo, cercando anche di scoraggiare l’allattamento al seno. Chiaramente dopo un piccolo periodo di allattamento da biberon il latte della madre si asciuga e non viene più prodotto dall’organismo… un nuovo consumatore è nato.

Nestlè “incoraggia” gli operatori della sanità a spingere i suoi prodotti. Lo fanno attraverso donazioni, per esempio agli ospedali del Gabon (Africa), malgrado il governo di quel paese abbia chiesto alla Nestlé di farla finita.

Nelle Filippine la compagnia ha dovuto subire lo scandalo dell'”affitto” di infermiere diplomate in funzione di “educatrici sanitarie” per andare per le case e convincere le madri ad usare i prodotti Nestlé. Ignorando i consigli della Organizzazione Mondiale della Sanità che raccomanda che i cibi complementari debbono essere utilizzati dopo i sei mesi di vita, i prodotti Nestlè sono etichettati come utilizzabili dopo la seconda settimana di vita. Le etichette non forniscono informazioni chiare, e, in alcuni casi, in lingue che le madri non possono capire.

Nestlè esporta il suo latte nelle “colonie” fin dal 1873; sono 126 anni che la compagnia ignora le leggi. Attualmente Nestlè è sotto processo in India per via delle etichette, ma già nel 1939 la compagnia esportava i suoi prodotti in Singapore e Malesia etichettati come “ideali per bambini delicati”, nonostante il divieto alla commercializzazione in Gran Bretagna per via dei casi di cecità e rachitismo.

Allattamento al seno : alcuni fatti

L’allattamento al seno è andato declinando rapidamente tra gli anni 1960/70, con l’espansione del mercato del latte in polvere. In Messico si è passati dal 100% al al 40 %, in Cile dal 90% di allattati al seno si è passati al 5%, a Singapore dall’80% al 5% (fonte: UK Food Group)

L’allattamento al seno è vitale non solo per l’apporto nutrizionale, ma soprattutto per la sua funzione di trasmissione di anticorpi e quindi protezione contro le malattie.

Nei paesi sviluppati il cibo in più che deve assumere la madre per allattare, viene a costare meno di un decimo del cibo artificiale per il bambino.

La gente povera solitamente dilusce troppo il latte in polvere spesso con acqua malsana, causando così, per lo meno malnutrizione.

Fonte: Informary.com


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